“Infinite skills create miracles”

Da leggere ascoltando Above The Clouds (1998) di Gang Starr.

In Gara 1 delle NBA Finals, prova di forza dei Los Angeles Lakers, che dopo mezzo quarto di adattamento hanno annichilito nella fase centrale della gara i Miami Heat.

* Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA e sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

The Break

by Luca Novo

Dopo 5:30 minuti del secondo quarto di gioco, gli Heat sono avanti nel punteggio 43-41 e coach Frank Vogel decide di fermare la partita dopo aver subito le triple di Tyler Herro nelle ultime due azioni di gioco.

I numeri del parziale

Al rientro in campo la partita svolta e i Lakers iniziano a dominare in ogni aspetto del gioco. I gialloviola segnano 13 punti nei primi cinque possessi offensivi non concedendo nulla agli avversari, innescando così un parziale che si estenderà fino al terzo periodo.

Il cronometro infatti segna sei minuti alla fine della terza frazione, quando Erik Spoelstra chiama timeout sull’87-55 in favore dei californiani. Parziale di 46-12 Lakers in 13:30 minuti di gioco e partita chiusa.

In questo span L.A. ha registrato un impressionante Net Rating di 119.8 (164.3 Off Rtg e 44.4 Def Rtg). I lacustri hanno segnato 16 tiri – di cui 11 assistiti – sui 23 totali e tra questi spicca il 6-8 dalla lunga distanza.

Un colpo da KO che ha steso Miami.

Il domino fisico

I Lakers hanno semplicemente bullizzato gli Heat in ogni aspetto del gioco. Il solo Jimmy Butler è riuscito a reggere l’urto dei californiani, realizzando 7 punti e segnando tutti i canestri dal campo dei suoi.

Tra le due squadre è emersa una evidente differenza a livello fisico, i gialloviola sono più grossi e atletici ed hanno imposto il loro dominio nel pitturato con un Anthony Davis, come vedremo più avanti, che pare appartenere a una specie diversa rispetto al resto del genere umano.

LeBron e AD hanno preso d’assalto il canestro avversario ed L.A. ha segnato 8 canestri su 11 tentativi nella restricted area. Al contrario, Miami non è quasi riuscita ad avvicinarsi al canestro, terminando con un misero 1/4.

I lunghi angeleni hanno fatto la voce grossa su entrambi i lati del campo.

Ancora più impressionante il divario a rimbalzo: 22-3 per la squadra di Vogel, che conquistato più rimbalzi offensivi rispetto al totale avversario.

Il controllo dei rimbalzi ha concesso transizioni e seconde opportunità.

In questo contesto, dopo l’inizio di partita difficile, emerge anche Dwight Howard e non è un caso che il parziale (e di fatto la partita) si chiuda con lo splendido assist in transizione per Davis, perfetto manifesto della superiorità fisica dei Lakers.

Hey Dwight, are you kidding me?

Come se non bastasse, per la franchigia della Florida ci si è messa pure la sfortuna. Infatti è proprio tra secondo e terzo periodo che sono arrivati gli infortuni di Goran Dragic e Bam Adebayo.

Danny Green

Tra i gialloviola merita una menzione particolare l’unico in campo per tutto il parziale: Danny Green. Spesso criticato da molti tifosi, insoddisfatti per le percentuali al tiro, Mr. Deadshot ha mostrato perché è un due volte Campione NBA.

Quando i tiratori riescono a sfruttare gli spazi aperti da James e Davis, l’attacco lacustre diventa inarrestabile: per Danny arrivano 11 punti frutto di 4/5 dal campo, 3/4 da oltre l’arco. Il numero #14 è sempre in ritmo e attento sugli scarichi, inoltre, quando arriva il closeout della difesa mostra anche la capacità di attaccare dal palleggio per chiudere con un floater o riaprire per i compagni.

Dalla sua mattonella, drive & kick per Davis in punta. Ma quando è in giornata, Green non è letale solo dagli angoli.

Un aspetto del gioco nel quale non manca mai l’apporto dell’ex Spurs è la fase difensiva e in questo parziale ha ulteriormente alzato l’asticella. A livello numerico porta a casa due stoppate e una rubata, ma quello che impressiona è la capacità di essere posizionato sempre in modo corretto e di leggere alla perfezione le intenzioni dell’attacco, il tutto occupandosi degli avversari più pericolosi, ovvero Butler, Herro e Robinson. Per completare l’opera aggiunge anche 3 rimbalzi nella propria metà campo.

Recuperi, stoppate, deflections e non solo. La concentrazione di Green è evidente anche a fine partita, quando dopo un libero cattura un rimbalzo che altrimenti sarebbe stato facile preda di Herro.

Se Green riesce a dare continuità a questa prestazione, difficilmente i Lakers sono battibili.

Pass-First AD

by Nello Fiengo

Nel breakdown del momento decisivo del primo atto della serie, un elemento da sottolineare è la prestazione di Anthony Davis. Non è da rimarcare la sua ben nota capacità di essere uno scorer mostruoso, bensì la sua prima vera dimostrazione di poter essere una minaccia anche quando, a causa dei raddoppi, non può attaccare in prima persona.

Un numero incredibile di Gara 1 è che quando i Lakers hanno isolato LeBron James o The Brow in post o sul perimetro, nonostante il raddoppio sistematico degli Heat, hanno segnato SEMPRE. Ed i possessi in isolamento per il duo sono stati ventotto, non proprio pochi.

Davis legge il raddoppio e serve Morris in punta, che non sbaglia.

Rajon Rondo attende che AD abbia posizione su Iguodala per permettergli di giocare in post il missmatch. La difesa di Miami flottata è pronta a far partire il raddoppio. Il taglio della guardia lacustre post entry-pass è fondamentale per muovere Adebayo verso il ferro è costringere gli Heat a raddoppiare con uno degli esterni alti della zona pari. Jae Crowder legge la situazione e gira la testa per capire come aiutare Iguodala, poi parte con il tempo giusto nell’istante in cui Davis raccoglie per concludere.

A differenza del passato, The Brow ha intuito il movimento di Crowder e sa esattamente dove sono piazzati i suoi compagni. Prima guarda Green e Caruso per far stringere ulteriormente Herro, poi scarica per Markieff Morris con tempo e spazio perfetti per una tripla piazzata facile.

Nella clip sopra ha servito un assist post raddoppio, ma in molti altri casi ha fatto da elemento di costruzione e raccordo del nostro attacco, creando vantaggio e leggendo perfettamente tempi e spazi dei raddoppi.

Azione fotocopia, o quasi, della precedente.

Mi pare chiaro come la bolla gli abbia dato la possibilità di lavorare di più sullo studio del gioco e probabilmente avere come vicino di camera LeBron è stato rilevante in questo senso.

Series Coverage

La Preview delle NBA Finals:

Game Recap:

Analisi Post Gara:

Ascolta la preview delle NBA Finals tra Los Angeles Lakers e Miami Heat in compagnia di un gradito ospite: David Breschi aka Ciombe de l’UltimoUomo, #BasketballMinds e Ball Dont’ Lie.

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