Nel tentativo di mantenere flessibilità finanziaria e diventare una delle protagoniste del mercato dei buyout, i Los Angeles Lakers hanno rinunciato a Quinn Cook decidendo di non garantirgli il contratto.

Questa mossa ha portato i Lakers ad essere circa 1,75 milioni di dollari sotto l’hard cap ($ 138,93 milioni) con due slot a roster ancora da riempire. Come riportato da Shams Charania, i gialloviola dovrebbero essere una delle migliori destinazioni per i giocatori sul mercato dei buyout. La franchigia californiana, infatti, è alla ricerca di uno o due role player per sostenere la loro rotazione nella seconda metà di stagione.

I possibili scenari in casa Lakers

I Campioni in carica – a meno di improbabili trade – potranno completare la squadra con dei free agent, a cui potranno offrire dei contratti al minimo salariale per il resto della stagione (per un importo proporzionale alle partite da giocare) oppure degli accordi decadali.

Secondo le regole del salary cap NBA, una franchigia non può avere a libro paga meno di 14 giocatori per più di due settimane. I Lakers per sopperire a questo problema hanno accolto un nuovo volto allo UCLA Health Training Center: l’ex Warriors Damian Jones. Pelinka ha usufruito della possibilità di offrire un 10-day contract per testare il talento della Louisiana; questo accordo potrà essere rinnovato il 7 Marzo per altri 10 giorni prima di dover decidere se firmarlo o meno per l’intera stagione.

Dove la franchigia californiana necessita una maggiore profondità e/o versatilità sono il ruolo di centro e il reparto ali. Nello specifico, potrebbe servire un rim protector più atletico e con più stazza rispetto a Marc Gasol e Montrezl Harrell e un’altra 3&D Wing in grado di marcare diverse tipologie di power e small forward.

Il front office dei Lakers potrà valutare se firmare il miglior giocatore disponibile oppure quello con il miglior fit tecnico-tattico. La redazione di LakeShow Italia ha stilato dei tier con 11 atleti analizzati.

Tier 1: I Sogni

I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuore… Nel sonno ci sembran veri… […] Ma credi fermamente, Che il sogno realtà diverrà!

Questo Tier è ben rappresentato dalle strofe cantate dalla Cenerentola della Walt Disney. Al suo interno sono presenti i giocatori maggiormente appetibili della trade deadline, che possono rivelarsi da subito utili alla causa gialloviola.

1.1) P.J. Tucker

P.J. Tucker
P.J. Tucker (Tim Warner, Getty Images)
  • Squadra: Houston Rockets
  • Ruolo: F/C
  • Età: 35
  • 38% in carriera nelle corner three
  • Stats su NBA.com

P.J. Tucker è uno degli ultimi superstiti dell’era Moreyball ed uno dei pezzi pregiati di questa finestra di mercato. La sua produzione offensiva quest’anno è in calo, con la percentuale da tre scesa al 31% anche in zone come gli angoli, dove nelle ultime stagioni era stato leader indiscusso nella Lega. Questo down statistico può essere legato alla stagione di Houston, attualmente in una striscia di 13 sconfitte consecutive dopo l’infortunio di Christian Wood e lanciati verso una scelta alta al prossimo draft.

Difensivamente Tucker è uno dei migliori small five della NBA e il suo inserimento nel roster di una qualsiasi contender potrebbe permettere di variare rotazioni, schemi e migliorare – quasi istantaneamente – la tenuta difensiva.

Nello scacchiere Lakers, P.J. si troverebbe a suo agio in attacco, potendo stazionare nell’angolo pronto a ricevere palloni da uno dei migliori passatori della NBA. Una situazione potenzialmente ideale per lui e che potrebbe consentirgli di tornare ad essere un tiratore temibile in spot up. In difesa, la sua presenza libererebbe Anthony Davis dalla necessità di marcare il lungo avversario, soprattutto in quintetti piccoli, permettendo a The Brow di lavorare costantemente in aiuto e recupero, fondamentale nel quale è tra i migliori della Lega.

Il veterano ex Suns e Raptors è ambito anche da altre contender come Brooklyn Nets, Denver Nuggets, Utah Jazz, Milwaukee Bucks e Miami Heat. Tutte alla ricerca di un’arma tattica utile nei momenti cruciali dei playoff.

P.J. Tucker potrebbe arrivare sia tramite trade che buyout, anche se probabilmente la franchigia texana farà di tutto per scambiarlo prima della deadline.

1.2) Andre Drummond

Andre Drummond
Andre Drummond (David Liam Kyle, NBAE via Getty Images)
  • Squadra: Cleveland Cavaliers
  • Ruolo: C
  • Età: 27
  • 44 partite in carriera con almeno 20 punti e 20 rimbalzi
  • Stats su NBA.com

Fino all’infortunio alla schiena Andre Drummond stava disputando una delle migliori stagioni in carriera, o meglio i due mesi migliori della sua vita, portando la squadra guidata da J.B. Bickerstaff ad un record positivo. Il centro dei Cleveland Cavs stava mostrando i lampi di talento che hanno spinto Detroit a dargli il massimo salariale. Ma dopo cosa è successo?

Sono arrivati una serie di infortuni e di trade che gli hanno fatto perdere quel flow che lo stava accompagnando; inoltre, cosa da non sottovalutare assolutamente, le difese hanno cominciato a marcarlo con più attenzione complicandogli le ricezioni. Coach Bickerstaff e il suo staff hanno cercato di variare il modo di fargli arrivare la palla, coinvolgendo più nei pick-and-roll e usandolo in post up più come passatore che come finalizzatore.

Nella metà campo difensiva non sarà mai l’ancora difensiva che è stato Dwight Howard a Orlando (ricordando Van Gundy che ci ha provato), ma inserito nel giusto contesto può essere un buon rim protector con una spiccata dote nel catturare i rimbalzi.

Potrebbe tornare utile ai Lakers? La risposta è quasi ovvia per due ragioni, anche se poi i lacustri sarebbero costretti ad imbastire una trade per Harrell o Gasol. Ma tornando alle motivazioni di cui sopra, la prima è perché toglierebbero un pezzo pregiato del mercato dei buyout a dei diretti concorrenti al titolo (su tutti i Nets), la seconda è perché fornirebbe alla squadra di Frank Vogel quel rim protector che ha tanto utilizzato in regular season la passata stagione.

Il lungo ex Pistons potrebbe raggiungere la compagine gialloviola solo dopo aver trovato un’accordo con la sua squadra per un buyout, infatti, il contratto da 28.8 milioni sarebbe impossibile da pareggiare per i Lakers.

1.3) Blake Griffin

Blake Griffin (Mark J. Rebilas, USA TODAY Sports)
  • Squadra: Detroit Pistons
  • Ruolo: F/C
  • Età: 31
  • 38 partite nelle ultime due stagioni
  • Stats su NBA.com

Nelle ultime ore Blake Griffin ha raggiunto un accordo con i Detroit Pistons, diventando istantaneamente uno dei FA più ambiti tra quelli disponibili.

Le sue azioni sopra il ferro alla base della rinascita degli LA Clippers dell’era Lob City sono ormai solo un ricordo. Griffin non è nemmeno il giocatore che nella stagione 2018/19 arriva in Michigan, s’impone come Point-Forward, viene convocato all’All-Star Game e trascina la squadra al primo turno playoff.

Gli infortuni hanno plasmato Blake, che ora presenta una difficile sistemazione tattica. La perdita di atletismo non gli permette più di essere efficiente come portatore di palla primario ed iniziatore di dribble hand-off, poiché non più in grado di punire mismatch e cambi difensivi. L’abilità, però, nel passare il pallone può essere sfruttata in altri modi, ad esempio premiando i tagli dei compagni o punendo difese non troppo attente. Quest’anno ha ridotto i viaggi in lunetta e le conclusioni vicino al canestro, mentre sono aumentate in percentuale i tentativi da oltre l’arco, segno definitivo della sua metamorfosi.

Nella propria metà campo il fisico può aiutarlo nella difesa in post ma il suo movimento laterale, ormai quasi nullo, lo rende facilmente attaccabile, soprattutto dal pick-and-roll o a seguito di cambi. Idealmente può ricoprire gli spot di 4 e 5, anche se, in chiave Lakers sarebbe necessaria la presenza sul parquet di AD, pronto a ruotare ed aiutarlo.

L’arrivo di Griffin darebbe agli angeleni un giocatore di grande esperienza e talento, con alle spalle però la parte migliore di carriera ma che potrebbe essere utile ai playoff, dove la palla diventa più pesante.

Tier 2: Solide Realtà

In questo Tier ci sono giocatori che potrebbero verosimilmente essere tagliati dalle proprie squadre (aspettando di capire il futuro dei Bulls) e che aiuterebbero i gialloviola ad allungare la propria rotazione.

2.1) Nemanja Bjelica

Nemanja Bjelica
Nemanja Bjelica (Rocky Widner, NBAE via Getty Images)
  • Team: Sacramento Kings
  • Ruolo: F/C
  • Età: 32
  • 60.9% di EFG in catch and shoot nella stagione 2019/2020
  • Stats su NBA.com

Sei alla ricerca di un lungo che possa aprire il campo e sappia trattare il pallone? Allora Nemanja Bjelica è il profilo giusto per te.

Messo in vetrina nell’ultimo mese dai Sacramento Kings, il serbo può essere un’intrigante opzione offensiva. Nella scorsa stagione ha chiuso quasi con il 42% da tre, dimostrandosi un’arma tattica in situazioni di pick-and-pop; inoltre possiede una buona capacità nel condurre la transizione, trattando il pallone in maniera non comune per un giocatore della sua stazza.

Le note dolenti sono nella metà campo difensiva, dove la velocità laterale non gli permette di seguire gli avversari. Ciò lo porta ad essere costantemente battuto, rendendo necessari aiuti da parte dei compagni che sbilanciano la struttura della squadra e portano la difesa ad inseguire l’azione offensiva.

I Lakers potrebbero beneficiare dell’abilità balistica di Bjelica, utilizzandola per aprire le aree avversarie, in questo momento della stagione molto chiuse a causa di percentuali da dietro all’arco rivedibili da parte dei tiratori gialloviola. Più difficile il suo inserimento in una difesa aggressiva, dove il il cambio è sistematico, che porterebbe Nemanja ad essere una debolezza da poter sfruttare per far saltare il castello losangelino.

A Sacramento sperano di cederlo via trade, magari ai Philadelphia 76ers, pronti ad accogliere un giocatore che tre anni fa scelse inizialmente di tornare in Europa piuttosto che giocare nella Città dell’Amore Fraterno.

L’arrivo in maglia Lakers del talento serbo potrebbe avvenire sia con una trade che con un buyout, anche se la seconda possibilità è quella più probabile.

2.2) Wayne Ellington

Wayne Ellington
Wayne Ellington (Carlos Osorio, AP Photo)
  • Squadra: Detroit Pistons
  • Ruolo: SG
  • Età: 33
  • 43.3% dal tra in stagione
  • Stats su NBA.com

Tutti hanno bisogno di un tiratore e Wayne Ellington è l’uomo che fa al caso nostro, non a caso soprannominato The Man with the Golden Arm. Nonostante avesse avuto la possibilità di firmare con molte buone squadre, il prodotto da UNC ha stranamente deciso di restare ai Detroit Pistons. L’ex Tar Heels è un tiratore élite, che nonostante l’età vuole ancora minuti e responsabilità sul parquet.

La stagione di Ellington non era cominciata nel migliore dei modi, collezionando 5 DNP nelle prime 6 partite, finché gli infortuni del rookie Killian Hayes e dell’ex Lakers Svi Mykhailiuk gli hanno spalancato le porte delle rotazioni prima e del quintetto poi. Wayne sta vivendo una seconda giovinezza a Detroit: sta tirando con il 43% da tre su oltre sei tentativi, mettendo a referto 10.8 punti a partita, uno dei migliori risultati in carriera. Il coaching staff dei Pistons apprezza la sua energia sul parquet, ma anche il lavoro con i più giovani, in particolare con l’altro rookie Saddiq Bey.

Potrebbe servire ai Lakers? Un tiratore non guasta mai e visti i recenti slump dalla lunga distanza dei gialloviola, un giocatore con le sue caratteristiche potrebbe rivelarsi utile. Il ruolo che Ellington dovrebbe ricoprire ovviamente sarebbe al termine della rotazione. Quasi sicuramente un suo possibile approdo in California passerà tra una trade, il giocatore ha molto mercato e quasi sicuramente i Pistons non gli concederanno il buyout.

2.3) Garrett Temple

Garrett Temple
Garrett Temple (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)
  • Squadra: Chicago Bulls
  • Ruolo: P/G
  • Età: 34
  • +14 l’On/Off in stagione
  • Stats su NBA.com

Più a lungo i Chicago Bulls rimarranno nella lotta playoff, meno è probabile che lo lascino andare concedendogli un buyout. Anche perché Temple è una sorta d’istituzione negli spogliatoi NBA, essendo considerato uno dei giocatori più intelligenti della Lega.

Il talento da LSU non è sicuramente tra i cecchini della Lega (34.7% in carriera) e solo nelle stagioni di Sacramento ha raggiunto risultati da tiratore temibile (39.2% nel 2017/18). Tirare non è la sua prima dote, dato che nella metà campo offensiva Garrett può ricoprire il ruolo di ball handler secondario e di facilitatore. Temple riesce spesso e volentieri a concretizzare i vantaggi conseguiti dai compagni, andando a effettuare sempre la miglior scelta disponibile. Nella metà campo difensiva ha dimostrato di poter mancare le migliori guardie della NBA, come Jimmy Butler, Jrue Holiday e Gordon Hayward.

Un suo arrivo ad L.A. potrebbe togliere minuti e responsabilità a Wesley Matthews e Talen Horton-Tucker, dando là possibilità a Vogel di scegliere chi e come utilizzare, soprattutto nella metà campo difensiva. 

Tier 3: Free Agent

In questo Tier sono inclusi alcuni giocatori ancora free agent, che possono meritarsi una chiamata da una squadra in lotta per i playoff.

3.1) Rondae Hollis-Jefferson

Rondae Hollis-Jefferson
Rondae Hollis-Jefferson (Streeter Lecka, Getty Images)

Next Man Up. Questa è la frase che ha accompagnato l’ultima stagione di Rondae Hollis-Jefferson ai Toronto Raptors. Dopo un inizio di regular season stentato, complice l’infortunio di Serge Ibaka, RHJ ha potuto trovare la sua dimensione e un solido posto nelle rotazioni.

La domanda che sorge spontanea è come mai sia ancora Free Agent. Domanda che mi sono posto anche io e alla quale non ho ancora dato una risposta ben precisa, se non che le squadre abbiano dubbi sulla tenuta atletica o mentale. RHJ nella stagione precedente ha dimostrato di poter stare in un contesto playoff portando alla causa energia e difesa perimetrale. Il ruolo che Nick Nurse gli aveva ritagliato su misura era quello di centro con accanto giocatori perimetrali. Una posizione che gli permetteva di sfruttare soprattutto le sue abilità nello short roll. Ai Raptors, inoltre, garantiva una buona presenza a rimbalzo, aspetto fondamentale per una squadra che aveva e ha tuttora nei rimbalzi il proprio tallone d’Achille.

Potrebbe essere utile ai Lakers? Se sano fisicamente sì, potrebbe formare con Davis una coppia di lunghi ben assortita, con il numero 3 a fare il rim protector e RHJ a marcare le ali avversarie sul perimetro.

3.2) Glenn Robinson III

Glenn Robinson III
Glenn Robinson III (Brian Rothmuller, Icon Sportswire via Getty Images)

Dategli il contesto ideale e Glenn Robinson III diventerà il role player perfetto. Il ragazzo è un semplice 3&D in grado di esaltarsi in contesti offensivi strutturati. Nella sua breve parentesi ai Golden State Warriors è riuscito a tirare col 40% dalla lunga distanza, mostrando una buona abilità nel muoversi sui blocchi e un rilascio molto rapido. Steve Kerr era solito usarlo solo in situazioni di pin down e floppy set, perché il suo gioco dal palleggio è ancora rudimentale.

Nella metà campo difensiva è un giocatore forte fisicamente e molto intelligente, ma a questo si aggiunge una scarsa mobilità laterale che lo rende un facile obiettivo per gli avversari dotati di grande esplosività. Robinson può essere utile a rimbalzo, soprattutto nella metà campo offensiva dove è aggressivo e il suo atletismo verticale lo rende molto efficace.

Potrebbe tornare utile ai Lakers? Glenn Robinson III, una delle migliori ali rimaste sul mercato, nella scorsa FA ha attirato l’interesse dei Lakers, Clippers, Rockets, Nets e Utah Jazz. La firma del figlio del grande Big Dog porterebbe ai gialloviola un altro difensore e tiratore competente.

3.3) Dwayne Dedmon

Dewayne Dedmon
Dewayne Dedmon (Jason Getz, USA TODAY Sports)

L’ultimo FA di cui parleremo è Dewayne Dedmon, che a Novembre è passato da Atlanta a Detroit per poi essere rilasciato e stretchato. Il lungo californiano ha iniziato la scorsa stagione nei Sacramento Kings, per poi essere tradato agli Atlanta Hawks dove ha concluso innanzi tempo la stagione. 

In queste squadre ha svolto il ruolo di lungo di riserva o di fake starter, giocando in media 18 minuti a partita. In questi stint ha avuto un drastico calo dell’apporto offensivo, legato soprattutto alla diminuzione della percentuale da tre, crollata al 20% e ben lontana dal 38% della stagione 2018/19.

Nella metà campo difensiva, Vogel ha già dimostrato di lavorare bene con giocatori che fanno della verticalità il loro punto di forza, utilizzandola per rendere difficile l’accesso al pitturato agli avversari, come facevano McGee e Howard nello scorso campionato. I dubbi sull’eventuale approdo di Dedmon sono legati all’aspetto fisico, visto che non mette piede sul parquet da un anno, e alla sua reale utilità alla causa gialloviola, visto l’impatto di un giocatore come Damian Jones, che presenta caratteristiche simili e ha dalla sua parte l’età.

Tier 4: Scommesse

Questo Tier contiene giocatori che per una ragione o l’altra non giocano da molto tempo e per questo possono palesare evidenti limiti di forma fisica o carenze tecniche.

4.1) Trevor Ariza

Trevor Ariza
Trevor Ariza (Sam Forencich, NBAE via Getty Images)
  • Squadra: Oklahoma City Thunder
  • Ruolo: F
  • Età: 35
  • 1584 palle rubate in 1064 partite in carriera
  • Stats su NBA.com

È un anno che non vediamo giocare Trevor Ariza e mentre le squadre se lo scambiavano come un pacco postale, lui aveva già preso la decisione di allontanarsi dal parquet per motivi familiari. Il giocatore ex Lakers potrebbe essere ancora scambiato, ma nel caso Sam Presti non riuscisse a intavolare una trade potrebbe anche offrire un buyout al giocatore permettendogli di scegliere così la squadra con la quale poter tornare a giocare (nel caso volesse).

Ariza l’ultima volta che è sceso in campo aveva mostrato di essere ancora un giocatore NBA, in grado di portare il proprio contributo in entrambe le metà campo.  Nelle prime 15 partite con i Portland Trail Blazers quando era in campo la squadra subiva 9.7 punti in meno per 100 possessi, inoltre, Trevor riusciva a spendere pochi falli mettendo ugualmente molta pressione ai suoi diretti avversari, provocando tiri forzati e palle perse. Oltre a un ottimo lavoro nella sua metà campo, Ariza ha tirato anche bene da dietro l’arco (40%) e dalla linea della carità (87%).

Potrebbe tornare utile ai gialloviola? L’età e l’inattività potrebbero far propendere verso un no, mentre la sua esperienza e la sua leadership farebbero pensare il contrario, anche se per pochi minuti nei playoff. Ovviamente tutto passa dalla sua volontà di tornare a giocare a basket, al momento non scontata.

4.2) Hassan Whiteside

Hassan Whiteside
Hassan Whiteside (Sergio Estrada, USA TODAY Sports)
  • Squadra: Sacramento Kings
  • Ruolo: C
  • Età: 31
  • 87 il rating di NBA2K20
  • Stats su NBA.com

Siamo al termine di questa carrellata dei nomi più caldi che i Lakers potrebbero valutare in questa trade deadline, raggiungibili sia via trade sia via buyout. 

L’ultimo giocatore di cui parleremo è Hassan Whiteside, attualmente in forza ai Sacramento Kings. Il giocatore nativo della Carolina del Nord sta vivendo un anno deludente come lungo di riserva; rimane sul parquet per soli 14 minuti ed ha mostrato una diminuzione di tutte le principali statistiche, in particolare è venuto a mancare il suo apporto offensivo, che normalmente faceva da contraltare alle lacune difensive da sempre presenti nel suo gioco.

In attacco le sue conclusioni sono portate soprattutto in vicinanza del ferro, grazia alla sua stazza ed un tocco non comune. Difensivamente la sua specialità è la protezione del canestro, dove sfrutta il suo ottimo timing per stoppare gli avversari che entrano nel pitturato. Riteniamo che sia l’ultima spiaggia per i Lakers, alla ricerca di un lungo che possa sopperire all’assenza di AD, il suo arrivo potrebbe avvenire sia per una trade ma anche perché gli stessi Kings potrebbero tagliarlo.

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