Key Takeaways Game 9: Los Angeles Lakers vs Oklahoma City Thunder. In copertina: Austin Reaves and Russell Westbrook, Los Angeles Lakers vs Oklahoma City Thunder at Staples Center on November 04, 2021 in Los Angeles, California. (Marcio Jose Santos, AP Photo)

I Los Angeles Lakers riescono nell’impresa di sprecare un altro cospicuo vantaggio contro gli Oklahoma City Thunder, che si confermano la bestia nera degli angeleni di questa prima parte di stagione.

Il recap della partita:

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.

✅ Lakers vs Thunder: i Plus

E’ molto complesso trovare tre aspetti per cui sorridere dopo la disastrosa prestazione dei ragazzi di coach Vogel.

🎸 Austin Reaves

All’interno di un roster composto da ultra-trentenni l’unico che sta in campo da veterano è il rookie undrafted da Okhlahoma. Austin Reaves è un giocatore vero, non sbaglia le scelte, è sempre al posto giusto, è solido nei fondamentali in entrambi i lati del campo e nel finale sembra il più lucido tra i padroni di casa.

Ad oggi Frank Vogel non può rinunciare a Reaves, anche con il ritorno degli infortunati ci auguriamo diventi presenza stabile all’interno delle rotazioni. Se riesce a rinforzare il proprio corpo ha davanti una lunga carriera in NBA.

Il flebile tentativo di rimonta dei losangeleni nasce dalla sua tripla sul -6.

〰️ Il primo tempo di AD

Il primo tempo di Anthony Davis ha messo in mostra tutto il talento dell’ex Pelican. AD ha dominato il pitturato e segnato in ogni modo a proprio piacimento. Quando The Brow è questo, è aggressivo verso il ferro e lotta su ogni rimbalzo i Lakers sono competitivi nonostante i problemi del roster. Ed è uno spettacolo per gli occhi di noi tifosi.

😾 Effetto Charlotte Bobcats

I Lakers di Kobe Bryant e Pau Gasol hanno raggiunto per tre volte consecutive le NBA Finals portando a casa due titoli. Nonostante l’eccellenza di quei roster, i Lakers avevano una strana nemesi nella NBA di quel periodo: gli Charlotte Bobcats. Tra il Febbraio 2006 e il Febbraio 2011 la mediocre squadra della Carolina ha messo insieme un record di 8-2 contro i ragazzi di coach Phil Jackson.

L’augurio è che le sconfitte attuali contro i Thunder abbiano la stessa valenza e in futuro possano essere considerate come distrazioni su cui riderci su.

❌ Lakers vs Thunder: i Minus

Se è stato difficile trovare tre plus, lo è ancora di più scegliere soli tre punti negativi su cui focalizzare l’attenzione in quanto sono davvero tanti e troppo i problemi in casa gialloviola.

📝 Le rotazioni di Frank Vogel

Con il ritorno a disposizione di Ellington e Howard coach Frank Vogel decide di ruotare a 11 uomini e quello che ne deriva è parecchia confusione, aumentata dall’infortunio alla mano di Davis che lo ha portato a rientrare in ritardo ad inizio secondo tempo.

Emblematica la lineup senza Westbrook ed AD a metà quarto periodo che da il la al parziale con cui i Thunder rimontano e superano i Lakers. Le lacune del roster e il via vai dall’infermeria causato dall’età dei giocatori non agevolano le scelte del coaching staff, ma l’impressione è che ad oggi le idee non siano chiare e che Frank non se la senta al momento di effettuare scelte nette.

🔞 La difesa

In sede di preview della stagione in molti hanno posto l’accento sul difficile fit di Westbrook e James e la conseguente carenza di spaziature nell’attacco gialloviola, ma il vero problema della squadra è la difesa.

Nel quarto periodo e con la gara in equilibrio i Thunder, titolari del 29esimo attacco con Offensive Rating pari a 98.0, segnano 35 punti e producono un OffRtg pari a 134.6. Quando serve i gialloviola non sono mai in grado di produrre uno stop e le uniche giocate positive nel finale arrivano da Reaves. La difesa lacustre è lenta, soffre la fisicità avversaria con Melo da “quattro” ed è disconnessa nelle rotazioni.

La tripla con cui i Thunder trovano il vantaggio decisivo nasce da un’indecisione di Westbrook che è inspiegabilmente a metà strada tra Giddey e Williams, il quale può prendere la più semplice delle corner three.

😭 No LeBron, No Party

L’assenza di LeBron James è un ostacolo troppo grande per i Lakers di oggi. Il Re è fondamentale per la gestione dei possessi chiave e del ritmo della partita e soprattutto è il vero equilibratore della difesa gialloviola.

Se qualcuno erroneamente pensava che una terza stella servisse per dare riposo al numero 6 in stagione regolare ad oggi non può che essere deluso. Nelle prime 3 uscite stagionali il bilancio è peggiore rispetto al decente record di 7-9 registrato da Schroder e compagni la scorsa primavera durante il periodo di assenza di Bron e Davis.

I protagonisti in negativo sono proprio i sostituiti di LBJ. Rondo regala un primo tempo in modalità stagione regolare Rondo, colleziona -7 di Plus/Minus in altrettanti minuti con 0 punti e 2 perse e di fatto propizia il rientro in partita dei Thunder dopo il -19 frutto dalla presenza in campo di Pokusevski. Russell Westbrook è invece il vero sconfitto del finale di partita: dopo una prova tutto sommato discreta, quando conta perde del tutto la bussola. Di seguito le azioni negli ultimi 24 secondi in cui Brodie sbaglia tutto lo “sbagliabile”.

Sul -2 e con 25 secondi sul cronometro affretta l’attacco, ignora Melo, non attende AD e perde malamente il pallone. Sulla successiva rimessa dei Thunder inspiegabilmente si muove verso SGA e lascia totalmente libero il suo uomo Dort per il più facile dei canestri. A 8 secondi dal termine c’è ancora vita per i Lakers sotto di 3 punti. Russ si mette in proprio per la tripla del pareggio ma questa non va a bersaglio.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 3:30 italiane – tra Sabato 6 e Domenica 7 Novembre per affrontare i Portland Trail Blazers al Moda Center.

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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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