Más vale tarde que nunca.

Era il Draft del 2007 quando con la 48esima pick i Los Angeles Lakers scelsero Marc Gasol da Barcelona. Oggi, 13 anni dopo, Marc può finalmente iniziare la sua carriera in maglia gialloviola per provare a bissare i successi del fratello Pau e mettere definitivamente la famiglia Gasol nella storia dei Lakers.

Defensive Player of the Year nel 2013, tre volte All-Star, primo quintetto All-NBA e tanti altri riconoscimenti che lo hanno portato nell’Olimpo del basket NBA. Il titolo a Toronto nel 2019 è la ciliegina sulla torta di un professore del basket moderno.

La prima valutazione che va fatta su Marc è che non è più il giocatore dei tempi di Memphis. L’aver perso uno step dal punto di vista fisico non ne riduce però l’incredibile comprensione del gioco e la sua capacità di adattarsi al ritmo vertiginoso con il quale l’interpretazione del campo cambia di anno in anno.

Da post threat e difensore superbo sull’uomo dell’inizio carriera a point stretch five e rim protector nel sistema di coach Nick Nurse. Se usato con i tempi giusti, Gasol può dare tantissimo ai Lakers.

* Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

** Le statistiche citate, salvo diversa indicazione, sono tratte da Cleaning The Glass, NBA.com e Basketball Reference.

Rim Protection

Chi vi scrive ha una particolare ammirazione per Nick Nurse e la sua lettura europea della metà campo difensiva. Lettura che però non sarebbe stata cosi efficace se dentro il sistema non vi fosse stato questo catalano barbuto a dirigere da sotto al ferro.

I Raptors affrontano i Bucks ed il pericolo pubblico numero 1 al ferro: Giannis Antetokounmpo.

The Greek Freak attacca Ibaka dal palleggio, come è logico pensare il lungo spagnolo non riesce a stare con Giannis più di qualche palleggio e l’autostrada per due punti facili è li da imboccare. Marc è sul lato debole accoppiato con Middleton, che apre cercando di allontanare il centro dal ferro e di mettersi in un angolo per punire un eventuale aiuto di Marc.

Gasol indica la necessità di coprire lo scarico verso l’esterno a Siakam. L’ala camerunese prende contatto con DiVincenzo ma apre il corpo per correre sull’eventuale kick per Middleton, che intanto spazia verso l’alto.

Nel momento in cui Antetokounmpo stacca il primo passo verso il ferro Marc si muove per andare in aiuto. La scelta del tempo è fondamentale in questo caso: senza la possibilità di cambiare direzione di attacco e con Ibaka attaccato, Gasol può muoversi su una linea diretta per mettersi tra il ferro ed il greco. Una frazione di secondo prima avrebbe aperto lo scarico, una dopo avrebbe generato un poster.

Selezione di tempo e spazio perfetta, stoppata per Marc risultato della grande lettura fatta in precedenza.

Gasol coinvolto in un pick-and-roll con i Raptors che fanno drop coverage profondissimo.

Gasol aspetta Beverley, che legge lo spazio e va per un floater. La scelta del centro dei Raptors è quella di non schiacciarsi quando il palleggiatore gira l’angolo per non concedere un tiro facile dal mid range. Probabilmente la scelta di Pat non è la più felice, ma il numero 33 è nella posizione giusta per avanzare e contestare la conclusione.

Guardando i grade di Marc su BBall Index un numero mi ha colpito, la sua Rim Deterrence nella passata stagione: -2.5%.

Il numero indica la riduzione della frequenza con cui una squadra attacca al ferro con il giocatore in campo. Gasol abbassa questo trend del 2.5% e per avere una comparazione con il resto delle Lega, questo lo posiziona nel 96esimo percentile. Top Class insomma.

Special Agent

Dopo gli scorsi playoff ad Ovest la NBA ha una nuova sicurezza, Nikola Jokic è un grosso grosso problema. C’è quindi bisogno di avere una soluzione dedicata altrimenti si corre il rischio di essere massacrati dalla multidimensionalità e dalla intelligenza del centro dei Nuggets.

In questi termini, Marc ha un compito specifico essere l’incubo di Nikola.

Nella serie contro Denver, Dwight Howard è entrato sottopelle al serbo e lo ha costretto a non essere lucido abbastanza da poter far la differenza con continuità.

Detto questo, non aspettatevi la stessa strategia da parte di Gasol ma l’obiettivo è lo stesso, in questi termini l’acquisizione del catalano va generalizzata. L’idea è di avere almeno un giocatore che possa difendere in single coverage giocatori che si rendono pericolosi in situazioni di post profondo.

Per mettere in numeri quanto descritto Gasol la scorsa stagione è stato nel 95.6 percentile per punti concessi in situazione di post up concedendo 0.57 punti quando ha dovuto difendere il post.

Secondary Playmaking: meet me at the elbow

Uno degli elementi analizzati più spesso durante Lakers Speaker’s Corner era stato come la mancanza di playmaking secondario fosse un enorme problema per il sistema offensivo dei Lakers.

La mia idea è che a Rob Pelinka siano fischiate le orecchie, perchè Dennis Schröder, Montrezl Harrell (parzialmente) e Gasol in prima istanza coprono questa enorme lacuna.

Le letture che aggiunge Marc all’attacco gialloviola possono dare una dimensione totalmente diversa al sistema offensivo costringendo le difese avversarie a non poter sottovalutare nessuna delle opzioni che il catalano puó valutare, specialmente se è nel suo sweet spot al gomito.

Gasol fronte a canestro tiene impegnata l’intera difesa dei Nets conscia della sua capacità di pescare i compagni che intanto si muovono.

La difesa di Brooklyn non può scegliere di dare priorità né al taglio di Anunoby né al blocco verticale per Lowry. Il motivo è semplice: Marc puó alzare tranquillamente al ferro per OG oppure servire capitan Kyle con tempo perfetto per il catch & shoot. Seconda opzione, tre punti facili.

Non solo in situazioni statiche, Gasol puo’ aiutare anche lo sviluppo di situazioni di transizione con la sua velicità di pensiero

Siakam si muove in transizione su un quarto di campo isolato contro Tatum. La difesa del prodotto di Duke è corretta: evitare che possa ricevere prima che gli aiuti siano al loro posto.

Marc nel frattempo è bravissimo a tenere la palla alta ed avere il corpo posizionato per leggere eventuali aiuti degli avversari per chiudere la linea di fondo. Tatum deve preoccuparsi di stare molto in anticipo per impedire a Siakam di avere vantaggio immediato in una situazione di semi transizione. Non appena Siakam riesce ad andare alle spalle del numero 0 dei Celtics, il cioccolatino è servito.

Un numero molto interessante in merito alla sua abilità di creatore è la Assist Percentage (AST%). Gasol – esclusi i sui primi tre anni nella lega – è sempre stato almeno nel 92esimo percentile per tiri segnati su un suo passaggio dai compagni.

Comparando questo numero al suo Usage nello scorso anno (12.7%, 38esimo percentile) è impressionante vedere come il valore di AST/Usg sia il piu alto (1.18) della sua carriera.

Stretch Five

L’assoluta novità che Gasol porta allo skillset generale dei Lakers è la sua capacità di aprire il campo. Negli ultimi anni della sua carriera ha aggiunto il tiro dalla lunga distanza che lo rende l’arma perfetta per completare la bidimensionalità di Anthony Davis e sfruttare al meglio la capacità di costruire di LeBron James.

Non è nato catch and shooter, ma sa sicuramente cosa fare per aprire il campo anche in situazioni non standard.

Sulla penetrazione verso il centro di Van Vleet, Gasol si muove verso l’angolo correndo all’indietro con le mani pronte a ricevere come il più navigato dei catch & shooter.

Poi quando la palla si muove in prossimità del ferro, lo staccarsi dall’angolo per dare una linea di vista è un alto dettaglio importante che garantisce a Hollis-Jefferson una via d’uscita dal raddoppio Clippers.

Una dimensione utilissima sarà quella del pop nel pick and roll che fino ad ora non avevamo se non con AD.

Shamet cerca di fare ice sul pick-and-roll, di fatto impedendo a Gasol di avere un angolo di blocco realmente consistente. La reazione dello spagnolo è quella di aprire comunque il campo, approfittando del fatto che Zubac muove i piedi verso la penetrazione per aiutare il compagno in ritardo.

Marc si apposta oltre l’arco, Van Vleet fa uscire la palla con il tempo giusto e canestro per il catalano.

Un’addizione di qualità

Un giocatore semplicemente differente rispetto a quelli che avevamo, che permetterà a Frank Vogel di continuare a pensare in difesa allo stesso modo ma che gli regalerà anche l’opportunità di avere un aiuto in attacco non da poco. Del resto è stato lo stesso Gasol – nella prima intervista da lacustre – a definire le sue skill complementari al gioco dei Lakers.

Il minutaggio sarà ovviamente da tenere sotto controllo, aspettarsi più di 25 minuti dal catalano sarebbe utopico. Ma il mix con Harrell e Davis è assolutamente esplosivo ed è a mio avviso una copertura perfetta di molte delle lacune che i Lakers avevano dallo scorso anno e di alcune che si erano create dopo i primi movimenti di questa off season.

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