You don’t need this disease, not right now
No, you don’t need this disease
Not right now, no, no, not right now

Da leggere ascoltando Bullets (2005) degli Editors.

Dopo il successo dei Phoenix Suns in Gara 1, i Los Angeles Lakers hanno pareggiato in Gara 2. Nel primo atto della serie in California, i gialloviola si sono portati sul 2-1 dominando la sfida nel secondo tempo. In Gara 4, la franchigia dell’Arizona ha ristabilito l’equilibrio, capitalizzando l’uscita per infortunio di Anthony Davis.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

🤙🏻 Better Call Gasol

by Giuseppe Critelli

È difficile trovare delle buone notizie nella sconfitta dei Lakers in una Gara 4 caratterizzata principalmente dall’infortunio di Anthony Davis. C’è però un giocatore che, specie nell’ultimo quarto, ha dimostrato di poter essere molto utile alla causa gialloviola , a maggior ragione ora che AD sarà ai box. Stiamo parlando ovviamente di Marc Gasol.

Spacing the floor

I Lakers stanno soffrendo tantissimo il lavoro di DeAndre Ayton sotto canestro che con le sue lunghe leve e la sua mobilità riesce a negare la via del ferro a James e Davis. Con il bahamense in campo i Suns hanno un Net Rating di +4.2 nella serie, mentre con il prodotto di Arizona in panchina Phoenix perde la sfida con L.A. addirittura di 14.7 punti per cento possessi.

La maggior parte dei minuti di Ayton (71 su 83) arriva con Andre Drummond sul parquet. E questo fin qui ha rappresentato un grande vantaggio per la strategia difensiva di Monty Williams. La presenza ingombrante dentro l’area dell’ex giocatore dei Pistons, infatti, consente ad Ayton di stazionare agevolmente sotto canestro e portare aiuti con tempi rapidi.

Con Marc Gasol in campo la situazione cambia, e di parecchio.

Ayton si stacca per aiutare su Davis in isolamento contro Booker. Con Drummond in campo i Lakers hanno maggiore difficoltà a punire gli aiuti del numero 22.

Il catalano è l’unico centro gialloviola in grado di agire dietro la linea da tre punti, con annessi vantaggi in termini di spacing. Gasol offre una valvola di sfogo sia a Davis quando viene raddoppiato in isolamento che a James in situazioni di pick-and-roll.

In questa serie è evidente la differenza di rendimento dell’attacco dei Lakers con un lungo in grado di spaziare il campo. Per rendere l’idea, con LeBron James come power forward e Gasol come centro i Lakers hanno un Net Rating di +35 e con Davis da 5 saliamo a +42.

LeBron cerca il mismatch, Ayton percepisce il pericolo e non abbandona l’area. Gasol fa pagare questa scelta al centro bahamense con uno swish da tre.

La presenza di un giocatore come il catalano capace di punire dall’arco (60% da tre contro i Suns) libera l’area alle incursioni di James. Nell’ultimo periodo di Gara 4 abbiamo visto un LeBron più deciso nel cercare gli accoppiamenti favorevoli ed attaccare il canestro. Merito anche della strutturazione cosiddetta five out e della gravity generata da Gasol che porta inevitabilmente Ayton sempre un paio di passi fuori dal pitturato.

Probabilmente vedremo questa versione di James in gara 5. O almeno questa è la speranza dei tifosi Lakers.

L’ex giocatore dei Raptors non deve necessariamente essere coinvolto nell’azione primaria per portare vantaggi, ma le sue doti come facilitatore si stanno rivelando parecchio utili quando in campo ci sono giocatori come James e Caruso molto abili a muoversi senza palla.

LeBron è il bersaglio preferito di Marc quando riceve palla dal gomito.

Figure out the pick-and-roll

Se i vantaggi forniti dal catalano nella metà campo offensiva sono indubbi, diversi analisti hanno maggiori perplessità circa il suo possibile contributo nella metà campo difensiva.

Gasol quest’anno ha sofferto contro guardie veloci ed esplosive che non hanno paura di buttarsi contro di lui in penetrazione. Lo stesso Cameron Payne, non esattamente un top del ruolo, lo ha messo parecchio in difficoltà in Gara 2 sfruttando la velocità di piedi dell’ex difensore dell’anno che non è più quella dei tempi migliori (eufemismo).

Difesa enciclopedica di Matthews e Gasol. Wes porta Booker verso l’aiuto e Marc è bravissimo a negare il passaggio a Ayton e a chiudere lo spazio per il tiro. Risultato: palla recuperata Lakers.

Nelle ultime partite, però, compresa Gara 4, Gasol ha mostrato delle letture interessanti sul pick-and-roll giocato dai Suns. Al di là delle cifre che ci raccontano di 3 stoppate e 1 rubata totalizzate nell’ultimo episodio della serie, lo spagnolo sembra aver compreso quali devono essere i tempi di uscita dopo il blocco portato da Ayton e quali sono i movimenti che prediligono Booker e Paul.

Entrambi, infatti, tendono a muoversi in orizzontale per prendersi il tiro dal mid range oppure per aumentare lo spazio di visione che consentirà loro di servire il rollante. Marc ha letto questa situazione più volte nell’arco dell’ultimo match ed è riuscito addirittura a stoppate un palleggio, arresto e tiro di CP3, cosa tutt’altro che banale anche contro una versione acciaccata di Paul.

Con la probabile assenza di Davis in gara 5 è auspicabile un maggiore impiego di Gasol, soprattutto con LeBron in campo.

L’autonomia del catalano è limitata, ormai lo sappiamo. Ma adesso è arrivato il momento di tirare fuori qualcosa in più, ovvero quello che solo i grandi campioni come Marc Gasol possono dare.

⏩ Seven Seconds or Less

by Luca Novo

Gara 4 tra Lakers e Suns passerà inevitabilmente alla storia come la partita dell’infortunio di Anthony Davis. L’uscita dal campo di The Brow senza ombra di dubbio ha condizionato l’esito dell’incontro e molto probabilmente dell’intera serie, ma va dato merito a Devin Booker e compagni per aver colto l’occasione favorevole.

Una chiave del successo dei ragazzi di coach Williams, secondo la tradizione storica della franchigia dell’Arizona, è stata la volontà di attaccare nei primi secondi dell’azione non appena ce ne fosse la possibilità. I dati relativi alla transizione evidenziano tale scelta: il 25% delle azioni dei Suns sono arrivate in contropiede, dato che corrisponde al massimo di tutta la stagione.

La strategia ha sorpreso i gialloviola , miglior squadra NBA in stagione regolare per punti subiti per possesso in contropiede (1.15). L’idea può apparire controintuitiva, ma alla fine si è rivelata vincente soprattutto se consideriamo la fatica fatta dall’attacco guidato da Chris Paul a difesa schierata (0.87 punti per possesso nei cosiddetti halfcourt sets, solo Miami ha fatto peggio tra le squadre al primo turno dei Playoff).

Big and Slow

I Suns hanno svelato le loro intenzioni fin dal primo possesso della gara, con una schiacciata in contropiede di DeAndre Ayton servito da Booker.

Dopo l’errore al tiro di Davis, Paul recupera il rimbalzo e spinge il contropiede. Drummond resta sotto il canestro, Ayton sprinta lungo la fascia centrale e Booker è bravo a servire il rimorchio del proprio centro per due puti facili.

L’idea di coach Williams è stata quella di attaccare una debolezza strutturale dell’attuale versione dei Lakers, sfruttando l’atletismo del proprio centro. Andre Drummond nei primi tre episodi della serie è stato una costante minaccia a rimbalzo, ben 17 complessivi, ma la sua continua ricerca dell’extra possesso, unita a una velocità di base inferiore rispetto al pariruolo avversario, ha fatto sì che fosse sempre un passo indietro ad Ayton nelle transizioni difensive.

Con Gasol in campo le cose sono migliorate dal punto di vista delle letture e del posizionamento, ma il catalano paga una maggiore lentezza rispetto al compagno e una minore resistenza aerobica dopo alcuni minuti sul parquet. In tale contesto non hanno aiutato le condizioni fisiche di James e Davis e l’assenza di Kentavious Caldwell-Pope: le due stelle, per scelta, hanno cercato di limitare gli sprint verso la propria area, mentre KCP è un giocatore molto abile a correre all’indietro e capire come accoppiarsi difensivamente.

Il Secondo Quarto

Nella seconda frazione della partita i Suns sono rimasti in partita riuscendo ad allungare di 4 lunghezze all’intervallo lungo proprio grazie al ritmo alto.

Dopo una prima frazione in cui le difese l’hanno fatta da padrone e terminata sul 24-23, nei primi minuti del secondo quarto di gioco i Lakers parevano poter creare un parziale decisivo e prendere in mano la gara. I gialloviola si sono portati sul +11 dopo 3 minuti di gioco grazie a un canestro di Kuzma, ma Phoenix ha risposto subito con un canestro in velocità da rimessa dal fondo.

Chris Paul alza subito il ritmo nonostante il canestro subito e apre per Cam Payne. Il prodotto di Murray State approfitta dell’indecisione di McLemore e va immediatamente al ferro per due in layup.

I Suns hanno vinto il parziale per 31-26 grazie a ben 19 punti arrivati nei primi secondi dell’azione. I ragazzi di Frank Vogel, oltre ai già citati problemi riguardanti la strutturazione big, hanno commesso molti errori di concentrazione. Troppo spesso nessun giocatore ha fermato la palla dopo il rimbalzo difensivo e la comunicazione nel correre indietro è stata pessima.

Drummond finisce a terra dopo l’errore, Paul riceve il passaggio da Ayton e può salire il campo indisturbato. Davis, Matthews e McLemore non sono ben posizionati e per CP3 è semplice armare la mano di Crowder per 3 punti.

Le triple più importanti del parziale e probabilmente della partita a livello emotivo le ha segnate Mikal Bridges, due azioni che non nascono da contropiede ma da early offense. L.A. si riporta sul +4 dopo la splendida combinazione in campo aperto tra Alex Caruso e James, ma da canestro subito Phoenix attacca immediatamente e il numero 25 colpisce dall’arco spezzando l’inerzia per i padroni di casa. Il secondo bersaglio arriva dall’angolo sul finale del quarto, con i gialloviola 4 vs 5 a causa di Davis fermo in attacco dopo l’infortunio.

I due canestri di Bridges mostrano l’attitudine dei ragazzi di Williams di non scoraggiarsi e rispondere immediatamente alle giocate avversarie. Il +4 all’intervallo ha dato la spinta decisiva ai Suns per chiudere la partita nel terzo periodo.

Con la serie sul 2-2, Davis fuori dai giochi e lo svantaggio del fattore campo, il primo turno di playoff si complica per James e compagni. Tra i vari aggiustamenti che dovrà necessariamente fare coach Vogel, merita attenzione la difesa alla transizione di Phoenix. La difesa schierata gialloviola ha mostrato di poter reggere l’urto dell’attacco di Booker e compagni, ora l’imperativo è non lasciarli correre.

🏀 Series Coverage

Suns vs Lakers, la preview di LakeShow Italia

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