Western Conference First Round, Game 2: Phoenix Suns (2) vs Los Angeles Lakers (7) at Phoenix Suns Arena

Secondo atto della sfida tra Los Angeles Lakers 💜💛 e Phoenix Suns, con i Campioni NBA chiamati al riscatto dopo la brutta prova di Gara 1. Dei temi, delle chiavi di lettura e degli aspetti tattici della serie ne abbiamo parlato nella ricca preview realizzata dalla crew di LakeShow Italia e nell’ultima puntata di Lakers Speaker’s Corner.

Tutti disponibili per i gialloviola, che confermano il quintetto composto da Schröder, KCP, James, Davis e Drummond. Williams è privo del solo Abdel Nader e replica con Paul, Booker, Bridges, Crowder ed Ayton.

🏀 Suns vs Lakers: Game Recap

Neppure il tempo di saltare per la palla a due e i californiani dimostrano di aver lavorato sulla disastrosa copertura del pick-and-roll degli ariżonési. Andre Drummond esegue uno show meno pronunciato per tornare velocemente sul bloccante, mentre Davis e James sembrano più attivi in aiuto. The Big Penguin è motivato e oltre alla solita dote di rimbalzi offensivi è attivo anche sulle linee di passaggio. Anche The Brow è subito aggressivo, forse persino troppo tanto da commettere un Flagrant 1 ai danni di Crowder dopo un jumper. I padroni di casa riforniscono Ayton sotto canestro, ma faticano contro l’aggressività degli angeleni. CP3 e compagni combinano per cinque perse, consentendo a LeBron e AD di schiacciare in transizione. 12-10 a metà quarto.

Oltre che sulla difesa, coach Frank Vogel apporta un altro aggiustamento intervenendo sulle rotazioni. Dopo l’ingresso di Kuzma, lo stint dei titolari viene allungato mentre dalla panca vengono scongelati anche Morris e Gasol. I gialloviola difendono bene ed attaccano meglio, andando a segno con sei giocatori diversi nella seconda parte della frazione. Marc Gasol dimostra quanto possa ancora incidere – con un minutaggio controllato – con un paio di rotazioni difensive da manuale, mentre in attacco fornisce spacing fondamentale andando anche a segno dalla lunga distanza. Phoenix fatica e si affida a Booker, che commette un altro paio di turnover ma riesce a procurarsi diversi viaggi in lunetta. James segna la tripla del 29-18 con poco più di un minuto sul cronometro.

Nel finale la qualità dell’esecuzione dei Lakers diminuisce e i Suns riescono a ridurre lo svantaggio con le giocate di Payne e del solito Book. Campioni NBA in vantaggio 30-24 grazie al dominio nel pitturato (+10) e alla capacità di convertire le palle perse (12 punti dai 7 turnover dei Suns).

2️⃣ Schröder respinge il rientro dei Suns

Come in una partita a scacchi, coach Monty Williams risponde alle mosse di Vogel provando ad allargare il campo e coinvolgere maggiormente Deandre Ayton; il bahamense (14 punti senza errori) sfrutta la sua mobilità per tagliare verso il ferro e fornire una ricezione ai compagni. Alcuni possessi a zona di Phoenix inceppano l’attacco lacustre, che sembra intenzionato a saggiare dalla lunga distanza la consistenza dei ferri dei padroni di casa. 35-34 con 6:45 sul cronometro, con L.A. capace di convertire solo 10 delle 42 triple tentate nei cinque quarti e mezzo disputati.

Con il rientro dei titolari i Lakers ritrovano consistenza in entrambe le fasi del gioco. Booker e Bridges vengono costretti all’errore, mentre Dennis Schröder tira fuori dalle secche l’attacco dei californiani. Dennis The Menace segna sette punti consecutivi, prima di imbeccare Davis sotto canestro. Chris Paul prova a rispondere, ma l’infortunio alla spalla sembra limitarlo. Drummond cattura un rimbalzo difensivo e sul ribaltamento di campo perfeziona un gioco da tre punti, completando la personale doppia-doppia in poco più di dieci minuti. 49-38 a 2:58 dall’intervallo lungo.

La fine del tempo è caratterizzata dalla sfida nella sfida tra Schröder e Payne. Il primo monopolizza l’attacco dei Lakers, segna quattro punti ma commette anche un paio di errori. Il secondo segna due liberi, stoppa il tedesco, spinge la transizione e realizza il layup che fissa il punteggio a metà gara: 53-47.

3️⃣ Booker ferma l’allungo dei Lakers

I gialloviola rientrano in campo determinati a mantenere il controllo della sfida. Con James al timone l’attacco è fluido e produttivo: il quattro volte MVP prima colpisce da tre, poi assiste nel pitturato Davis (and-one) e Drummond. Inoltre, i californiani continuano a difendere con intensità e costringono i Suns ad altre due palle perse. Schröder in transizione segna il 63-48 e costringe Williams al timeout dopo nemmeno tre minuti di gioco.

La sosta giova ai padroni di casa, che passano a zona e affidano il pallone tra le mani di Devin Booker. Il prodotto da Kentucky risponde presente e interrompe l’allungo angeleno con due jumper e un gioco da tre punti. I Lakers faticano e trovano solo un layup con Dennis The Menace. Ayton dimostra di non essere solo un lob threat, battendo dal palleggio Drummond. 67-59 con 5:26 da giocare.

Al rientro dal timeout, i lacustri sembrano disorientati tanto che non si avvedono dell’imminente infrazione di 24″. A scuotere i compagni è Alex Caruso, che al termine di una prolungata rotazione difensiva trova il tempo di contestare con successo Ayton vicino al ferro. Payne è indemoniato e segna altri cinque punti, mentre senza James l’attacco dei californiani fatica. Davis prova a salire di livello e dopo quattro liberi manda a bersaglio anche una tripla, AD poi stoppa Booker ma esagera in attacco con una cortissima conclusione da tre. The Brow si ravvede subito dopo, consegnando il pallone tra le mani di LeBron che colpisce dall’angolo. Phoenix però non è intenzionata a mollare e resta attaccata grazie a due triple di Cameron Johnson. 79-72 all’ultimo mini-break.

4️⃣ James e Davis decisivi nel finale

Galvanizzati dal pubbllico presente, la squadra della Valley of the Sun riesce ad alzare ulteriormente l’intensità. Dopo averne catturato uno in tutta la gara, i Suns conquistano due rimbalzi offensivi: Ayton arma Payne sul perimetro, mentre Crowder realizza un facile tap-in. I Lakers muovono la retina con Drummond e Caruso, ma Alex – di corsa dopo essere finito a terra nel pitturato – commette un fallo sulla tripla di Jae Crowder. 84-83 con poco più di otto minuti sul cronometro.

Gli angeleni faticano contro la zona, per cui Vogel rimette Gasol. Phoenix pareggia con una tripla di Cameron Payne e si porta in vantaggio con due schiacciate consecutive. L.A. trova una boccata d’ossigeno con la tripla di Gasol e due liberi di Schröder. Il rientro del tedesco è manna dal cielo per l’attacco dei Lakers, poiché Dennis riesce a mettere pressione al ferro e attirare i raddoppi della difesa, come nell’occasione in cui assiste la bimane di Davis. Dopo l’ennesimo canestro del prodotto di Murray State – per la gioia dei giovani podcaster – i lacustri rifiutano un paio di tiri aperti e perdono il possesso. Timeout Williams, 93-92 a 3:40 dalla fine della gara.

Vogel decide di chiudere la gara con l’attesa lineup composta da Schröder, Caruso, KCP, James e Davis. I cinque garantiscono versatilità e mobilità difensiva, consentendo una maggiore aggressività senza scoprire troppo altre porzioni di campo. Dal tanto odiato spot da “cinque” Anthony Davis rispolvera i gradi da runner DPoY. AD soccorre Alex in post stoppando Ayton, poi dopo il turnaround fadeaway di LeBron realizza dalla lunga distanza. The Brow strappa un pallone dalle mani di Payne, segna due liberi e spaventa Booker costretto alla persa. I gialloviola volano sul +8.

Durante il timeout, si vede James che prova a destare il titubante Kentavious Caldwell-Pope, reo di aver passato una tripla wide open (quattro errori dall’arco per Kenny). Dopo il viaggio di Booker dalla lunetta, LeBron James decide di lasciare il segno sulla partita in faccia all’amato Crowder: tripla spezzagambe per il 103-94 a 50″ dalla sirena. Phoenix lotta fino alla fine, ma deve piegarsi dopo la schiacciata liberatoria di Caruso. Davis e Book non sbagliano dalla lunetta per il 109-102 finale, serie in parità.

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📊 Stats & Box Score

La condizione ottimale è ancora lontana, ma ogni minuto che passa sul campo pare un toccasana per James. Il quattro volte MVP chiude con 23 punti (9/16 dal campo con 4/9 dall’arco), 4 rimbalzi, 9 assist, 1 persa e 2 recuperi. Nei primi due atti della serie 7/16 da tre per LeBron contro il 10/43 complessivo dei compagni. Si attendeva una risposta da Davis ed è arrivata, anche se non per tutta la durata della gara. AD chiude con 34 punti (7/15 al tiro, 2/4 da tre e 18/21 ai liberi), 10 rimbalzi, 7 assist, 1 persa, 3 stoppate e 1 recupero.

Gara ai livelli pre-covid per Schröder, autore di 24 punti (8/16 dal campo, 2/4 dall’arco, 6/6 dalla lunetta), 3 rimbalzi e 3 assist e in attacco alternativa fondamentale alle due superstar angelene. Miglior prova in gialloviola per Drummond, che mette a referto 15 punti con 7/11 al tiro, 12 rimbalzi, 2 recuperi e 1 stoppata. Serata no al tiro per KCP (0/4 da tre), comunque positivo in difesa. Dalla panca ottimo Caruso (4 punti con 1 stoppata), mentre Gasol (6+2+2 con 2/4 da tre) paga la fatica nella seconda parte di gara. Si vede poco Kuzma, mentre THT, Morris e Matthews hanno un minutaggio sotto i sei minuti. DNP per Harrell e McLemore.

Il top scorer dei Suns è Booker, autore di 31 punti (7/17 al tiro e 17/17 ai liberi). In doppia cifra anche Ayton (22+10 con 11/13) e Payne (19+3+7). Imprecisi Bridges (6+2+2 con 2/6) e Crowder (8+6+2 con 1/6 da tre). CP3 chiude con 6 punti, 3 rimbalzi e 5 assist in meno di 23 minuti.

Box Score at NBA.com

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📺 Suns vs Lakers: Highlights

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🚦 Key Takeaways

Le impressioni sulla gara della Phoenix Suns Arena by Giuseppe Critelli.

Plus

Lo scrivo subito a scanso di equivoci: non parlatemi più di doppio lungo e altre boomerate varie ed eventuali. I Lakers sono una squadra élite con Davis da 5. Le altre configurazioni sono solo robe per nostalgici/contentini per AD. E oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. I gialloviola cambiano passo nel finale di gara quando Vogel (finalmente) decide di andare con la death lineup composta da Schröder, Caruso, KCP, LeBron e Davis. Migliorano e di parecchio le spaziature consentendo a James e Davis di giocare in maniera più efficace il pick-and-roll. Il quintetto piccolo, inoltre, rende eccellente anche la comunicazione e l’intesa difensiva, con AD finalmente unica e vera ancora sotto canestro. C’mon, Frank.

Che ci frega di playoff Rondo, noi abbiamo Dennis The Menace. Nella preview della serie il nostro Luca, per distacco il più saggio del gruppo, aveva individuato nella velocità delle guardie californiane un rebus irrisolvibile per i Suns. E così è stato stanotte, a maggior ragione con un Paul a mezzo servizio. Per tre quarti di gara Schröder ha attaccato con costanza e decisione sia Booker che Paul creando punti facili e preziosi nel pitturato. Se i Lakers vogliono vincere questa serie hanno bisogno della versione aggressiva e sfacciata del tedesco.

In Gara 1 la strategia difensiva su Booker era stata quanto meno rivedibile. Questa volta Vogel apporta i dovuti aggiustamenti facendo vedere a Book tante difese diverse. In particolare in avvio i Lakers sono bravi a lottare sui blocchi che solitamente liberano la guardia dei Suns e sono attivi sulle linee di passaggio. Nel solo primo quarto la squadra di Vogel è riuscita a generare ben 7 palle perse, tre delle quali arrivate proprio da Booker, segno evidente che questa volta i Lakers erano sul pezzo e concentrati nella propria metà campo.

❌ Minus

È arrivato quel momento dell’anno in cui KCP si dimentica come si tira? Dopo la brutta prova di Gara 1, Caldwell-Pope prosegue nel suo mini slump con una prestazione da 0 punti e 0/4 da tre. Ma ancora più delle percentuali, preoccupa la sua costante riluttanza nel prendersi le triple aperte generate dall’attacco. Stanotte lo abbiamo visto esitare diverse volte e LeBron non ha mancato di farglielo notare. «I want you to shoot» dice James. Ci uniamo anche noi al coro.

I Lakers erano totalmente in controllo della partita a metà del terzo quarto, ma sono riusciti a rimettere in carreggiata dei Suns privi di Paul con una serie di raddoppi su Booker a mio avviso inspiegabili e una difesa del pick-and-roll guidato da Payne abbastanza sospetta. A questo si aggiunge la solita passività offensiva. Troppo spesso i Lakers si accontentano di jumper fuori ritmo facendo il gioco degli avversari. Questa versione dei Suns senza Paul deve essere battuta dai Lakers, e anche con discreta facilità. Vedremo cosa accadrà nelle prossime partite.

Sono pronto ad offrire metà del mio stipendio cit. a chi riesce a spiegarmi in maniera convincente le rotazioni di Vogel. Tre minuti a Morris nel primo tempo, 5 ad THT, 4 a Matthews e a mio avviso qualche minuto di troppo a Gasol nell’ultimo periodo. Siamo ai playoff ma sembra che Vogel sia ancora nella fase degli esperimenti. Gli infortuni sono sicuramente un’attenuante, ma i Lakers non possono permettersi questa discontinuità negli uomini e nelle soluzioni offensive e difensive.

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🗨️ Post Game Quotes

«Davis si è impegnato molto, non si è accontentato del jumper ma ha corso per il campo, attaccando il pitturato con e senza palla. Ha disputato un’ottima gara.»

«Dennis ha sostenuto il nostro attacco nel momento del bisogno, indubbiamente è stata la sua migliore gara dopo la sospensione. Anche Drummond è stato positivo, ho voluto sempre lui o Gasol in campo per controllare al meglio i rimbalzi.»

Frank Vogel

«Siamo rimasti concentrati, senza fare drammi. Abbiamo già affrontato situazioni del genere, per cui non c’è stata nessuna reazione esagerata. Stiamo crescendo partita dopo partita, più tempo passiamo insieme sul campo più migliorerà il nostro gioco.»

«Dobbiamo cercare di non dilapidare il vantaggio costruito, ma abbiamo reagito bene.»

«Personalmente sono rimasto a riflettere in hotel, ho ascoltato della musica e mi sono rilassato. Non ho visto neppure LeBron.»

Anthony Davis

«Prestazioni come questa sono nel DNA delle squadre vincenti. E noi lo abbiamo.»

LeBron James

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🏆 Suns vs Lakers: Game MVP

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📅 Next Game

Gara 3 tra Los Angeles Lakers e Phoenix Suns è in programma nella notte (alle 4:00 italiane) tra Giovedì 27 e Venerdì 28 Maggio allo STAPLES Center.

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