La firma di Montrezl Harrell nel secondo giorno della free agency rappresenta il colpo a sorpresa di Rob Pelinka e dei Los Angeles Lakers. Se gli arrivi in maglia Lakers di Dennis Schröder e Wes Matthews erano stati preannunciati da rumor di mercato, quello del centro nativo del North Carolina ha spiazzato tifosi e addetti ai lavori.

In stagione Trez ha totalizzato i massimi in carriera per punti (18.6), rimbalzi (7.1) e minuti giocati (27.8), numeri che gli hanno permesso di vincere il premio di Sixth Man of the Year.

A tale successo sono seguite le difficoltà nella bolla di Orlando. Dopo aver sofferto per la perdita della nonna in estate, si è unito in ritardo ai compagni e nei playoff non è riuscito ad incidere sia contro Dallas che contro Denver, la serie che ha sancito a sorpresa l’eliminazione della seconda squadra di Los Angeles dai playoff.

La brutta post season e le voci di dissapori nello spogliatoio Clippers lasciavano ipotizzare ad una nuova maglia per la stagione 2020/21, ma allo stesso tempo pareva che l’obiettivo fosse cercare un contratto lungo e ricco da una squadra con spazio salariale a disposizione. Al contrario l’ex Louisville Cardinals ha deciso di accettare un biennale pari alla Mid Level Exception e mettersi in gioco in un contesto vincente come i Lakers di James e Davis.

* Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

** Le statistiche citate, salvo diversa indicazione, sono tratte da Cleaning The Glass, NBA.com e Basketball Reference.

Le doti offensive

Harrell è un centro di soli 203 cm che ha nell’atletismo e nella capacità di attaccare il ferro le caratteristiche principali. La sua produzione offensiva avviene quasi esclusivamente nel pitturato dove è uno dei giocatori più efficaci della Lega, la percentuale al tiro nell’ultimo metro e mezzo di campo è pari al 65.9% su 10 tentativi, per contestualizzare un dato simile al 67.9% su 8.6 tiri di LeBron.

La shot chart della stagione 2019-20: il 74% dei tiri sono stati presi al ferro (Cleaning the Glass).

Assalto al ferro

Alcune situazioni dell’attacco gialloviola generate dall’abilità di passatore di LeBron James sono perfette per Trez. In transizione è molto bravo a correre e prendere posizione profonda contro avversari più piccoli, mentre a difesa schierata l’abilità senza palla gli permette di trovare spazio come tagliante e dal dunker spot.

Nella stagione scorsa ha prodotto 1.36 punti per possesso in situazioni taglio, pari al 65esimo percentile.

Nella stagione scorsa i Lakers sono stati per frequenza la seconda squadra NBA per azioni in post up e la quinta per isolamenti e il nativo del North Carolina eccelle in entrambi i casi. In uno contro uno grazie al primo passo esplosivo riesce spesso a battere il marcatore ed arrivare al ferro, mentre se viene contenuto ricorre a un floater non bellissimo a vedersi ma efficace grazie alla sensibilità delle mani.

Nella stagione passata ha prodotto 0.98 punti per possesso dal post up (72esimo percentile) e 1.04 in isolamento (84esimo percentile).

Two-Man Game

L’arrivo di Harrell porta nuove soluzioni per l’attacco gialloviola per quanto riguarda i pick-and-roll e i giochi a due, situazioni poco sfruttate dai ragazzi di Frank Vogel nel 2019-20. Nei tre anni ai Clippers ha sviluppato una grande intesa con Lou Williams ed è diventato uno dei rollanti più pericolosi e spettacolari della NBA.

1.31 punti per possesso pari all’81esimo percentile.

Oltre ad essere un finisher eccellente, Trezz è un ottimo creatore per i compagni. Le sue letture da situazioni di short roll sono di alto livello ed è in grado di trovare sia il tiratore sul perimetro che il tagliante.

Le doti di passatore sono spesso sottovalutate.

Dalle situazioni di gioco a due derivano anche le giocate di energia. L’ex Clipper è bravo ad andare a rimbalzo offensivo dopo aver bloccato per il compagno. Inoltre è prezioso nei cosiddetti screen assist dopo aver consegnato al compagno il pallone in handoff.

Trez cattura 2.6 rimbalzi offensivi per partita e regala 3.2 screen assist ai compagni. Entrambi i dati superiori a quanto prodotto dai lunghi Lakers nella passata stagione.

Un aspetto che può destare perplessità è la totale assenza del tiro da fuori e di conseguenza il fit con un lungo come Anthony Davis. La coesistenza dei due sarà una delle principali sfide per caoch Vogel, ma di certo non si tratta di un problema insormontabile visti i continui progressi e il desiderio di The Brow di espandere il gioco lontano da canestro. Inoltre l’arrivo di Marc Gasol permette ai gialloviola di avere una coppia di centri con caratteristiche opposte e di conseguenza perfettamente alternativi a seconda dell’esigenza della partita.

Harrell in difesa

Harrell è un centro sottodimensionato e l’altezza costituisce uno svantaggio non da poco negli uno contro uno vicino a canestro. Inoltre manca di tecnica adeguata nel posizionamento del corpo e nel movimento dei piedi. A testimonianza i numeri della difesa in post up, dove nella passata stagione ha concesso 1.04 punti per possesso.

Le difficoltà ai Playoff

Il prodotto dell’Università di Louisville è stato fortemente criticato per la sua difesa ai playoff e in particolare nella serie contro Denver, in cui un fenomeno come Nikola Jokic ne ha esposto tutte le debolezze.

Le statistiche di squadra sono spesso condizionate dall’intera lineup, ma non è un caso che secondo Cleaning the Glass gli avversari dei Clippers con lui in campo sono riusciti ad arrivare a tirare più spesso e meglio al ferro (32esimo percentile per frequenza di tiri concessi e 43esimo per percentuale).

Nel video si vede come non sia riuscito impensierire il gioco a due tra Murray e Jokic, e forse c’è da chiedersi viste le sue caratteristiche se il drop coverage fosse la strategia ideale per provare a contenere i due Nuggets.

Un altro difetto di Trez è la capacità di farsi sentire a rimbalzo difensivo. Per quanto sia top 3 NBA per numero box out, i numeri sotto il proprio tabellone sono negativi a causa di scarsi istinti e cali di concentrazione.

Secondo Cleaning the Glass cattura il 13.7% dei tiri sbagliati avversari, 19esimo percentile tra i lunghi NBA.

Hustle Plays

Per quanto i difetti siano innegabili, Harrell anche nella metà campo difensiva possiede ottime skill e può incidere nel corso di una partita.
È uno specialista nel subire sfondamento, secondo in NBA per numero totale dopo Kyle Lowry, infatti è in grado sia di prendere posizione in aiuto che nel contenere l’avversario diretto in penetrazione.

In stagione ha registrato 0.48 charges drawn a partita per un totale di 30.

L’energia e l’atletismo gli permettono di muoversi bene lateralmente lo rendono un discreto difensore in caso di switch sul perimetro e di essere un buon stoppatore in aiuto.

Nella prima clip contiene e riesce a stoppare LeBron, mentre nella seconda arriva in aiuto a cancellare il tiro di Giannis.

I Lakers sono una squadra che ha la propria identità nella difesa aggressiva e nella protezione del ferro. Il fit di Harrell lascia dei dubbi e non si gli si potrà chiedere di svolgere lo stesso lavoro del predecessore Dwight Howard.

Il coaching staff gialloviola ha però mostrato la stagione passata di essere in grado di migliorare tecnicamente i giocatori e soprattutto di sfruttarne al meglio i punti di forza: due esempi su tutti i progressi mostrati da Kuzma e un McGee mai così efficace in carriera nella propria metà campo. Inoltre, come per la metà campo offensiva, ha caratteristiche opposte a Gasol, aspetto che permetterà ai lacustri di avere ancora più soluzioni a propria disposizione per i game plan difensivi.

Cambiare tutto per cambiare niente

L’innesto di Harrell è l’aspetto più interessante della off season gialloviola. La presenza dell’ex Cardinal costringerà inevitabilmente coach Vogel ad effettuare cambiamenti: in attacco per coinvolgerlo e integrarlo al gioco di Anthony Davis, in difesa per sfruttarne l’atletismo e nasconderne le lacune tecniche.

Allo stesso tempo, la sua firma è un anche un elemento di continuità nelle idee di Pelinka. L’importanza della panchina, la volontà di non prendere sottogamba la stagione regolare, la voglia di rivalsa e la fame di vittoria sono aspetti che l’ex agente di Kobe ha privilegiato nel momento della costruzione del roster neo-campione NBA. Il profilo di Trez rientra perfettamente all’interno di tale filosofia per la squadra 2020-21.

A noi tifosi non resta che augurarci tale cambiamento tecnico porti allo stesso risultato finale.

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