La stagione dei Los Angeles Lakers, iniziata appena 71 giorni dopo Gara 6 delle NBA Finals e già complicata di suo, si è intricata ulteriormente con il susseguirsi di indisponibilità più o meno gravi.

Dopo aver vinto sette gare consecutive ad inizio Febbraio, i gialloviola sono arrivati all’All-Star Break vincendo solo 3 delle successive 10 partite. Per fortuna, il calendario è venuto in soccorso e i Campioni in carica sono tornati al successo contro Indiana, Golden State e Minnesota.

Il recupero di Anthony Davis

L’assenza che maggiormente preoccupa la franchigia della California è sicuramente quella di Anthony Davis. La carriera del lungo da Kentucky è stata costellata da infortuni più o meno gravi (108 gare saltate nei primi sette anni con New Orleans); tuttavia, nel primo a Los Angeles The Brow ha stretto i denti saltando solo cinque gare a causa del fortuito infortunio patito contro New York.

Nel 2015/16 per un problema al ginocchio Davis saltò 21 partite. Nell’ultima stagione in Louisiana, a causa dei dissidi con il front office, furono 26. Quest’anno il conteggio è già arrivato a 17 e sembra destinato a diventare la peggiore stagione in carriera di AD.

Dopo aver saltato il doppio confronto contro Oklahoma City, il numero 3 era rientrato contro Memphis salvo poi essere costretto a lasciare il campo prematuramente contro Denver. In prima battuta, i Lakers avevano annunciato l’assenza di Davis almeno fino all’All-Star Break, dopo la pausa gli angeleni hanno comunicato che nonostante la riabilitazione proceda secondo i programmi, sarà indisponibile per almeno altre due settimane a causa della tendinosi all’Achille e allo stiramento del polpaccio che affliggono la sua gamba destra. Di conseguenza, salterà almeno altre otto / dieci gare.

La natura dell’infortunio, che richiede un’alternanza tra riposo e trattamenti, non rende possibile la determinazione di una timeline per il suo rientro, tanto che secondo Chris Haynes di Yahoo Sports il ritorno in campo potrebbe avvenire nei primi giorni di Aprile. L’auspicio è che The Brow possa rientrare per l’ultima parte della regular season, in moda da poter ritrovare forma e ritmo in vista dei playoff.

Il rientro di Alex Caruso

Nella gara contro i Pacers Alex Caruso era caduto sul parquet battendo violentemente la testa. Dopo essere rientrato negli spogliatoi e non aver più fatto rientro in campo, Caruso è stato inserito nel protocollo di sicurezza NBA sulle commozioni cerebrali. Dopo la gara contro Minnesota, coach Frank Vogel ha dichiarato che Alex era sulla rotta giusta per tornare disponibile e secondo Marc Stein del New York Times sarà disponibile contro Charlotte.

Marc e Kostas fermati dal protocolli COVID-19

Nel post partita contro i Timberwolves, il coach gialloviola ha confermato che Marc Gasol è ancora presente nei protocolli di sicurezza sul COVID-19 della NBA.

Il centro spagnolo ha già saltato le due gare prima dell’All-Star Game, per cui la sua assenza supererà le due settimane. Un tempo notevolmente più lungo di quello impiegato da Dennis Schröder per rientrare sul parquet. Le norme della Lega infatti, prevedono uno stop di sei giorni in caso di tampone negativo dopo lo stop per contact tracing.

Il coach angeleno ha dichiarato che la stessa sorte è toccata a Kostas Antetokounmpo, anch’egli fermo da oltre una settimana a causa del protocollo di sicurezza.

Dobbiamo attendere il tempo necessario per assicurarci che possa possa riprendere a giocare. Appena potrà rientrare valuteremo la sua condizione e pianificheremo il suo ritorno in campo.

Frank Vogel

L’infortunio di Jared Dudley

L’ultimo infortunio che ha colpito Lakers è stata la rottura del legamento collaterale mediale del ginocchio destro di Jared Dudley. Il veterano si è visto poco o nulla in campo (76 minuti in 11 gare disputate) ma ricopre un ruolo fondamentale all’interno dello spogliatoio dei Campioni NBA.

Dudley ha dichiarato che non si sottoporrà ad un intervento chirurgico, poiché metterebbe fine alla sua stagione. La sua intenzione è quella di proseguire con la riabilitazione con lo staff dei Lakers, nella speranza di poter essere pronto per l’offseason.

Siamo onesti: il mio contributo per la squadra non è scendere in campo. La parte importante del mio lavoro la svolgo nella locker room.

Jared Dudley

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