Come aveva anticipato Shams Charania i Lakers avrebbero riaperto la propria facility sabato 16 maggio. Così è stato, e subito due giocatori hanno sfruttato l’occasione per tornare a quella che era stata la loro casa da settembre fino a marzo.

I funzionari della sanità pubblica hanno permesso ai Lakers di aprire la loro struttura per gli allenamenti individuali con non più di quattro giocatori alla volta e sotto la supervisione del loro responsabile dell’igiene, Judy Seto.

Il racconto del ritorno a “casa” ci arriva direttamente da una live Instagram di Jared Dudley con ospite Quinn Cook.

Il talento di Duke University è arrivato sabato alla UCLA Health training center, è stato accolto subito accolto da visi familiari… ma non solo.

Dopo aver attraversato il cancello del parcheggio riservato ai giocatori, Cook ha dovuto fermarsi in una tenda allestita all’esterno dell’edificio in cui gli infermieri gli hanno controllato la temperatura. Superato questo step. prima di entrare nell’edificio, Andrew Henk, il responsabile delle attrezzature del team, ha fornito a Cook le scarpe da indossare all’interno.

“Abbiamo dovuto lasciare tutto ciò che indossavamo, sia che fossero scarpe o infradito, dovevamo lasciarle fuori. Dopo di che non appena varcata la soglia abbiamo dovuto lavarci le mani. Una volta entrati, tutto quello di cui avevamo bisogno era in campo. “

Cook e Devontae Cacok sono stati gli unici due giocatori a utilizzare la struttura sabato. Durante la live Dudley ha aggiunto che lui e Danny Green hanno pianificato di andarci lunedì. La facility dei Lakers era stata chiusa a metà marzo quando l’NBA decretò la sospensione della regular season e la chiusura di tutti gli impianti dei team. In quel periodo, due giocatori dei Lakers furono trovati positivi per Covid-19.

In questo due mesi Cook ha trascorso la maggior parte del tempo a Los Angeles, per poi è andare ad Atlanta per un po’. In questo periodo ha potuto lavorato con Jarrett Jack, attualmente giocatore dei Sioux Falls Skyforce della G-league. Dopo di che Cook ha deciso di tornare ad LA intuendo un possibile allentamento del lockdown, come poi si è verificato.

I giocatori adesso possono lavorare con un assistente allenatore – Cook ha lavorato con Mike Penberthy – e sia il giocatore che l’allenatore devono seguire rigorosi protocolli all’interno.

Cook ha dovuto indossare comunque la mascherina all’interno dell’edificio fino a che non è potuto scendere sul parquet per allenarsi. Penberthy, invece, ha dovuto sempre indossarla insieme a dei guanti. Cook ha anche lavorato con il personal trainer Gunnar Peterson in una sala pesi leggermente diversa, con le macchine un po’ più distanti di quanto non siano normalmente.

“È stato bello essere di nuovo nella struttura”, ha detto Cook alla fine della chiacchierata live con Dudley.

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