Come in ogni free agency che si rispetti, le strade dei Los Angeles Lakers si incrociano continuamente con quelle di ogni stella o pseudo-tale, che sia in scadenza di contratto oppure no poco importa. Il peso di un big market come quello gialloviola è troppo importante per non farla da padrone nella sonnacchiosa estate olimpica.

DeRozan & Dinwiddie: Homecoming

Dopo il corteggiamento a DeMar DeRozan fallito nella aestas horribilis del 2016, lo scorso Novembre Kevin O’Connor di The Ringer riportò una presunta trade che avrebbe coinvolto Kyle Kuzma e Danny Green. Meno di un anno dopo, il nativo di Compton (poco meno di 20 km dallo STAPLES Center) viene nuovamente avvicinato ai Lakers.

Per Brad Turner del Los Angeles Times, DeRozan sarebbe interessato a tornare a casa, dicendosi disponibile ad un sostanziale ridimensionamento del suo ingaggio pur di giocare con gli angeleni. DeRozan, unrestricted free agent, nell’ultima stagione con i San Antonio Spurs ha guadagnato 27.7 milioni di dollari.

Tuttavia, il fit di DeMar nei Lakers di LeBron James non appare dei migliori. Nelle 881 gare disputate tra Canada e Texas, il 31enne ha tentato appena 1.282 triple convertendole con il 28.1%. E nel triennio alla corte di Pop, tentativi e percentuali sono ulteriormente calati. Inoltre, DDR non è esattamente un mastino difensivo, come testimoniato dal Net Rating neutro o negativo delle ultime stagioni.

Ma al giusto prezzo, il prodotto dell’Università della Southern California potrebbe aggiungere skill utili alla squadra di coach Frank Vogel. L’ex Trojans è reduce dalla miglior stagione per assist serviti (6.9 a partita) abbinata ad un eccellente Assist to Turnover Ratio (3.5, undicesimo in NBA). DeRozan quindi potrebbe essere un valido creatore di gioco per sé ed i compagni, soprattutto alla guida della second unit.

Secondo Turner, anche Spencer Dinwiddie avrebbe espresso il desiderio di accasarsi con i Lakers. L’atleta dei Nets ha declinato la player option da 12.3 milioni di dollari, diventando unrestricted free agent. Dinwiddie ha saltato praticamente tutta la scorsa stagione a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Spencer – anch’egli angeleno – ha caratteristiche analoghe a quelle di DeRozan, anche se complessivamente appartiene ad un tier inferiore.

Allo stato attuale, al netto di trade o mancati rinnovi – i Lakers potrebbero offrire la mini mid-level exception, pari a circa 5.9 milioni di dollari. Basterà per far tornare a casa i nostalgici di L.A.?

Westbrook & Lowry: Trading Places

Un altro figlio della Città degli Angeli è Russell Westbrook. Secondo Marc J. Spears di The Undefeated, i Lakers avrebbero incluso il nativo di Long Beach tra gli obiettivi papabili della free agency. Il pacchetto che i californiani avrebbero offerto ai Washington Wizards comprenderebbe Dennis Schröder, Kuzma e Talen Horton-Tucker.

Un rumor tanto polarizzante quanto difficilmente concretizzabile, sia per la complessità della sign-and-trade che dovrebbe essere costruita, sia per la coesistenza in campo di The Brodie con le superstar degli campioni 2020. Westbrook non è un tiratore e la convivenza con James appare complessa come quella vista a Houston con Harden.

Mr. Tripla Doppia indubbiamente aggiungerebbe fisicità e velocità, oltre ad essere potenzialmente il leader dei quintetti senza LeBron. Appare però poco convincente l’eventuale scelta di perdere tre elementi importanti della rotazione per un innesto di valore ma arduo da gestire.

I gialloviola potrebbero offrire ai Toronto Raptors gli stessi asset al fine di portare a Los Angeles Kyle Lowry. Infatti nel sopracitato report, Turner ha aggiunto che il sei volte All-Star sarebbe interessato ad indossare la canotta dei Lakers nonostante l’accordo sfumato nell’ultima trade deadline. Se dal punto di vista tecnico l’innesto di Lowry sarebbe sicuramente superiore a quello di Westbrook, contrattualmente ci sarebbero maggiori difficoltà poiché Kyle è in scadenza di contratto e non sono trapelati rumor sulla volontà di ridursi l’ingaggio.

CP3: Stand by Me

Tra figlioli aspiranti prodighi e matrimoni sfumati ai piedi dell’altare, un clamoroso happy ending – dieci anni dopo – sarebbe quello tra Lakers e Chris Paul. È ancora Spears nel suo report a indicare CP3 come point guard dei sogni dell’amico LeBron.

Dopo aver eliminato James al primo turno ed essersi arreso in sei gare nelle NBA Finals, Paul – la cui famiglia vive ad L.A. – deve decidere se esercitare o meno l’opzione da 44.2 milioni di dollari per la prossima stagione. Chris potrebbe andare alla ricerca di un contratto pluriennale con una riduzione dell’ingaggio, ma sicuramente maggiore di quanto gli angeleni potrebbero offrire.

Il prodotto di Wake Forest ha le caratteristiche tecniche e anagrafiche perfette per accompagnare James nell’ultima run verso l’anello, avendo dimostrato quest’anno di avere ancora molte frecce al proprio arco. Mentre sarebbe affascinante chiudere il cerchio dopo la trade sfumata nel 2011, anche se i mai scaramantici tifosi gialloviola tremano al ricordo di quando un altro fenomeno lasciò l’Arizona per la California. 🦉

Pur sapendo che spesso i rumor escono dagli stessi agenti al fine di aumentare il potere contrattuale dei propri assistiti, è evidente che i Lakers sono interessati ad acquisire una point guard che possa alleggerire James e Davis dal peso dell’attacco. Anche se non è da escludere che quando tutto il fumo si dissiperà, l’unico arrosto sulla tavola angelena sarà quello in salsa tedesca.

NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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