Game 61: Los Angeles Lakers vs Orlando Magic at Amway Center

I Los Angeles Lakers 💜💛 (35-25) si spostano dal Texas alla Florida per affrontare gli Orlando Magic (18-42), già battuti in California a fine Marzo. Entrambe le squadre non stanno vivendo un buon momento: i Campioni in carica contro Dallas hanno perso la terza gara consecutiva, Orlando ha vinto solo una delle ultime dodici gare disputate.

I gialloviola sono ancora privi di LeBron James e Jared Dudley, ma quantomeno recuperano Caldwell-Pope. Infermeria strapiena per i Magic, che non dispongono di Markelle Fultz, Jonathan Isaac, Otto Porter Jr. e Terrence Ross oltre che di Ennis III, Carter-Williams, Cannady e coach Steve Clifford (positivo al COVID-19). Vogel schiera Schröder, KCP, Kuzma, Davis e Drummond; Corbin replica con Anthony, Harris, Bacon, Okeke e Carter Jr.

🏀 Magic vs Lakers: Game Recap

L’inizio di gara dei Lakers è incoraggiante: Andre Drummond e Davis sfruttano centimetri e chilogrammi sotto canestro, producendo in coppia 11 punti con un solo errore dal campo e 6 rimbalzi. I Magic, oltre a non riuscire a contenere le torri avversarie, hanno le polveri bagnate e in metà quarto segnano solo tre canestri dal campo. I gialloviola sembrano ispirati anche dalla lunga distanza e con le triple di KCP e Kyle Kuzma (due) volano sul 20-9 con 5:34 sul cronometro.

Con l’ingresso della second unit cala la qualità dell’esecuzione offensiva degli angeleni e Orlando riesce a ridurre le distanze con Carter Jr. e Mo Bamba (da tre). Ma il recupero dei padroni di casa viene stoppato dal rientrante Schröder, che manda a bersaglio un paio di pullup che insieme a due liberi di Caruso fissano il punteggio al termine della prima frazione: 28-16 per i californiani, che dominano a rimbalzo e costringono gli avversari al 27.3% dal campo.

I Lakers sprecano il vantaggio

Dopo il difficile inizio, i ragazzi del coach ad interim Tyrone Corbin entrano in ritmo in attacco e trovano con costanza la retina. Anthony spinge la transizione ed attacca il ferro, Chuma Okeke segna dalla lunga distanza e completa un gioco da tre punti. Schröder e Morris sbagliano un paio di conclusioni a testa e i Lakers mantengono il controllo della gara solo grazie alla produzione del redivivo Harrell. 38-31 a 7:13 dall’intervallo lungo.

I californiani vanno nel pallone ed aggiungono le palle perse agli errori dal campo. L’unico canestro a segno è una tripla di Alex Caruso, mentre Orlando capitalizza gli errori di Davis e compagni piazzando sorpasso e allungo grazie alla produzione di Anthony e Robert Franks. Quattordici punti a segno in 109″ per il 41-45 con cinque minuti da giocare nel tempo.

Il Magic Moment si esaurisce, ma i padroni di casa riescono comunque ad incrementare il vantaggio con Dwayne Bacon e i liberi di Harris perché lo Struggle Moment dei lacustri, invece, perdura. Davis e Schröder combinano per cinque errori dal campo e quattro perse e solo grazie alla terza tripla di Kuzma e un paio di buone giocate di Drummond lo svantaggio non raggiunge la doppia cifra. 50-56 il punteggio a metà gara.

Regna l’equilibrio

La verosimile strigliata di coach Frank Vogel nell’intervallo sembra sortire gli effetti sperati. Nonostante qualche errore di Davis, l’attacco torna a produrre con il buon lavoro sotto le plance di Drummond e gli assalti al ferro di Kentavious Caldwell-Pope. Ma è soprattutto in difesa che i Lakers fanno la differenza: Magic costretti a due perse e altrettanti canestri dal campo. 60-61 dopo poco più di cinque minuti di gioco.

Il sorpasso siglato da Big Penguin ha l’effetto di scuotere Orlando, che smette di sparacchiare dalla lunga distanza trovando maggiore fortuna dal mid-range e nel pitturato. Gli angeleni sono imprecisi in attacco e mollano un po’ la presa in difesa, subendo così il mini-allungo dei padroni di casa: 65-71 con 3:09 sul cronometro.

Nel finale di quarto i gialloviola si affidano alle giocate di Kuzma ed Montrezl Harrell: il primo segna da tre e lotta a rimbalzo, il secondo sfrutta la maggiore mobilità contro Bamba e dopo due canestri completa anche il gioco da tre punti del sorpasso. Vantaggio che dura pochissimo, poiché Gary Harris in chiusura di frazione segna la tripla del 79-80.

La furia di Schröder, l’urlo di Davis

Dopo quelle iniziali di KCP e Kuzma, i Lakers hanno tentato altre ventidue conclusioni dalla lunga distanza segnandone solo tre. Per cui le due triple in avvio di ultimo quarto realizzate da Ben McLemore sono vera e propria manna dal cielo. Con i canestri di Young Sav e un paio di reverse layup del fin qui non pervenuto Talen Horton-Tucker i californiani provano a piazzare l’allungo decisivo: 94-89 a 7:41 dalla fine.

I Magic però sono intenzionati a vendere cara la pelle e restano attaccati ai californiani con un bel canestro di Bacon e una tripla di Cole Anthony. Tocca quindi a Dennis Schröder prendersi in mano la partita. Il tedesco gioca a due con Davis e segna un paio di jumper dalla media, oltre a punire con una rapida penetrazione una distrazione di Orlando. Dennis The Menace è inarrestabile e segna anche il floater che emotivamente chiude la gara: 104-96 a 2:57 dalla sirena.

Dopo aver segnato otto punti consecutivi, Schröder si mette al servizio dei compagni assistendo KCP sull’arco e Anthony Davis nell’angolo destro. The Brow, che nel possesso precedente aveva realizzato un difficile jumper in step-back da lontanissimo, festeggia la tripla a segno con un’esultanza liberatoria. Il tedesco e Anthony segnano i canestri che fissano il punteggio finale: 114-103 per gli angeleni che dopo tre sconfitte tornano al successo.

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📊 Stats & Box Score

Davis aumenta ancora il minutaggio (oltre 31) e chiude con 18 punti (8/15 dal campo e 1/2 dalla lunetta), 8 rimbalzi, 3 assist e 5 perse. Ottima prova per Schröder, che gestisce bene l’attacco e manda a referto 21 punti (10/18 al tiro con 1/3 da tre), 2 rimbalzi, 10 assist e 2 perse. Drummond (13+11 con 2 stoppate) lotta a rimbalzo, ma non aggiunge nulla soprattutto in difesa. Buona prova di Kuzma (14+7 con 4/6 dalla lunga distanza). Il rientrante KCP fatica a trovare ritmo in attacco e chiude con 2/6 da 3 per un totale di 10 punti a fine gara. Solo 12 minuti per McLemore, nel corso dei quali tira tutto il possibile chiudendo con 2/5 dal campo (solo triple) e 7 punti. 

Si rivede March-Harrell (18+5 con 7/10 dal campo), che riesce a mettere quella intensità che agli angeleni mancava. Caruso (7+2+2) non sfodera di certo la sua miglior prestazione della stagione ed è costretto ad uscire anzi tempo per un problema fisico. Brutta serata per Morris (2 punti e 3 rimbalzi), mentre non incide neanche THT (4 punti e 2 assist). DNP per Matthews e Gasol.

Okeke chiude con 18 punti, top scorer dei Magic. Altri 5 giocatori in doppia cifra per la squadra della Florida, 13 punti e due assist per Bacon, quasi doppia doppia con un 10+8 per Carter Jr., tanti tiri liberi ma scarsa precisione dal campo per l’ex Nuggets Gary Harris che chiude con 17 punti. Infine, il rookie da UNC, Cole Anthony, ha una buona prestazione balistica e finisce la gara con 15 punti e 7 assist, mentre il fresco vincitori del titolo di Gleague, Franks, in soli 16 minuti mette a segno 10 punti.

Box Score at NBA.com

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📺 Magic vs Lakers: Highlights

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🚦 Key Takeaways

Le impressioni sulla gara dell’Amway Center by Giuseppe Critelli.

Plus

Keep calm and give it to Dennis. Contributo fondamentale del tedesco negli ultimi minuti di una partita che era diventata complicata per i Lakers. Schröder si prende la squadra sulle spalle in the clutch e mette a referto 11 punti e 2 assist per le triple di KCP e Davis negli ultimi sei minuti di gioco. Sembra che con il passare degli incontri stia diventando il vero leader emotivo della squadra, in attesa del rientro di LeBron.

Ottima risposta di Harrell dopo il DNP contro i Mavs. Trezz tiene a galla i Lakers a cavallo tra terzo e quarto periodo con la sua solita energia e la sua capacità pressoché unica nella lega di produrre punti dalla “spazzatura”. Segno evidente che l’ex Clippers è sul pezzo e voglioso di dimostrare di essere un giocatore da contender.

9 rimbalzi offensivi e 19 second chance points sono la chiave del successo dei gialloviola in una partita in cui le percentuali da dietro l’arco sono state ondivaghe. Bene soprattutto Harrell con 4 rimbalzi offensivi catturati, ma anche Drummond e Davis hanno fatto un buon lavoro facendo valere la loro fisicità contro i malcapitati Carter Jr. e Bamba.

❌ Minus

I Lakers giocano un secondo quarto inquietante dove riescono nell’impresa più unica che rara di fare segnare 40 punti a questi Magic. Lasciano interdette soprattutto le palle perse collezionate da Davis, Caruso e Schröder, un concentrato di superficialità e deficit tecnici.

Che fine ha fatto il Markieff Morris che abbiamo ammirato e lodato fino a quindici giorni fa? Dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha costretto a saltare un paio di partite Kieff non sembra più se stesso. Impietose in particolare le percentuali da tre, crollate vertiginosamente negli ultimi match.

La difesa del pick and roll con Davis e Drummond è ancora un work in progress. Troppi errori di comunicazione e rotazioni tardive che spesso e volentieri spalancano le porte del ferro agli avversari. Molto meglio nel secondo tempo, ma Vogel dovrà lavorare per rendere questa coppia sostenibile ai playoff, quando i Lakers dovranno affrontare i migliori giocatori di pick and roll in circolazione.

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🗨️ Post Game Quotes

«Si tratta solo di essere professionisti, io sono uno che lavora duro.»

Harrell sulla nuova rotazione dei centri.

«Ho saltato 30 gare, penso di essere abbastanza riposato per giocare i back-to-back che rimangono da qui a fine stagione.»

Anthony Davis

«È veramente cresciuto nella sua mentalità da general floor.»

Vogel su Schröder

«Finalmente ha tirato sopra il 50% (ride).»

Vogel su Davis, ridendo

Kidd mi sta aiutando a comprendere al meglio il ruolo di point guard.

LeBron invece mi ha spronato ad essere più aggressivo.

Dennis Schröder

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🏆 Magic vs Lakers Game MVP

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📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (alle 1:30 italiane) tra Mercoledì 28 e Giovedì 29 Aprile per affrontare i Washington Wizards alla Capital One Arena.

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