Dopo aver trattenuto il fiato quando Anthony Davis è caduto malamente nel corso della gara contro New York, i Los Angeles Lakers hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo che gli esami hanno escluso la presenza di fratture o lesioni, riducendo l’infortunio di The Brow ad un – doloroso – edema muscolare nella zona sacrale.

Al termine dell’ultimo allenamento prima della partenza per Dallas, coach Frank Vogel ha dichiarato che il prodotto di Kentucky – nonostante sia ancora molto dolorante – si sta riprendendo velocemente e solo nel pre-partita verrà deciso se schierarlo oppure no.

L’allenatore dei gialloviola poi ha chiarito che l’approccio dello staff medico lacustre – notoriamente conservativo – varia sulla base del problema dell’atleta.

«Decidiamo come agire caso per caso. Vogliamo che i ragazzi giochino sul dolore solo quando è necessario, ma non vogliamo che si compromettano o si mettano a rischio giocando infortunati.»

Vogel quindi ha chiarito che seppur Davis stia progredendo velocemente, tornerà in campo solo quando sarà pienamente recuperato.

«Si tratta di un infortunio importante, per cui vogliamo essere cauti. Ha fatto progressi piuttosto buoni dal momento dell’infortunio ad ora, quindi vedremo come sta domani.»

«Il problema che ha avuto è uno di quelli per cui non gli chiederemo di giocare sul dolore. Avremo un approccio intelligente, come se fosse una maratona a lungo termine, ma non appena sarà pronto per giocare e vorrà rientrare, lo faremo.»

Per cui il coaching staff angeleno sta preparando la gara tenendo conto della probabile assenza del lungo ex Pelicans, nominato già due volte Player of the Week.

«AD ovviamente è un grande fattore in tutto ciò che facciamo, quindi dovremmo giocare e provare a vincere la partita in un modo diverso. Tutto il gruppo deve elevare il proprio rendimento.»

E, nel caso sia necessario, la prima grande differenza sarà – come contro Golden State a Novembre – l’ingresso in quintetto di Kyle Kuzma.

«Sarà una grande opportunità per Kuzma: partire in quintetto ed avere una parte più importante.»

«Tuttavia, per Kuz non sarà tanto diverso da quello che gli stiamo chiedendo di fare, indipendentemente dal ruolo che ricopre. Sia che parta dalla panchina o in quintetto, vogliamo che sia aggressivo quando deve segnare e che sia aperto verso il resto della squadra per fare la scelta giusta.»

Il terzo anno lacustre non sembra particolarmente colpito dalla possibilità di tornare per la seconda volta in stagione nello starting five. Anzi, minimizza la questione chiarendo solo quale sarà il suo approccio alla gara.

«Io non sono Anthony Davis, quindi sarò solo me stesso.»

Kyle Kuzma

La stagione di Kuz fin’ora è a dir poco altalenante, con strisce di due/tre prestazioni positive alternate a gare anonime. Con il suo nome entrato nel vortice dei rumor in vista della trade deadline, il nativo del Michigan potrebbe cogliere l’occasione per far ricredere i suoi detrattori.

Oppure aumentare il suo valore sul mercato.


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