Novembre 2007: Brian Cook e Maurice Evans finiscono ad Orlando per un 23enne di Miami di nome Trevor Ariza. That’s how it started.

I primi sei mesi del prodotto di UCLA con i Los Angeles Lakers non sono esaltanti nonostante diversi flash interessanti; una mano rotta purtroppo frena l’ascesa di Trevor che sarà costretto a vedere i playoff da casa e dovrà assistere da spettatore alla sconfitta di Kobe, Gasol e Phil Jackson contro gli odiati Boston Celtics.

Nel 2008/09 Ariza, finalmente sano, diventa un elemento fondamentale di quella squadra. Parte dalla panchina per portare difesa ed atletismo ed in un inatteso crescendo gioca una finale NBA da urlo, segnando 11 punti per gara e risultando il miglior tiratore da 3 per i Lakers.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

This is how is going

Agosto 2021: Trevor è oggi un giocatore diverso, veterano affermato ed apprezzato e non più un giovane arrivato quasi per caso sul palcoscenico di Hollywood.

Tanti anni e tante casacche diverse per l’ex Bruin prima di un ritorno a Los Angeles concretizzatosi in seguito al corteggiamento che Rusell Westbrook ha messo in piedi appena atterrato in California. Tralasciando la carta d’identità, Ariza è un giocatore che per le sue caratteristiche tecniche serve come il pane a questi Lakers. Nei suoi anni migliori, infatti, Switchblade è stato un 3-and-D di spessore con una stazza adatta ad essere il complemento per la maggior parte delle stelle NBA.

Ma chi è Trevor Ariza oggi? O meglio, quanto ancora ha da dare un giocatore avanti con gli anni e con appena il 50% delle partite giocate nelle ultime due stagioni?

Minimo Usage, massima resa

Nonostante i tifosi dei Lakers ricordino soprattutto l’Ariza tiratore della finale contro Orlando, la realtà è che l’ex Heat non è mai stato un cecchino. Al di fuori del breve periodo con Portland – dove sembrava rinato – e della sua seconda stagione agli Wizards, Trevor non è mai andato oltre il 37% da tre.

Prevedere quale possa essere il contributo del nativo della Florida è un bel rebus. L’esplosività dei bei tempi è andata, ma in un sistema LeBron/Russell-centrico spaziare sui drive and kick per tirare o attaccare le rotazioni sarà il task primario per il nuovo #1 angeleno.

Nella scorsa stagione, anche se con un campione non estremamente significativo, Ariza ha messo su 0.94 PPP nelle situazioni spotup. Un livello di efficienza accettabile per aprire un minimo il campo per gli shot-creator gialloviola e costringere gli avversari dei Lakers a fare dei closeout profondi.

La capacità di offrire un target per gli attaccanti, sia sul lato debole che su quello forte, sarà importantissimo per equilibrare l’attacco gialloviola.

Proprio l’attacco ai closeout è un elemento su cui Frank Vogel dovrà cercare di lavorare: disegnare situazioni in cui gli uomini senza palla giocano insieme per creare dei vantaggi sarà fondamentale per colmare le lacune atletiche di chi, come Trevor, ha ormai “perso un passo”.

Ariza blocca sulla palla e spazia nel buco creato dal secondo gioco a due tra Nunn ed Adebayo, nello spazio creatosi può ricevere, leggere l’aiuto e attaccarlo in controtempo.

Analizzando i playtipe, e considerando più stagioni, i possessi in transizione sono la situazione di gioco più utilizzata dal prodotto di UCLA. La percezione è che un giocatore avanti con gli anni non possa essere più un contributor fondamentale quando si tratta di correre su e giù per il campo. Trevor, però, non sarà più un rim-runner ma sicuramente continua a muoversi bene in early offense.

Riempe la corsia, riloca sfruttando il blocco di Bam e colpisce dall’angolo in 6 secondi.

Main Reason

La ragione per cui i Lakers hanno firmato Trevor Ariza risiede però principalmente nelle sue abilità difensive. Negli anni le letture nella propria metà campo e la comprensione del gioco sono aumentate tantissimo.

La speranza del coaching staff è di potergli affidare le big wing avversarie in single coverage e di avere un buon contributo in aiuto, sia al ferro che sulle linee di passaggio.

Dalle clip è evidente come le palle rubate, una volta figlie dell’atletismo, ora nascono soprattutto da letture e posizionamenti in anticipo.

Credo che Ariza possa ancora contribuire in difesa, ma allo stesso tempo penso che le aspettative debbano essere “tarate” in base allo stato fisico attuale. É molto probabile che gli assignment più complessi in single coverage saranno divisi tra Trevor e Kent Bazemore, specie in regular season.

L’idea sarà sicuramente quella di ridurre al minimo i compiti difensivi da affidare a James, lasciando a LeBron la libertà di fare da “safety” in aiuto e di scegliere quando spendere il gettone contro le star avversarie. Una formula che del resto ha già funzionato nel 2019/20.

La sensazione inoltre è che Vogel chiederà ad Ariza quanto chiesto a Danny Green nei suoi primi Lakers. Anche se più grosso, Ariza è meno efficace in termini di rim protection rispetto a Green, sarà fondamentale quindi che le letture in anticipo mostrate sulle linee di passaggio si “traslino” anche nelle situazioni di aiuto al ferro.

Closing Man

Il ruolo di Trevor Ariza nei Lakers 21/22 sembra abbastanza chiaro: uscirà dalla panchina. Le probabilità che faccia parte della lineup conclusiva è però secondo me alta.

Non è questa la sede dove affronteremo il discorso delle linuep conclusive, ma considerate le tre stelle in campo i need da colmare sono tiro e difesa. Ariza, se sano, può contribuire a ridurre entrambi i gap identificati, ma il SE che avete appena letto è molto molto grande.

Fatte tutte queste valutazioni io sono personalmente molto contento della firma di Ariza, giocatore che ha avuto un impatto importante per questa franchigia e che spero possa giocarsi l’ultima cartuccia per un bis gialoviola.

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