In copertina: Kobe Bryant and Michael Jordan, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at the United Center on December 17, 1997 (Vincent Laforet, AFP Photo via Getty Images)

Raccontare le gesta sul parquet di Kobe Bryant – deceduto nel tragico incidente sulle colline di Calabasas con la figlia Gianna ed altre sette persone – non è semplice. Impossibile scegliere le giocate più belle, più importanti o più decisive. Con indosso la canotta gialloviola numero 8 prima e 24 poi, The Black Mamba ha conquistato cinque titoli NBA, due premi di MVP delle NBA Finals, uno della regular season, due medaglie d’oro olimpiche, 18 convocazioni all’All-Star Game (con quattro MVP della partita) e collezionato una serie di giocate, record e prestazioni che rimarranno per sempre nelle memorie degli appassionati

La crew di LakeShow Italia ha deciso di ripercorrere la carriera della leggenda dei Los Angeles Lakers attraverso ventiquattro Mamba Moments, per un countdown tra i momenti più significativi di una carriera come pochissime nella storia del basket.

Una premessa necessaria

Giugno 1996, le Finals e il Draft

Il 16 Giugno 1996 la stagione NBA si concluse con il trionfo dei Chicago Bulls in Gara 6 delle Finals contro gli allora Seattle SuperSonics. Neppure due settimane dopo, il 26 Giugno, gli Charlotte Hornets al 1996 NBA Draft scelsero con la tredicesima pick un giovane di belle speranze reduce da un quadriennio da record alla Lower Merion High School di Philadelphia. Ad inizio Luglio, venne ufficializzata la cessione ai Los Angeles Lakers per Vlade Divac. Ma di questa storia ne parleremo in un altro momento.

Il primo anno in gialloviola non rispose esattamente alle aspettative del figlio del grande Jellybean: il rookie, chiuso da Eddie Jones e Nick Van Exel, mise a referto 7.6 punti (41.7% dal campo), 1.9 rimbalzi e 1.3 assist in poco più di quindici minuti giocati a partita.

17 Dicembre 1996, il primo incontro

Dopo il passaggio a vuoto nell’anno del famoso I’m Back, nella stagione precedente His Airness era tornato il padrone assoluto della Lega vincendo il quarto titolo, l’MVP della stagione regolare e delle finali conquistando per l’ottava volta in carriera il titolo di top scorer. Il giovane Kobe Bryant, dopo averlo ammirato e venerato, scalpitava nell’attesa di poter affrontare sul parquet la sua musa ispiratrice: Michael Jordan.

Nel corso di un’apparizione al podcast Holding Court with Geno Auriemma nel Dicembre del 2017, il Black Mamba raccontò di non essere intimidito nel poter finalmente affrontare il suo idolo e spiegò con quale approccio affrontò la gara.

Non aveva importanza. Nonostante avessi solo diciotto anni, lo avrei distrutto.

Kobe Bryant

I due si incrociarono sul campo solo per pochi possessi, Bryant infatti venne impiegato per soli dieci minuti nei quali mise a referto 5 punti. Jordan (30 punti e 9 rimbalzi) condusse al successo i suoi Bulls, che sotto di 19 ad inizio ultimo quarto rimontarono e vinsero dopo un supplementare.

Quel primo incontro motivò Kobe.

Al primo possesso ha eseguito una sequenza della triangolo e, nonostante la conoscessi, mi ha battuto sulla linea di fondo e ha schiacciato.

Me ne sono subito innamorato e mi sono detto ‘Ok, mettiamoci al lavoro’.

Da quel momento ogni volta che l’ho incontrato l’ho attaccato con le sue mosse, per vedere come si sarebbe difeso ed imparare.

I Lakers si rifecero nella sfida del Forum, imponendosi grazie alla prestazione super di Elden Campbell (34 punti e 14 rimbalzi). Kobe non era ancora nelle grazie di coach Del Harris e realizzò altri 5 punti in 12 minuti contro i 27 di MJ.

17 Dicembre 1997: United Center, Chicago

Ad un anno esatto dal primo incontro, il calendario NBA ripropone la gara tra Los Angeles e Chicago. Se Jordan continua a stritolare gli avversari, il sophomore gialloviola sta conquistando sempre più spazio nelle rotazioni dei Lakers. Kobe ricopre il ruolo di sesto uomo e arriva all’appuntamento nell’Illinois dopo aver segnato 27, 30 e 19 punti nelle tre gare precedenti, fondamentali per i successi dei lacustri privi di Shaquille O’Neal.

I Bulls non erano la macchina inarrestabile del biennio precedente (171-30 il bilancio tra RS e PO) ma restavano ingiocabili per i giovani Lakers privi di The Diesel. Jordan mise subito le cose in chiaro segnando 13 punti nel primo quarto chiuso sul +12.

Bryant entrò in campo a metà frazione, servì subito un paio di assist ai compagni prima di realizzare due volte dal campo. Un jumper e una schiacciata dopo un backdoor, entrambi eludendo la difesa di MJ.

Come per il Maestro, atletismo e skill sopra la media. (Lakers.com)

La gara fu senza storia, Chicago vinse 104-83 non lasciando neppure un quarto agli avversari. Nonostante fossero privi di Scottie Pippen, i Tori soffocarono per tutta la gara l’attacco lacustre (34.5% al tiro), tenendo Jones, Van Exel e Fox ad un complessivo 8/34 dal campo.

Jordan mise a referto 36 punti (12/22 al tiro, 1/2 da tre e 11/12 ai liberi), 5 rimbalzi e 4 assist con +21 di Plus/Minus. Dal canto suo Bryant realizzò il suo nuovo career-high evitando che una brutta sconfitta diventasse un blowout epocale. Kobe chiuse con 33 punti (12/20 dal campo, 3/5 dall’arco, 6/9 dalla lunetta), 3 rimbalzi e 2 assist in 29 minuti.

Il Maestro e l’Allievo non si confrontarono l’uno contro l’altro per tutta la gara, ma solo per alcuni possessi. Durante un’interruzione, i due erano vicini alla metà campo e Kobe colse l’occasione per chiedere all’avversario come eseguire un movimento in post, il #23 gli consigliò di sentire con le gambe la posizione del difensore.

In effetti, gli ho detto la verità.

Michael Jordan al termine della gara.
Un botta e risposta diventato epico. (Lakers.com)

The Ultimate Challenge

A fine partita, il cinque volte MVP ha parlato delle attese che circondavano la gara.

È stata una sfida per le aspettative altissime. Ma essendo una sfida, cerchi non farti coinvolgere troppo dalle aspettative, cercando di non ridurla ad una sfida uno contro uno. Penso che un paio di volte sarebbe potuta andare cosi, mi sono dovuto frenare

Oltre a rendere omaggio al rivale.

Sicuramente ha tante skill, è evidente. Ha molta fiducia e penso che sia solo una questione di tempo per lui. Ti rendi conto di quanto è bravo quando realizzi che dovrebbe essere ancora al secondo anno di college.

Ancora una volta Bryant non nascose di essere un competitivo nato.

Mio padre mi ha insegnato a non indietreggiare di fronte a nessun uomo. Lui è infuocato? Tu sei infuocato. Colpo dopo colpo.

Mio padre, mentre crescevo, mi ha insegnato a non indietreggiare di fronte a nessun uomo. Lui è aggressivo? Lo diventi a tua volta. Colpo su colpo.

E di bramare altri incontri con il G.O.A.T.

Ogni volta che ho la possibilità di difendere su Michael Jordan, voglio farlo. Voglio lui. La sfida più difficile. Michael ama le sfide, adora il suono della campanella.

Un fade away di Bryant. Una delle signature move di Jordan che Bryant ha fatto sue. (Lakers.com)

Una similitudine che pochi giorni prima il compianto Flip Saunders aveva rimarcato, era adesso sotto gli occhi di tutta la NBA.

Una rivalità tanto intensa quanto breve. Il 1 Febbraio 1998 i Lakers vinsero tra le mura amiche (20 per Kobe, 31 per MJ) l’ultimo confronto prima del secondo ritiro di Jordan.

La ricostruzione di quelle partite e di quel momento, con la voce del nostro Mammut.

I due si affrontarono nuovamente quando Air Jordan – ormai trentottenne – rientrò con i Washington Wizards nella stagione in cui l’allievo completò il suo three-peat. Ma di questo, ne parleremo nei prossimi Mamba Moments.


Mamba Moments


Remembering Kobe Bryant

Ascolta Il mio miglior Nemico, l’episodio commemorativo di Lakers Speaker’s Corner dove la crew di LakeShow Italia ha deciso di celebrare il Black Mamba chiedendo ai tifosi italiani delle squadre NBA di raccontarci il loro Kobe attraverso ricordi, storie ed emozioni legate alle loro franchigie e al basket americano in generale.

Leggi Dear Kobe… We’ll miss you., l’intimo ricordo della redazione di LakeShow Italia al completo.

Ascolta Dear Kobe…, l’episodio di Lakers Speaker’s Corner registrato il giorno dopo la la tragedia che ha sconvolto il mondo gialloviola, L.A. e tutta la NBA.

Guarda Dear Kobe… Thank You, il video tributo di LakeShow Italia.

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