In una offseason movimentata, i Los Angeles Lakers hanno dato priorità ad una specifica caratteristica: fare canestro. Tra i nuovi arrivati c’è Kendrick Nunn, una delle firme più intriganti della free agency per caratteristiche tecniche e capacità. Potenziale, a mio modo di vedere, ancora inespresso ma che si porta dietro anche tanti dubbi.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

Right place, right time

La carriera al college del nuovo numero 12 gialloviola è stata a dir poco complessa. Trasferitosi da Illinois ad Oakland in seguito ad una accusa di violenza domestica – della quale ammette di essere colpevole – le sue quotazioni al Draft 2019 crollano al punto da farlo terminare undrafted.

Deal temporanee, G League e poi la chiamata degli Heat; il posto probabilmente migliore per un giocatore dall’evidente talento ma che necessitava di una struttura in cui potersi esprime al meglio ma che lo tenesse sotto controllo.

Un primo anno a Miami fantastico culminato con l’inserimento nell’All-Rookie First Team e con la ciliegina sulla torta della partecipazione alle NBA Finals nella bolla, a cui segue una seconda stagione meno scintillante cosi come per tutto il team guidato da coach Erik Spoelstra.

Kendrik Nunn è una combo guard che all’occorrenza può creare per i suoi compagni, pur non essendo propriamente élite nel fondamentale. Se generare per gli altri non è il piatto forte della casa, l’abilità di essere pericoloso dal palleggio è invece la portata principale.

Gli 1 contro 1 chiusi con conclusioni al ferro o pull up sono le armi principali di un attaccante che è mancato tanto di Lakers nelle ultime due stagioni. La pericolosità da oltre l’arco (38.1% nella passata stagione) è l’altro elemento che rende l’ex Heat un fit potenzialmente ottimale in molte delle lineup che coach Frank Vogel schiererà nella prossima stagione.

Pericolosissimo con la palla in mano, Nunn sorprende però anche per l’efficacia off the ball.

Finta di blocco sulla palla, flare per Robinson e mani pronte per la ricezione sul lato debole: canestro per Nunn.

On/Off The Ball: cosa farai Frank?

Terminato l’effetto sorpresa, Nunn si è assestato nell’anno da sophomore al ruolo di slasher dalla panchina. 14.6 punti per allacciata di scarpe ed il compito di cambiare il ritmo offensivo dell’attacco degli Heat. Con lui in campo la squadra della Florida viaggiava con quasi 3 punti in più per cento possessi.

Cercando di individuare i play type in cui K9 è stato più efficace, balza all’occhio che ha generato 1.21 punti per possesso nelle situazioni di spot up e 0.83 nelle situazioni in cui ha gestito il pick-and-roll. Rispettivamente 88%ile e 47%ile. Ve lo aspettavate?

Quest’ultimo numero sorprende in un certo senso, ma approfondendo l’analisi e supportandola con delle clip si evince come K-Nunn abbia istinti off the ball interessanti anche se non sempre da primo della classe.

Sfruttando il lavoro da bloccante di Robinson e Olynik, Nunn può tagliare il campo ed essere pronto a ricevere per una tripla sostanzialmente aperta.

Il ball movement di Miami ha sicuramente aiutato l’ex Golden Grizzlies a segnare tante triple wide open, ma la sua capacità di rilocarsi per migliorare la linea di passaggio dei compagni è sorprendente.

Con la palla che si abbassa durante l’esecuzione del pick-and-roll e Pritchard che si muove per aiutare, Nunn correttamente spazia all’indietro per offrire un passaggio al compagno che culminerà con un canestro da tre punti.

Probabilmente lo staff californiano ha visto in Kendrick un giocatore con una buona capacità di generare attacco anche senza palla in mano, che gli permetterebbe di giocare insieme a LeBron James più di quanto si possa pensare.

L’efficacia del gioco senza palla del nuovo acquisto passa anche tra le mani di Vogel, poiché non sempre le letture del quattro volte MVP montano da solo un attacco. La necessità di poche semplici situazioni in cui giocatori come Nunn si devono muovere tanto e leggere poco è necessaria:

Stagger: semplice ed efficace, Nunn può rendere bene in situazioni di questo tipo.

Se la sorpresa del gioco off the ball è un piacere, le letture sul pick-and-roll sono ancora tutte da costruire. Ma droppare contro la PG da Chicago non è una buona idea:

Pick-and-roll, snake e sul drop morbido mid range a segno.

La costruzione per i compagni, come già detto, non è la specialità della casa. Nunn è, e resterà principalmente un attaccante con o senza pallone; gli assist a partita non hanno mai superato i 3.5 ed in generale la percezione è che non abbia le letture adatte ad essere un creatore per i compagni rilevante.

Una considerazione da fare è che pero’ l’ex Heat potrebbe condividere molti minuti con Anthony Davis o Dwight Howard. In questo caso la necessità che veda i compagni muoversi verso il ferro o nel dunker spot è primaria importanza:

Il primo passo efficace sia nei giochi a due che in situazioni dinamiche permettono spesso a Nunn di prendere vantaggio. Se impara a trasferire il vantaggio sopra o vicino al ferro ai suoi lunghi può creare situazioni pericolose in cui i big dei Lakers possono sguazzare.

Almeno la sufficienza!

In una annata in cui i Lakers dovranno completamente ricostruire la difesa point of attack, non toccherà sicuramente a Kendrick ricoprire quel ruolo. L’eye test ci racconta di un giocatore si veloce ma non troppo concentrato sulla palla. La sua scarsa concentrazione combinata ad una stazza non esattamente super, spiega le difficoltà nel difendere le situazioni sulla palla compreso il pick-and-roll (0.91 PPP concessi, 3%ile).

Diverso il discorso off the ball dove, come spesso succede con i giocatori giovani, la sua attenzione per le linee di passaggio è alta ma anche potenzialmente dannosa perché non sempre riesce a recuperare il pallone, ma se ci riesce:

Finta di aiuto e lettura del passaggio, pessimo, di Lopez: defense to offense.

Considerato il numero di possessi più elevato in cui è stato coinvolto (242 contro i 156 del pick-and-roll), Nunn tendenzialmente difende meglio nelle situazioni spot up. I punti concessi per possesso sono simili (0.97) ma il percentile in cui ricade è decisamente migliore (68%ile).

Sixth Man

Considerati i valori di attacco e difesa nelle situazioni on e off the ball, Kendrick potrebbe essere il primo cambio dei Lakers ed integrare l’attacco specialmente nei minuti in cui Russell Westbrook è seduto sul pino. A Miami ha giocato in media 29 minuti con uno usage del 22% circa. Per la sua prima annata in gialloviola mi aspetto un minutaggio simile e uno usage inferiore, considerati i compagni ingombranti che troverà al suo fianco. Se dovessi provare a predire un numero, mi aspetto che il valore dello USG si attesti intorno al 18%.

È legittimo aspettarsi molto dalla firma più costosa della free agency dei Lakers; ed è auspicabile che Nunn possa essere un terminale offensivo di riferimento specialmente nelle serate in cui load management o infortuni fermeranno James e/o Westbrook. Le attese sono alte così come la ressa nel backcourt angeleno, ma se Kendrick riuscirà a non essere dannoso in difesa non mi meraviglierei fosse il sesto uomo dei Lakers 2021 e che possa ambire a qualche apparizione nelle closing lineup.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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