A poche ore dalla palla due dell’ultima sfida stagionale dei Los Angeles Lakers contro i Portland Trail Blazers, Magic Johnson ha convocato una conferenza stampa per annunciare le sue dimissioni dall’incarico di President of Basketball Operations.

Sono uno spirito libero. Ho una grande vita… Che sto facendo? Ho una gran bella vita e voglio tornare a viverla.

Magic Johnson

Le dimissioni di Magic Johnson

Stando alle parole di Magic Johnson, Jeanie Buss – la Controlling Owner dei gialloviola – non era a conoscenza della sua decisione

Qualcuno dovrà dirlo al mio capo, perché sapevo di non poterglielo dire faccia a faccia. Le voglio bene come se ne può volere a una sorella. Non avrei potuto farlo di fronte a lei. Voglio preservare il nostro rapporto, tornando a essere un fratello per lei e un ambasciatore del gioco.

Dalle parole della leggenda dello Showtime sembra emergere l’insofferenza verso alcune limitazioni che la carica ricoperta imponeva.

Le cose che più non mi sono piaciute sono state le pugnalate nella schiena e i bisbigli.

Pensavo al ritiro di Dwyane Wade, non potrò twittare né esserci. Così come non ho potuto supportare Russell Westbrook quanto avrei voluto. Anche quando Ben Simmons mi ha contattato nella maniera appropriata sono passato per il cattivo anche se non ho fatto nulla di sbagliato.

Ho pensato a tutte queste cose ed a tutte quelle persone che mi vorrebbero come mentore… e non posso farlo.

Ci ho pensato e mi sono detto che questo lavoro non è più divertente. Non è quello che sono. Voglio tornare a divertirmi, voglio tornare quello che ero prima di accettare questo posto.

Si chiude dunque a poco più di due anni dall’inizio, l’era Magic.

Senza Magic, pieni poteri a Pelinka?

L’icona lacustre era salito in sella dopo il ribaltone con cui la Buss aveva soppiantato il fratello Jim Buss. Oltre ventisette mesi di scelte discutibili, risultati che non sono arrivati nonostante l’approdo ad L.A. di LeBron James.

Spero che i Lakers dopo questa stagione vadano nella giusta direzione. Gli infortuni ci hanno davvero frenato, ma mi è piaciuto lavorare con Jeanie. È dura lasciare un’organizzazione che amo, ed è dura lasciare una persona come Jeanie. Le voglio bene, non voglio farle del male. E voglio bene anche a Luke.

Alla base della decisione di Magic però potrebbero esserci tutta una serie di dissidi con il GM Rob Pelinka, la stessa Jeanie – che gli avrebbe dato carta bianca in merito al licenziamento di Luke Walton – oltre che a dei malumori all’interno dell’organizzazione per il comportamento dell’ormai ex Presidente.

L’operato del Front Office dei californiani negli ultimi giorni ed ore era finito sotto accusa da quasi tutti gli analisti NBA, come Dave McMenamin di ESPN – che ha minuziosamente ricostruito come i Lakers abbiamo gettato un anno di LeBron – oppure l’inchiesta di Bill Oram di The Athletic che ha gettato molte ombre sull’operato di Johnson.

Magic però chiude con tutt’altro stato d’animo.

Io sono uno spirito libero, non posso essere ammanettato. Questo per me è un buon giorno.

La proprietà della franchigia, evidentemente sorpresa, ha rilasciato poco dopo un breve statement di ringraziamento

Non c’è stato un Lakers più grande di Earvin Johnson. Siamo profondamente grati a Magic per tutto quello che ha fatto per la nostra franchigia come giocatore, ambasciatore e dirigente.

Lo ringraziamo per il lavoro svolto negli ultimi due anni come President of Basketball Operations ed auguriamo il meglio a lui, Cookie, Andre, EJ ed Elisa. Sarà per sempre non solo un’icona dei Lakers, ma la nostra famiglia.

Ci prepariamo ad andare avanti, lavoreremo in modo misurato e metodico per fare le mosse giuste per il futuro della nostra organizzazione.

Il comunicato dei Lakers

…subito condiviso dalla Buss nel suo messaggio di saluto all’amico (…) di sempre.

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