Se dovessimo seguire il modello a cinque fasi della Ross sull’elaborazione del lutto, probabilmente nella tragedia nella quale sono deceduti Kobe Bryant e sua figlia Gianna, Alyssa, Keri e John Altobelli, Payton e Sarah Chester, Christina Mauser e Ara Zobayan ci troveremmo ancora nella fase della negazione.

Tuttavia, visto il ruolo sportivo e mediatico che per quasi 25 anni ha rivestito The Black Mamba alcuni passaggi sono necessariamente accelerati rispetto alla norma.

Il messaggio di Vanessa, Natalia, Bianka e Capri

Come fatto nei giorni scorsi da migliaia di persone in tutto il mondo, Vanessa Bryant affida ad Instagram il primo messaggio pubblico dalla morte del marito Kobe e della secondogenita Gigi.

Le mie ragazze ed io vogliamo ringraziare i milioni di persone che ci hanno manifestato supporto ed amore in questi giorni. Grazie per tutte le preghiere.

Siamo completamente devastati dall’improvvisa perdita del mio adorato marito Kobe – lo straordinario padre delle nostre figlie – della mia bellissima e dolce Gianna – una figlia meravigliosa, intelligente e adorabile, oltre che una splendida sorella per Natalia, Bianka e Capri.

Siamo devastati anche per le famiglie che hanno perso i loro cari Domenica, con le quali condividiamo intimamente il loro dolore.

Bianka and Gigi Bryant (Jineen Williams of D.A.H. Designs)

Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore in questo momento. L’unico conforto mi arriva dalla consapevolezza che Kobe e Gigi sapevano quanto erano amati. Siamo stati benedetti ad averli nelle nostre vite, e vorrei che potessero essere con noi per sempre. Loro erano il nostro stupendo regalo, che ci è stato tolto troppo presto.

Vanessa Bryant

Non so cosa ci riserverà la vita da oggi in poi, perché è impossibile immaginarla senza di loro. Ma ci svegliamo ogni giorno e ci facciamo forza perché con la loro luce Kobe e la nostra piccola Gigi ci mostrano la via da percorrere. Il nostro amore per loro è senza fine e, inutile dirlo, impossibile da misurare. Vorrei solo poterli abbracciare, baciare e averli qui con noi per sempre.

Grazie per aver condiviso con noi le vostre emozioni, il vostro dolore e il vostro supporto. Vi chiediamo soltanto di garantire e rispettare la privacy che ci servirà per superare questa nuova realtà.

Per rendere onore al Team Mamba, una seconda famiglia per noi, la Mamba Sports Foundation ha aperto un fondo MambaOnThree per supportare le altre famiglie colpite da questa tragedia. Per donare, vi chiediamo di andare su MambaOnThree.org. Per mantenere invece vivo il ricordo di Kobe e Gianna e il loro impegno nello sport giovanile, vi preghiamo di visitare MambaSportsFoundation.org.

Grazie tanto per il supporto nelle vostre preghiere, e per aver amato Kobe, Gigi, Natalia, Bianka, Capri e me.

#Mamba #Mambacita #GirlsDad #DaddysGirls #Family

Los Angeles Lakers: more than a basketball player

Nelle stesse ore è stato rilasciato anche il primo statement dei Los Angeles Lakers, che nelle scorse ore avevano solo comunicato il rinvio della gara in programma contro gli LA Clippers.

Siamo devastati e sconvolti dall’improvvisa perdita di Kobe Bryant e sua figlia Gianna. Tutto il nostro amore è rivolto a Vanessa, alla famiglia Bryant e tutti i familiari delle altre vittime.

Le parole non possono esprimere cosa Kobe significasse per i Los Angeles Lakers, i nostri fan e la nostra città. Molto più che un giocatore di basket, è stato un amato padre, marito e compagno. Il loro amore e la loro luce rimarrà nei nostri cuori per sempre.

Los Angeles Lakers

L’organizzazione della famiglia Buss, chiude il comunicato riportando – analogamente a quello di Vanessa – le modalità con cui è possibile supportare le vittime di questa tragedia.

L’amore di Jeanie

Tra i più legati a Kobe, sicuramente la Controlling Owner Jeanie Buss, che da qualche ora ha rotto il silenzio con un post su Istagram. Jeanie ha postato una foto del 2016, scattata in occasione dell’All-Star Game di Toronto, accompagnandola con quanto segue.

Kobe, non so come esprimere cosa sei stato per me, la mia famiglia ed i Los Angeles Lakers. Mio padre ti ha amato come un figlio, eri uno della famiglia.

Quando mi hai invitato a pranzo poco dopo la morte di mio padre, ero alla ricerca di una motivazione o uno scopo per andare avanti. Kobe, tu portasti Gianna con te per farle passare del tempo con me. Mi dicesti che volevi cercare di mostrarle che le donne possono essere importanti nella NBA, come gli uomini.

Ma in realtà – e sono sicuro che tu sapessi ESATTAMENTE quello che stavi facendo – quello che hai fatto è stato darmi l’ispirazione e la forza che stavo cercando. Rifletto spesso su quel giorno e mi fa sorridere e mi rende forte. Richiamo quel ricordo ogni qual volta mi sento giù e ho bisogno di un po’ di coraggio. Per tutto quello che hai fatto sul campo che mi ha riempito di gioia e amore, per tutte le vite che hai cambiato attraverso il basket, è stato quel giorno con Gigi che ha riacceso la mia spinta e determinazione.

Vanessa, Natalia, Bianka e Capri sono molto dispiaciuta per le vostre perdite. Dobbiamo essere grati di avervi nelle nostre vite e ci saremo sempre per voi. Per le famiglie che hanno perso i loro cari Domenica, l’intera famiglia Lakers piange per voi.

Laker Nation… Noi siamo una grande famiglia, in lutto per la perdita di coloro che abbiamo tanto amano. Sospireremo insieme, piangeremo insieme. Ma guariremo insieme, ameremo insieme e vinceremo INSIEME. Vi amo.

Jeanie Buss

Via sociale anche i messaggi di Joey Buss, Twitter, e Jesse Buss, Instagram.

L’amico Pelinka

Tramite i canali dei societari è giunto il messaggio dello storico agente di Kobe, Rob Pelinka. L’attuale General Manager e Vice Presidente delle Operazioni di Basketball della franchigia, uno delle persone più vicine alla famiglia Bryant, essendo anche il padrino della povera Gigi.

Domenica ho perso il mio migliore amico e la mia figlioccia. Questa cosa ha amputato una parte della mia anima.

Kobe era una forza della natura, profondo e ossessionato dall’eccellenza. Era saggio, determinato, passionale. Un visionario oltre ogni misura. Un marito devoto e innamorato, un “girl-dad” come non ce ne sono altri. Quando entrava in una stanza, c’era un’esplosione di energia. Era ad alto voltaggio, con un motore senza limiti. La sua mente aveva una capacità infinita di imparare.

Lui era, per dirla in modo semplice, l’atleta di d’ispirazione dei nostri tempi. Quello che il mondo potrebbe non sapere, è che era anche il migliore amico che si possa immaginare.

Gigi era pura gioia. Il suo sorriso portava conforto in ogni occasione. Era brillante, gentile e cordiale. E, come suo padre, quando metteva piede sul campo da basket, assumeva una natura completamente differente, e cavoli se sapeva giocare. Il suo destino nel basket era evidente e il mondo lo sapeva. Era anche una sorella straordinaria, leale e di supporto morale e un’ottima amica dei miei figli. Mio figlio e mia figlia quando passavano del tempo con Gigi si sentivano meglio con loro stessi e con la vita. Sono molto fiero di tutto ciò che Gigi ha fatto.

Maya Angelou una volta scrisse “Quando un grande albero cade, i leoni si accovacciano nell’erba alta”.

Rob Pelinka

Quello che sto imparando ogni giorno dopo questa tragica perdita di nove anime, è che la vita da questa parte dell’eternità non sarà mai più la stessa. Per tutti noi che li abbiamo conosciuti, ci sarà un’enorme vuoto incolmabile.

Ma sto anche scoprendo che c’è speranza. Per adesso, ogni passo per me sarà pieno di amore profondo e preghiere, così come la grande tristezza di Vanessa, Natalia, Bianka e Capri e tutte le famiglie coinvolte, lascerà lentamente il posto a qualcosa di nuovo e di risanato. Sto realizzando che nulla può separarci dall’amore e dall’ispirazione che abbiamo ricevuto da Kobe e Gigi, nulla al mondo.

Le loro vite mi hanno dimostrato che la morte non può vincere. La scorsa domenica non sarà la fine della storia. Sarà semplicemente un nuovo inizio. L’eredità di Kobe e Gigi continuerà a vivere-e a guadagnare sempre più potere e influenza. Tutti noi toccati da loro proveremo a diventare portatori delle torce del loro retaggio. E, mentre lo faremo, potremo essere certi di questo: Kobe e Gigi continueranno per sempre a giocare una partita di basket piena di gioia in paradiso.

Il racconto di LeBron, la decisione di Cook

Gli atleti ed il coaching staff gialloviola hanno appreso la notizia del tragico incidente mentre stavano rientrando ad L.A. dopo la gara di Philadelphia. Nel corso della giornata LeBron, Davis e compagni hanno manifestato il proprio dolore e sgomento tramite i social network.

Dopo la decisione della NBA di annullare il derby angeleno, i Lakers si sono ritrovati Martedì ad El Segundo, per una sessione leggera di allenamento e soprattutto per affrontare l’accaduto con il supporto di un team di terapeuti. Gli atleti e lo staff si sono riuniti per pranzo ed hanno, secondo quando trapelato, condiviso i propri ricordi legati a Bryant. Tra gli aneddoti raccontati, Dave McMenamin di ESPN ha riportato quello narrato da LeBron James, relativo alla Olimpiadi di Pechino del 2008.

Il quattro volte MVP e Kobe, alla guida del Reedem Team, affrontarono in finale la Spagna di Pau Gasol, all’epoca compagno di Bryant ai Lakers. James rimase stupito quando il compagno travolse lo spagnolo, scaraventandolo a terra dopo un blocco, pensando al fatto che i due avrebbero poi dovuto giocare insieme la stagione seguente.

A quel punto è intervenuta la Dott.ssa Judy Seto per spiegare che si trattava di un’azione premeditata, non tanto per la finale in se ma quanto per mandare un messaggio al catalano in vista della nuova stagione. Kobe credeva che l’approccio alle 2008 NBA Finals perse contro Boston di Pau fosse stato stroppo soft. Risultato? Due titoli con Gasol in grande spolvero. Mamba Mentality.

Al termine dei racconti di tutti i presenti, la riunione si è chiusa con un brindisi alla memoria di Bryant e delle altre otto vittime dell’incidente.

L’omaggio di Cook alla Mambacita

Tra i più scossi dalla prematura scomparsa di Bryant c’è sicuramente Quinn Cook, tifoso lacustre fin dalla tenera età insieme al compianto papà Ted. Poche ore dopo essere rientrato in California, Cook si è mescolato tra la folla che si è ritrovata davanti allo STAPLES Center per commemorare Kobe e Gigi.

Per l’avventura angelena Quinn aveva deciso di indossare la canotta con il numero 2, tuttavia – come tanti altri atleti nelle ultime ore – in seguito alla scomparsa dei Bryant ha deciso di cambiare numero.

Il 2 è il numero di Gianna. Sento che dovrebbe essere ritirato. È suo.

Quinn Cook

Secondo quanto riportato da Shams Charania di The Athletic e The Stadium, Cook indosserà la numero 28, unendo quello utilizzato da Gianna con quello indossato da Kobe nella prima parte della sua carriera.

Vogel, prima padre poi Coach

Mercoledì i Lakers sono tornati in palestra per allenarsi in vista della partita contro Portland, in programma tra le mura amiche nella notte italiana tra Venerdì e Sabato. Dopo il workout, l’unico lacustre che ha rilasciato delle dichiarazioni è il coach Frank Vogel.

Vogliamo rappresentare quello che Kobe era, più di ogni altra cosa. Abbiamo sempre voluto renderlo orgoglioso e questa cosa non cambierà.

Ad aiutare il roster del Lakers, è lo spirito di gruppo che subito si è venuto a creare tra i giocatori, fin dal training camp.

Siamo diventati una famiglia in poco tempo. Di quest’aspetto se ne parla in tutte le squadre NBA, ma questo gruppo in particolare ha veramente imparato ad amarsi velocemente e comprendiamo l’importanza e l’opportunità che abbiamo quest’anno. Questa cosa ci ha solo avvicinati di più.

Il colpo subito dalla franchigia californiana è stato durissimo. Nonostante si fosse ritirato dal basket giocato da tre anni, Kobe è uno dei punti fermi della storia gialloviola.

La tragedia mi ha toccato da vicino, avendo anche io delle figlie… è stato molto emozionante. È qualcosa che ti unisce. Sono circondato da tante persone che sono state vicine a Kobe quando era qui, ed è stato un momento tristissimo per tutti noi.

È stato l’uomo più temuto nella lega per intere generazioni, la sua influenza sulla NBA, sul basket e tutto il mondo dei Los Angeles Lakers è riconosciuta a livello mondiale.

Frank Vogel

A rendere ancora più drammatica la tragedia, il coinvolgimento di Gianna e delle sue compagne Alyssa e Payton, decedute insieme ai genitori. Ciò ha catalizzato l’attenzione su tutte le attività svolte da Kobe dopo il suo ritiro e sul rapporto con la sua Gigi.

È quello che conta nella vita. Il suo modo di essere padre di quelle ragazze e il suo essere coinvolto nei loro sport è stata una delle cose più belle da vedere della sua vita, ed è la cosa più importante nella mia. Amo essere il coach dei Lakers, ma non c’è paragone con il tempo che posso passare con la mia famiglia.

Così divisivo il Kobe giocatore, così magnetico il Kobe ex giocaore. Un #Girlsdad


Per ascoltare il ricordo e le emozioni della crew di LakeShow Italia, ascoltate la puntata del podcast interamente dedicata al drammatico avvenimento.

Dear Kobe… Thank You. Il video tributo della crew di LakeShow Italia.

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