Game 07: Los Angeles Lakers at Chicago Bulls, United Center

Ultima tappa del primo road-trip stagionale dei Los Angeles Lakers (5-1) che, dopo i successi di Dallas e San Antonio, fanno visita ai Chicago Bulls (2-5).

Il coaching staff dei californiani preferisce concedere un turno di riposo ad Avery Bradley per i postumi del colpo ricevuto contro gli Spurs. Con Rajon Rondo ancora indisponibile, in quintetto subentra KCP che affianca Green, LBJ, AD e McGee. Chicago risponde con Satoransky, LaVine, Porter Jr., Markkanen e Carter Jr.

LakeShow Game Analysis

Analisi e commenti sulla gara, ad opera di #CGV e LakeShow IT.

Game Recap

Entrambe le squadre decidono di risparmiarsi difensivamente, lasciando agli avversari la possibilità di tentare la conclusione quasi sempre senza opposizione. I Lakers si accontentano dei soliti, poco produttivi, isolamenti mentre Zach LaVine segna da tre e schiaccia prima di servire i compagni appostati sul perimetro, che realizzano le triple del +5 a metà quarto.

Dopo il timeout i gialloviola pareggiano con la tripla di Danny Green ed un layup di McGee, sostituito poi da Kuzma. Dal canto suo Boylen, come nel minibasket, decide di cambiare tutto il quintetto.

Entrano anche Cook e Caruso che si adeguano subito al flow della gara perdendo palloni e tirando male, ringraziano White e Kris Dunn che segnano in transizione. Cook risponde dall’arco ed in penetrazione prima di regalare l’ennesimo pallone ai Tori, con Dunn libero di segnare indisturbato il 24-29 che chiude il quarto.

Kuzma sembra ancora fuori condizione, perde due possessi che regalano altrettanti easy basket a Thaddeus Young, 6-0 Chicago ed inevitabile timeout per coach Frank Vogel dopo soli 58″ nella frazione. Troy Daniels decide di partecipare alla serata di beneficenza regalando tre liberi a Coby White, che segna il 26-40.

Kyle è tutt’altro che #KuzControl e come un novello Re Mida trasforma in turnover ogni pallone che tocca. In soli sette minuti 0/3 al tiro, tre perse e -14 di Plus/Minus. Inevitabile il rientro in panchina.

LeBron James prova a destare i suoi e dopo aver servito Cook con un outlet pass dei suoi, segna in penetrazione e dall’arco. Con le triple di Caruso e Daniels i gialloviola tornano sul -4, ma si fermano a causa dei troppi errori non forzati, che diventano propellente per la transizione dei Bulls a segno con LaVine e White da oltre i 7.25: 40-52 a 5:41 dall’intervallo lungo.

Davis sbaglia jumper su jumper, Otto Porter Jr. segna la tripla del +17 costringendo James al prematuro rientro in campo. Howard ed AD commettono il terzo fallo, costringendo Vogel a rimettere Kuz e McGee.

LeBron è l’unico lacustre sul pezzo e segna allo scadere il jumper del 48-65. All’intervallo il quattro volte MVP (16+8+4) ha un Plus/Minus neutro rispetto al -17 di Davis, simbolo del disastroso primo tempo dei Lakers. 11 perse (17 punti subiti), concessi troppi punti nel pitturato (32), con le seconde chance (11) ed in transizione (18). Pessimo l’effort della 2nd unit.

Al rientro in campo i Lakers provano a ricucire lo strappo con un 7-0 ispirato da Davis, ma l’illusione dura poco: la difesa continua a latitare, le rotazioni sono lente e Lauri Markkanen può colpire per il 62-80.

Si desta dal torpore autunnale JaVale McGee che completa un gioco da tre punti, stoppa Carter Jr., lotta a rimbalzo e schiaccia. Ma ad ogni passo in avanti il, come un gambero L.A. ne fa seguire diversi all’indietro: jumper poco convinti, perse, infrazioni di 24”.

LBJ tiene in piedi la baracca, segna sette punti e premia un taglio di Kuzma, contenendo il distacco prima di raggiungere AD in panca per gli ultimi 90” del periodo, durante i quali i compagni riescono a regalare solo una tripla a Luke Kornet, 80-93.

Mentre si susseguono gli errori da ambo le parti, all’improvviso si accende Kyle Kuzma che segna dall’arco ed in penetrazione. Kyle è in fiducia colpisce ancora subendo il fallo. Sull’errore dalla lunetta il più lesto è Dwight Howard che schiaccia prima di esaltarsi in difesa…

…con una veemente stoppata su White.

L’ex Superman – gasato dai Let’s go Lakers dello United Center – segna ancora subendo il fallo. Questa volta è Quinn Cook a capitalizzare il rimbalzo, trovando la tripla dell’incredibile sorpasso. Rientra James per Daniels, Kuz segna il 16-0 che convince coach Jim Boylen a fermare la gara. 96-93 con 8:12 sul cronometro.

LaVine interrompe il digiuno dei Bulls segnando dalla media e servendo la bimane di Wendell Carter Jr., Kuzma colpisce ancora prima di lasciare il campo per Davis. Alex Caruso completa il gioco da tre punti, LeBron arma ancora Cook nell’angolo e Howard nel pitturato, prima di interrompere la striscia di 27 punti consecutivi segnati dai panchinari gialloviola.

Il due volte vincitore dello NBA Slam Dunk contest è l’unico dei suoi a trovare la via del canestro e segna il layup del 109-99. Ma la gara è ormai nelle mani dei Lakers. Dopo una prestazione complessivamente insufficiente – nonostante qualche chiusura difensiva sopra la media – Anthony Davis decide di mostrare alla sua città natale di cosa è capace.

Il pick-and-roll tra LBJ e The Brow si conferma ai limiti dell’ingiocabile: l’ex Cavs ed Heat consente al lungo angeleno prima di colpire da tre dall’angolo, poi…

…di schiacciare. Il prodotto di Kentucky poi segna i liberi che di fatto sanciscono la fine della gara.

I canestri di Chandler Hutchison fissano il 118-112 finale. Sesta vittoria consecutiva per i Lakers, che per la prima volta dal 2013 vincono una gara dopo essere stati in svantaggio di almeno 17 punti.

Stats & Box Score

Ancora una prova maiuscola per James, unico laker sempre presente nella gara e primo gialloviola dai tempi (1984) di Magic Johnson a mettere a referto tre triple-doppie consecutive. James chiude con 30 punti (10/19 dal campo, 2/6 da tre, 8/9 dalla lunetta), 10 rimbalzi, 11 assist, 2 perse e 2 recuperi. Per LBJ anche +23.0 di Net Rating e +17 di Plus/Minus.

Dopo il brutto primo tempo (2/9 al tiro) Davis è meno impreciso nella seconda parte (4/6), trovando qualche canestro importante nel finale. AD è comunque un fattore in difesa, ma contro avversari di altro livello non potrà essere sostenuta una prestazione offensiva come quella dei primi 24′ della gara. The Brow – fresco del Western Conference Player of the Week Award – chiude con 15+7 con 6/14 dal campo, 1 recupero e 3 stoppate.

Poco incisivo ma comunque meglio delle ultime uscite McGee (10+6+2, 4/4 al tiro). Senza particolari acuti la prova di Green (7+4+2, 1/3 dall’arco), mentre KCP (8+3, 3/7) stecca la prima da titolare.

Dopo un primo tempo caratterizzato dai falli commessi, Howard si è messo al comando della The Bad Bears News 2nd Unit chiudendo il pitturato ed incidendo in attacco. Per DH39 6+6 con 3/4 al tiro ed 1 stoppata.

Dopo un primo tempo disastroso, Kuzma si riscatta partecipando attivamente al parziale che ribalta la gara. Per Kuz 15+4 con 7/16 dal campo, 1/8 da tre. Analogo discorso per Cook (17+4+2, 6/9 al tiro, 3/4 da tre) e Caruso (7+3 con 2 recuperi, 2/8). Impreciso Daniels (3+2+3 con 1/4 dall’arco).

Il top scorer dei Bulls è LaVine (26+7+7 con 9/18 al tiro, 3/7 da tre). In doppia cifra anche Porter Jr. (18 con 4 triple), Carter Jr. (11+11) e White (18+4+2). Impreciso Markkanen (7 con 2/8).

Box Score at NBA.com

Highlights

Key Takeaways

Le impressioni sulla gara dell’AT&T Center by Luca Novo aka noeuf.

✔️ Plus

LeBron James. Tre trasferte, tre vittorie, tre triple doppie. Se il passivo dei primi tre quarti è di 13 punti, il merito è suo che non da mai la partita per persa. Quando rientra nell’ultima frazione mostra la sua leadership mettendo in ritmo Kuzma e Cook per i canestri dell’allungo e quindi regalando a Davis gli assist per mettere a posto il tabellino.

Nella città dei Bears, The Bad News Bears – così Howard ha soprannominato la panchina gialloviola – spaccano la partita all’inizio dell’ultimo periodo con un parziale di 16-0. Frutto di grande intensità in difesa e aggressività a rimbalzo d’attacco.

I progressi di Javale McGee. Il centro titolare dei Lakers è più coinvolto in attacco e mostra segnali di progresso. 10 punti con 4 tiri dal campo, buona presenza a rimbalzo e +1 di Plus/Minus nei pessimi primi 36 minuti dei californiani. Per la difesa portiamo pazienza…

Kuzma driving. Il tiro non c’è ancora (1/8 dall’arco). Ma il parziale che regala la vittoria ai Lakers nasce dai punti di Kyle, ottenuti attaccando il canestro. Particolarmente efficace a mettere palla per terra in uscita dai blocchi, arma che può rivelarsi importante per il proseguo della stagione.

❌ Minus

Playmaking secondario ed entry pass. L’attacco lacustre senza LeBron fa estrema fatica a muovere il pallone e manca di fluidità. Particolarmente costose le palle perse da entry pass che regalano al contropiede avversario punti facili.

L’intensità dei primi tre quarti. L’avvio difficile è stata una costante della stagione gialloviola. Contro i Bulls l’assenza di intensità e cattiveria in difesa e la lentezza in attacco si sono protratte per 3/4 di gioco e recuperare da -19 in 15 minuti non sempre è possibile, soprattutto senza la complicità degli avversari.

Anthony Davis. Giocatore della settimana, ritorno nella città natale, frontline avversaria non irresistibile. Doveva essere la partita di Davis, ma il #3 lacustre incappa nella peggior prestazione stagionale. Nei primi tre quarti tira 4-13 dal campo, Defensive Rating di 113 e Net Rating -18 fotografano anche la prestazione in difesa. Salva il box score solo a partita finita.

Post Game Quotes

Hanno alzato il livello dopo la prestazione del primo tempo. Sono stato grandi.

Kuz diventerà un pezzo importante della nostra squadra e stasera ha dimostrato perché, sia offensivamente che difensivamente.

LeBron James su Kuzma e la 2nd unit

Gli ho detto che non importava, qualunque cosa sia successa nel primo tempo, dimenticala. Gli ho detto che avrebbe fatto delle grandi giocate nel secondo tempo, soprattutto nell’ultimo quarto… Ed è esattamente quello che ha fatto.

LeBron su Davis

LeBron, DeMarcus Cousins, KCP… Tutti mi parlavano durante il primo tempo. È stato difficile e loro mi hanno detto che le cose sarebbero cambiate.

Anthony Davis

All’inizio ho avuto problemi di falli e… È difficile avere un buon impatto stando seduto in panchina!

Durante la offseason ho lavorato tanto per provare a raggiungere la miglior forma fisica della sua carriera. Mi sento bene, non sono stanco. Ho cambiato la mia dieta ed ho maggiore cura del corpo.

Dwight Howard

Game MVP

Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 04:30 italiane – tra Venerdì 8 e Sabato 9 Novembre per affrontare allo Staples Center i Miami Heat.

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