Game 41: Los Angeles Lakers vs Orlando Magic Cavaliers at STAPLES Center

A quarantottore dal successo contro Cleveland, i Los Angeles Lakers (33-7) tornano in scena davanti al pubblico amico per affrontare, ad un mese dalla gara in Florida, gli Orlando Magic (19-21).

I gialloviola, reduci da nove vittorie consecutive, sono ancora privi di Rajon Rondo (frattura all’anulare destro contro OKC) e lasciano ancora a riposo Anthony Davis, non ancora ripresosi dalla caduta contro New York. Vogel conferma così lo starting five della gara contro i Cavs: Bradley, Green, LeBron, Kuzma e McGee.

I Magic, nonostante il grave infortunio patito da Jonathan Isaac,hanno scalato il seed della Eastern Conference grazie a cinque vittorie nelle ultime sette gare. Clifford non dispone anche di Evan Fournier, D.J. Augustin, Al-Farouq Aminu e Michael Carter-Williams e risponde con Fultz, Iwundu, Gordon, Birch e Vucevic.

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Game Recap

Nei primi minuti della gara i Lakers servono con continuità JaVale McGee che realizza – senza errori – quattro dei primi cinque canestri dei padroni di casa. Tuttavia, nella propria metà campo sia il due volte Campione NBA con gli Warriors che i compagni non riescono a proteggere l’area, concedendo troppe penetrazioni ai Magic. I lacustri poi sono fallosi e concedono troppi liberi ad Orlando, che dopo cinque minuti è avanti 12-16.

I californiani faticano in attacco poiché la difesa imbastita da coach Steve Clifford riesce a proteggere il ferro e chiudere sui tiratori con efficaci close out. Kyle Kuzma è nella versione Mr. Hide, così i Magic raggiungono il +9 grazie alla produzione dell’ottimo Wes Iwundu.

La second unit – nello specifico Cook e Howard – riesce a portare un po’ di ossigeno ai lacustri che chiudono la frazione sotto 29-35.

Tegola per gli angeleni, con Alex Caruso costretto ad abbandonare la gara dopo un contatto fortuito con Bamba.

Al rientro in campo Orlando aumenta ulteriormente l’intensità spingendo la transizione e capitalizzando le perse dei Lakers. Gary Clark segna otto punti compresa la tripla del +20 ed alimenta un parziale di 13-0. LeBron segna il primo canestro della sua gara, mentre la tripla di Jared Dudley rallenta ma non ferma la mareggiata dei Magic.

Grazie ai canestri di BJ Johnson ed alle seconde chanche capitalizzate da Mo Bamba la franchigia della Florida sembra in pieno controllo ed a 6:06 dall’intervallo lungo conduce 40-59.

Messi alle corde, i gialloviola rispondono finalmente ai colpi di Orlando. Non riuscendo a trovare la via del canestro, Kuzma si mette al servizio dei compagni ed assiste KCP e due volte Danny Green. Analogo discorso per James (4/14 dal campo in coppia con Kuz) più efficace come assist man (già 8 a referto) che come scorer.

Dopo una stoppata super di McGee su Ross, Troy Daniels completa un gioco da quattro punti che fissa il punteggio alla fine del tempo, 58-65.

Una manna dal cielo le sole sette lunghezze di svantaggio, considerato sia il rendimento (26.7% dall’arco, 10 perse per altrettanti punti concessi, 16 punti subiti sia dalle seconde opportunità che in transizione) che soprattutto il pessimo effort messo in campo dai lacustri.

I primi minuti del secondo tempo ricalcano quelli iniziali della seconda frazione: L.A. non riesce a fermare le scorribande di Fultz, mentre Nikola Vucevic – come nella passata stagione – è chirurgico nel punire McGee sia dall’arco che in penetrazione. Grazie ad un paio di schiacciate di Aaron Gordon in versione Slam Dunk Contest i Magic volano: 66-87 con 6:41 da giocare.

Sull’orlo del baratro i gialloviola riescono ancora a reagire, LeBron segna un paio di canestri e serve Daniels e Kentavious Caldwell-Pope. Con due triple di KCP i lacustri tornano sul -9, nel finale poi Quinn Cook segna tre canestri che chiudono il quarto: 88-89.

Orlando riparte con due liberi ed un jumper di Terrence Ross, L.A. risponde con le triple di Daniels e LeBron James. Il quattro volte MVP segna anche in penetrazione e, dopo aver sbagliato una schiacciata, scarica sul perimetro per Cook che realizza la tripla del 99-95 a 7:53 dalla sirena.

La gara resta equilibrata: KCP risponde alle triple di Ross e Vucevic, Daniels colpisce ancora dall’arco prima del pareggio dalla lunetta di Iwundu, 106 pari a 2:30 dalla fine.

Negli ultimi possessi, complice coach Frank Vogel, sale in cattedra McGee. Che fila dritto dietro alla lavagna. JaVale prima è autore di un’inutile goaltending su Vooch, poi dopo l’1/2 dalla lunetta di James regala ancora più goffamente un gioco da tre punti a Gordon.

Il lungo prova a riscattarsi schiacciando il -2 dopo le triple di Cook e Vucevic. Nei quaranta secondi finali si mette in luce Markelle Fultz. La prima scelta dell’NBA Draft 2017 segna in reverse e di tabella prima e dopo la tripla di LeBron, siglando il 118-115 con 15.4″ da giocare

A chiudere la gara è l’errore dall’arco dell’ex Cavs ed Heat, poiché basta un libero di Gordon per rendere incolmabile lo svantaggio. La tripla di Cook serve solo a fissare il punteggio finale, 118-119.

Stats & Box Score

Serata in chiaroscuro per LeBron, che prova ad accendersi nella seconda parte di gara dopo aver litigato con il canestro nella prima. Quantomeno James riesce ad innescare con continuità i compagni, pareggiando il suo career-high in assist. LBJ chiude con 19 punti (7/19 al tiro con 2/9 da tre e 3/5 dalla lunetta), 3 rimbalzi, 19 assist, 5 perse ed 1 recupero.

Pessima prova per Kuzma, che per lunghi tratti mostra il lato peggiore del suo gioco incaponendosi in conclusioni fuori dalla sua comfort zone. Kyle chiude con 4 punti (2/10 al tiro), 5 rimbalzi, 7 assist e 2 perse.

Prestazione numericamente positiva per McGee (14+9 con 7/7 al tiro e 3 stoppate) macchiata però dal pessimo finale di gara in cui ha palesato tutti i suoi limiti. Poco brillante anche Howard che colleziona tanti rimbalzi offensivi che non riesce a finalizzare ed è meno efficace nella difesa del pitturato. Contro la sua ex squadra, DH chiude con 9+16 con 4/10 al tiro.

Negative anche le prove di Green e Bradley, oscurati dall’ottimo rendimento del backcourt della second unit. Danny, freddo dall’arco, prova ad attaccare il ferro e chiude con 11 punti (5/11 al tiro con 1/5 da tre). Avery invece è completamente fuori dalla partita, segna solo due punti e colleziona in soli 16 minuti il peggior Plus/Minus della gara: -20.

Positivi Cook, KCP e Daniels che sostengono l’attacco lacustre in una serata in cui le due bocche da fuoco principali faticano a produrre. Per Quinn 22+4 con 9/14 al tiro con 3/6 dall’arco. Pope chiude con 17+6+3, mentre Troy oltre a produrre (17 con 4/5 da tre) mette a referto il miglior Plus/Minus (+23) di tutta la gara. Solita prestazione tutto cuore per Dudley, appena tre minuti per Caruso.

I top scorer di Magic sono Fultz (21+11+10 con 9/19 al tiro) e Gordon (21+6+3). In doppia cifra anche Vucevic (19+4, 7/18), Iwundu (19+4), Ross (15+4+3) e Clark (10+4). 5+11 con 5 rimbalzi offensivi per Bamba.

Box Score at NBA.com

Highlights

Key Takeaways

Le impressioni sulla gara dello STAPLES Center by Francesco Anelli.

✔️ Plus

La second unit. Oltre che di KCP, c’è stato bisogno di Cook e Daniels che hanno risposto presente. Quinn è stato autore di una prestazione solida su entrambi i lati del campo, portando addirittura palla con convinzione e giocando un paio di isolamenti finiti con successo. Troy è stato sontuoso dall’arco, offrendo a LeBron un porto sicuro sugli scarichi.

La reazione emotiva alla fine del terzo quarto, segno che questa squadra non ci sta mai a perdere anche nelle serate più negative. Anche la difesa, pessima per tutta la gara, nel momento chiave è tornata ad incidere consentendo di recuperare in pochi minuti il -21.

Il tiro dalla lunga distanza. Finalmente un prestazione di alto livello, chiusa con il 39.5% grazie alle 15 triple realizzate sulle 38 tentate.

❌ Minus

L’approccio alla gara, simile a quello dei Thunder contro i Lakers privi di LeBron, Green e Davis. Come abbiamo visto in altre occasioni, siamo entrati in campo deconcentrati, probabilmente con la convinzione di portarla a casa anche a causa delle tante assenze dei Magic. Un aspetto su cui dovrà lavorare parecchio coach Vogel.

Le rotazioni di Frank Vogel, troppo standardizzate. Su tutte, la presenza di McGee nei minuti finali che no, non ci può proprio stare in campo. Negli ultimi due minuti l’attacco continuava a produrre punti e lui a regalarne agli avversari. Se ad un minuto dalla fine Vucevic è sulla sua mattonella, l’unica cosa che puoi fare è seguirlo. Non lasciargli spazio e concedergli un tiro facile.

Kyle Kuzma. Spiace ma si sta arrivando ad una amara conclusione: scambiare il prima possibile. Di possibilità il ragazzo ne ha avute parecchie, ma la sua discontinuità lo sta tradendo. Una squadra che ambisce al titolo non può permettersi un giocatore di rotazione con molti minuti che scende in campo una partita si e quattro no, nonostante in quella odierna abbia esplorato aspetti del suo gioco meno utilizzati.

Post Game Quotes

Abbiamo una grande squadra, per questo anche quando non siamo al nostro meglio siamo in grado di competere.

Frank Vogel

La nostra panchina è stata il motivo per cui siamo rimasti in partita fino alla fine.

LeBron James

Cerco di farmi trovare pronto, essere professionale. Ho imparato che quando giochi in grandi squadre come queste devi lavorare sodo in palestra e fare tanti sacrifici.

Quinn Cook

Game MVP

Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 02:30 italiane – tra Sabato 18 e Domenica 19 Gennaio per affrontare al Toyota Center gli Houston Rockets.


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