Key Takeaways: Minnesota Timberwolves vs Los Angeles Lakers. In copertina: LeBron James e Isaiah Thomas (Bruce Kluckhohn, AP Photo).

Torna il vostro affezionato stuani e tornano come per magia i Los Angeles Lakers brutti, svogliati e sfortunati che abbiamo sovente “ammirato” in questa stagione. Sì, nella partita contro i Minnesota Timberwolves c’è stata anche una buona dose di sfiga che ha portato Anthony Davis a subire un infortunio al ginocchio, la cui entità sarà valutata nelle prossime ore.

✅ Timberwolves vs Lakers: i Plus

“C’è del buono in questo mondo padron Frodo” diceva Sam ne Il Signore degli Anelli. Ci fidiamo del prode compagno di viaggio di Frodo Baggins e proviamo anche noi a trovare qualcosa di buono in un match per stomaci forti.

🔙 IT Back

La firma di Isaiah Thomas mi ha lasciato fortemente perplesso (eufemismo), ma è stato comunque bello vedere IT ricalcare un campo NBA dopo tutto quello che ha passato, tra infortuni e problemi familiari. La standing ovation del pubblico al suo ingresso sul parquet è stata per distacco il momento più emozionante della partita lato Lakers.

In campo Thomas dimostra di non avere mai perso gli istinti realizzativi. Pronti e via si procura subito qualche tiro libero e realizza un floater di pregevole fattura.

Un tiro molto difficile che nei momenti migliori della sua carriera rappresentava un vero e proprio marchio di fabbrica.

Alla fine IT chiuderà con 19 punti in 21 minuti. L’efficienza al tiro è stata mediocre (41%), ma se non altro l’ex giocatore dei Celtics ha dimostrato di avere ancora qualche gettone da spendere nella NBA. Meglio però che lo faccia in un’altra squadra perché in questo momento i Lakers non hanno bisogno del tipo di giocatore che è Thomas.

🤜 Segni di vita da Baze

Kent Bazemore torna in quintetto dopo più di quindici partite e i suoi primi due minuti sono tra il comico e il disastroso. Un comodissimo layup sbagliato in contropiede e due falli immediati costringono Vogel a toglierlo subito dal campo. Ma questa volta Baze è bravo a reagire e a disputare un ottimo secondo e terzo stint.

Bel momento di autoironia di Bazemore che dopo aver sbagliato decine di facili layup in questa stagione, finalmente riesce a segnare un appoggio comodo ed esulta in modo plateale.

Nella partita odierna l’ex giocatore degli Warriors è uno dei pochi a fare tagliafuori e a combattere sui blocchi. Un atteggiamento che lo aiuta a riempire per una volta il suo box score. Per lui, infatti, arrivano 11 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 2 rubate.

Il suo momento migliore, suggellato da due corner three realizzate, coincide con il parziale di 11-0 che riporta i Lakers a -3 a metà terzo quarto. Da lì in poi, però, si spegnerà la luce.

👍 Westbrook fuori dal protocollo anti-Covid

La notizia migliore della serata è che Russell Westbrook, dopo essere stato escluso inizialmente per il match di stanotte, è tornato subito a disposizione di Vogel. Come emerso nel post partita Brodie è arrivato a Minnesota solo nel primo pomeriggio e ha dovuto effettuare tre test negativi per poter scendere in campo.

Una situazione surreale e una pessima immagine per la NBA. La speranza è che questo stillicidio, che ha chiaramente influito sulla prestazione odierna, possa finalmente terminare e i Lakers riescano a disputare uno stretch prolungato con tutti gli effettivi a disposizione. Solo così potremo trarre delle conclusioni definitive su questo roster.

Timberwolves vs Lakers: i Minus

I minus non mancano mai quando il sottoscritto è impegnato in questa rubrica. E anche oggi chiaramente abbiamo l’imbarazzo della scelta.

🦠 LeCovid

Chi ha ascoltato l’ultima puntata di Lakers Speaker’s Corner avrà sicuramente notato la gioia con la quale ho analizzato i vari soprannomi che i troll del web hanno affibbiato in questi anni a LeBron James. Uno dei migliori è sicuramente LeCovid.

Direi che non esiste appellativo migliore per descrivere la partita di LBJ e la situazione attuale dei Lakers. Probabilmente solo la confusione delle ultime ore può spiegare una prestazione così abulica e disinteressata del Prescelto.

Iniziano ad essere un po’ troppe le giocate di LeBron che vanno a finire in Shaqtin’a Fool.

Dopo una striscia di partite giocate ad alto livello che lo aveva addirittura portato ad essere eletto giocatore della settimana della Western Conference, James disputa il match peggiore della sua stagione per atteggiamento e rendimento. Emblematico in tal senso il fatto che abbia chiuso il primo tempo con soli cinque tiri tentati e che abbia dovuto aspettare l’ultimo quarto, a partita ormai compromessa, per arrivare in doppia cifra continuando così la propria personale streak di match consecutivi sopra i 10 punti.

Dieci secondi che descrivono alla perfezione la partita di LeBron e dei Lakers. Palla persa di una superficialità imbarazzante e rientro al piccolo trotto in transizione che porta a due punti facili per Towns.

Sarebbe sbagliato esprimere giudizi in una partita del genere, arrivata in un momento difficile per tutta la squadra, anche dal punto di vista umano. Rimane però la brutta impressione lasciata sul campo. E non è la prima volta.

🤕 L’infortunio di Anthony Davis

Come tifosi dei Lakers ormai siamo abituati a vedere Anthony Davis accasciarsi a terra senza comprendere la gravità del problema fisico. Nel match contro Minnesota abbiamo provato questa sensazione di incertezza e timore per ben due volte: nel primo quarto quando AD si è dovuto fermare per una distorsione alla caviglia e nel terzo periodo quando Jaden McDaniels è franato sul ginocchio di Davis dopo una spinta di James.

Ancora non sappiamo l’entità dell’infortunio anche se dalle prime notizie sembra siano stati esclusi problemi gravi. Di sicuro la stagione dei Lakers dipenderà dall’esito degli accertamenti che verranno effettuati a breve.

Molto probabilmente, però, la squadra di Vogel dovrà affrontare le prossime partite senza Davis e Howard (finito nel protocollo anti-Covid). L’unico lungo a disposizione sarà quindi Jordan (e Jay Huff). Una situazione che potrebbe spingere la dirigenza ad intervenire sul mercato (hey Biyombo!).

😶 You don’t give a s**t

Ormai ho perso il conto delle partite stagionali dei Lakers giocate senza la voglia di fare a sportellate sotto canestro e correre dietro agli avversari, specie quando gli altri sono più giovani e più atletici. Era successo sempre contro Minnesota un mese fa ed è accaduto anche contro i Thunder, i Grizzlies e i Bulls. Non ti puoi permettere un effort così misero contro giocatori come Vanderbilt e Beverley che fanno proprio dell’intensità agonistica il loro punto forte.

23 second chance points e 15 rimbalzi offensivi concessi, ai quali si aggiungono 18 palle perse, una più superficiale dell’altra. Numeri che parlano da soli ma fanno meno male dell’eye test.

Neanche due minuti di partita e già Westbrook e James guardano Towns andare a rimbalzo offensivo, un po’ come i vecchi nei cantieri.

Giova ripetere che i Lakers hanno tantissime attenuanti per la prestazione odierna. Il fatto, però, che sia solo una delle tante partite giocate quest’anno con un atteggiamento sufficiente, lascia qualche sospetto sull’attitudine generale della squadra.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo stanotte – alle 2:00 italiane – per affrontare i Chicago Bulls allo United Center.

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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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