In copertina: LeBron James (Ashley Landis)

Nella notte i Los Angeles Lakers sono stati battuti dagli LA Clippers. Ma al termine della gara, LeBron James ha dovuto rispondere ai media su questioni non strettamente legate al basket giocato: la sua rapida entrata ed uscita nei protocolli anti-Covid della NBA.

James frustrato e arrabbiato

Una volta sbarcato a Sacramento, il quattro volte MVP è finito in quarantena dopo un test rivelatosi poi un falso positivo. Grazie a otto test negativi eseguiti in 48 ore è potuto uscire dal rigido protocollo della lega.

«Gli ultimi giorni sono stati frustranti e confusi, mi sono arrabbiato parecchio.»

«Non ho potuto fare praticamente nulla. Sono rimasto in casa fino a che non sono uscito dal protocollo. Questa mattina ho toccato per la prima volta il pallone dalla gara di domenica a contro Detroit.»

James era certo di poter rientrare rapidamente e non risparmia una stoccata a chi ha gestito il protocollo.

«Sapevo che avrei ricevuto l’autorizzazione, perché non sono mai stato male. So che si può essere asintomatici, ma essendo un falso positivo di cosa parliamo? In tutta sincerità ho pensato che tutta la questione sia stata gestita male. Per fortuna ho potuto fare i test, è stata una boccata d’aria per me, la mia famiglia e i miei amici.»

LeBron poi specifica che si tratta di una critica ad un singolo aspetto della vicenda.

«È una disdetta entrare in isolamento a causa di un falso positivo, ma questa è solo la parte sfortunata della vicenda.»

«Cosa mi ha fatto arrabbiare? Il primo test era negativo, il secondo positivo. Solitamente viene eseguito un ulteriore test per non avere dubbi, ma non è successo questa volta: nessun test di controllo, sono stato messo in isolamento ed inserito nel protocollo.»

«Ho dovuto anche cercare da solo un modo per tornare a casa. Nessuno avrebbe potuto viaggiare con me, nemmeno la sicurezza. All’arrivo a casa ho dovuto mettere momentaneamente i miei figli in isolamento. Ma questo è solo un grande inconveniente, la cosa che non mi è piaciuta è la questione del test di controllo.»

Il numero 6 dei Lakers ha poi voluto specificare che non si tratta di una critica all’intero sistema.

«L’NBA ha fatto un ottimo lavoro da quando i protocolli sono attivi. Penso che quanto accaduto a Sacramento sia stato un po’ diverso. Ma nel complesso la lega ha fatto un lavoro incredibile.»

LeBron elogia Lue

Chiuso l’argomento positività, tornando alla gara James è stato molto franco sul rendimento difensivo dei Lakers. In particolare LeBron non ha gradito come lui e la squadra hanno giocato quando c’erano lui e Melo nello posizioni di “cinque” e “quattro”.

«La nostra difesa è stata uno schifo nei momenti in cui ho giocato da centro, ma penso che in futuro possa funzionare non appena i ragazzi si abitueranno al mio modo di comunicare alle loro spalle.»

Infine, ad esplicita domanda sull’operato di Tyronn Lue il quattro volte MVP ha risposto con delle affermazioni per certi versi preoccupanti sul futuro di Vogel.

«Lue è un grande, semplice. È un grande allenatore sotto ogni aspetto del gioco, non ha alcun punto debole.»

Guarda gli higlights di LeBron James della gara tra Lakers e Clippers:

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