Tra le voci più autorevoli della parte di atleti della National Basketball Players Association che chiede maggiore attenzione alle questioni sociali prima di tornare in campo, spicca quella di Avery Bradley.

Il veterano prima ha ispirato il messaggio postato dagli atleti dei Los Angeles Lakers sui propri social network, poi ha collaborato con Kyrie Irving nell’organizzazione della conference call dalla quale è emerso il desiderio di cambiamento, sulla scia del manifestazioni del movimento Black Lives Matter.

“Se non siete con noi, allora noi non siamo con voi” Il motto condiviso, tra gli altri, da LeBron James, Anthony Davis, Alex Caruso, Danny Green, Dwight Howard, Kyle Kuzma, Jared Dudley, Rajon Rondo, Kentavious Caldwell-Pope e JaVale McGee.

Per Bradley, il tempo delle parole è finito

La guardia gialloviola ha rilasciato un’intervista a Malika Andrews e Adrian Wojnarowski di ESPN, nella quale ha ribadito quali sono le posizioni della colazione che rappresenta.

Indipendentemente dalla copertura mediatica che avremo, rendere le persone più consapevoli delle ingiustizie sociali esistenti non è abbastanza.

Siamo così egocentrici da pensare che nessuno nel mondo conosce il problema del razzismo? Pensiamo davvero, come atleti, di poter risolvere questi problemi semplicemente parlando attraverso la nostra piattaforma?

Per Bradley, tutte le azioni avrebbero un maggiore impatto se fossero appoggiate dai proprietari delle franchigie.

Non abbiamo bisogno di parlare ancora. Dobbiamo trovare un modo per raggiungere degli obiettivi concreti. Protestare durante l’inno o indossare una maglietta sono delle belle azioni, ma dobbiamo iniziare a vedere dei risultati.

Avery ricorda che il peso delle donazioni alla comunità di colore ricade in maniera sproporzionata sulle spalle degli atletti, per cui si auspica che altri owner seguano l’esempio di Mark Cuban e Michael Jordan. Queste considerazioni sono le stesse alla base del messaggio che gli atleti lacustri hanno condiviso nelle scorse settimane: “Se non sei con noi, allora noi non stiamo dalla tua parte“.

Avery Bradley, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors
Avery Bradley (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Bradley e gli altri membri della coalizione auspicano che possa crescere il numero di Owner, General Manager e Coach di colore.

La Lega dovrebbe assicurare maggiore rappresentanza alla componente afroamericana, perché è inutile girarci intorno: senza noi atleti di colore, l’NBA non sarebbe il brand che è oggi.

Per cui attende una presa di coscienza da parte della Lega.

Se ci sono iniziative del genere, al momento non ci sono state ancora comunicate. Se tieni a noi, non puoi restare in silenzio nelle retrovie.

La coalizione ritiene di avere la responsabilità di intraprendere delle azioni per conto di tutti quegli atleti che al momento sono riluttanti a schierarsi apertamente, per timore delle ripercussioni.

Finito il tempo delle parole, gli atleti attendono fatti concreti.

AGGIORNAMENTO: Avery Bradley ha deciso di non prendere parte alla ripartenza della stagione NBA per motivi familiari. I Lakers potranno sostituirlo e sembra che il favorito per prendere il posto dell’ex guardia dei Celtics sia JR Smith.

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