Dopo aver subito contro Boston i peggiori dati stagionali sia in termini di punti subiti (139) che di scarto (-32) i Los Angeles Lakers – forti del primo posto nella Western Conference, con quattro partite di vantaggio sul terzetto di inseguitrici – sono intenzionati a voltare immediatamente pagina.

Tuttavia, nelle interviste al termine della gara del TD Garden, LeBron James non cerca scuse e riconosce la superiorità dimostrata sul campo – almeno per una notte – dai Celtics.

Il quattro volte MVP, dopo un profondo respiro, parla senza mezzi termini del blowout incassato.

È stata una sorta di…

…voglio dire, è stata una sculacciata alla vecchia maniera. Questo è quanto. Ci hanno surclassato in ogni aspetto del gioco. Sul perimetro, nel pitturato, i punti dalle perse, i rimbalzi offensivi. Questo ha determinato la sconfitta.

LeBron si rammarica solo per l’incapacità della squadra di proseguire sulla rotta tracciata nei primi possessi, in cui i Lakers sembravano essere a pieno titolo nella gara.

Avevamo iniziato bene, siamo andati subito avanti 8-0. Ma non siamo riusciti a proseguire su quella strada.

James poi risponde alle domande dei media sul pessimo linguaggio del corpo dei suoi compagni, sia nel corso della gara che al termine della stessa. Alcuni lacustri parevano addirittura disorientati.

Non l’abbiamo ancora superata, domani lo faremo. Stiamo ancora elaborando, come è giusto che sia.

La stagione NBA è lunga, ovviamente non vorresti mai avere partite come questa, ma quando capitano devi imparare dagli errori ed andare avanti.

I gialloviola hanno un record nettamente al disopra delle più rosee attese estive, ma le zero vittorie conquistate contro avversari quotati come Raptors, Clippers, Bucks e Celtics hanno fatto sollevare qualche dubbio sulla effettiva consistenza della squadra di LBJ ed Anthony Davis.

Il nativo dell’Ohio, anche per spazzare l’etichetta di soft on the powerful – 22W ed una sola L il record contro avversarie con record negativo in stagione -, ricorda come quello angeleno sia un cantiere ancora aperto.

Siamo una squadra davvero buona e continueremo a a lavorare sodo. Non siamo ancora dove vorremmo essere a Marzo o Aprile e aldilà di questo, vogliamo continuare a migliorare.

Invitando a mantenere la calma, riconoscendo i meriti degli avversari.

Come gruppo credo che non abbiamo dato il meglio stasera, ma penso che ci sono comunque degli spunti positivi. C’è sempre del buono, non bisogna mai volare troppo in alto ne deprimersi troppo. Boston ha giocato davvero bene ed ha meritato di vincere.

Vogel sulla stessa lunghezza d’onda di LeBron

Martin Luther King Jr. Day da dimenticare per i Lakers, rimasti in gara per poco più di un quarto e travolti prima e dopo l’intervallo. Coach Frank Vogel a caldo non può che essere severo con la sua squadra.

L’impegno, sopratutto sotto canestro, è stato inadeguato.

Per una compagine che ha fatto del vantaggio fisico una delle sue armi più efficaci, concedere ben 13 seconde chance nei primi tre quarti di gioco è davvero sorprendente, come puntualizzato dalla stesso Vogel.

La disfatta a rimbalzo è l’aspetto che mi ha turbato di più, perché credo sia un fondamentale che possiamo controllare. Fare i taglia fuori, prendere il proprio uomo… Non lo abbiamo mai fatto nel primo tempo.

Sono contrariato, in particolare per questo ma ovviamente per la prestazione nel complesso.

Sotto di quattordici all’intervallo, i californiani sono rientrati in campo ancora più scarichi – se possibile – non riuscendo a controbattere alla maggiore intensità dei padroni di casa.

Catturiamo i rimbalzi, quello ci siamo detti. Nel primo tempo non ci siamo riusciti per cui era evidente quale fosse il problema. Abbiamo provato ad essere più aggressivi, ma non ci siamo riusciti.

Ma dobbiamo dare credito ai Celtics. Hanno giocato alla grande, avevano perso sei delle ultime otto partite ed avevano bisogno di una vittoria. Dovevano giocare alla grande e lo hanno fatto.

Come fatto da LeBron, il coach ex Pacers e Magic non vuole che una sconfitta – seppur pesante – cancelli quanto di buon fatto fin’ora.

Abbiamo fatto un buon lavoro per tutto l’anno. Anche quando non abbiamo giocato bene abbiamo trovato un modo per rimanere nelle gare fino alla fine.

Sono stati bravi con la loro aggressività, ci hanno messo in difficoltà. Non ne avevamo stasera

I Lakers proveranno a riscattarsi nel proseguo del Grammy Road Trip: prima con il back-to-back contro le due newyorchesi, poi contro un’altra avversaria di grande livello: i Philadelphia 76ers.

Contro Embiid e Simmons, LeBron e Davis saranno chiamati a disputare uno statement game per rafforzare lo status di contender dei lacustri.


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