In copertina: Austin Reaves and Desmond Bane (Alex Gallardo, AP Photo)

Nella notte i Los Angeles Lakers hanno subito una sonora sconfitta dai Memphis Grizzlies, che ha interrotto la mini-streak di quattro vittorie consecutive. Una débâcle più netta di quanto dica il punteggio finale, poiché i losangelini sono stati sotto in doppia cifra a partire dalla fine del secondo quarto.

Sprofondati sul -29, con l’uscita di James e degli altri titolari la gara sembrava indirizzata verso un tranquillo garbage time. Invece, dall’ingresso di Austin Reaves (96-125 con 6:45 sul cronometro) i gialloviola hanno piazzato un parziale 23-2, alimentato dai canestri di Hillbilly Kobe e Ellington.

👀 Reaves sottolinea l’impatto di James

L’insieme del rilassamento dei ragazzi della Grind City e della voglia di mettersi in mostra dei veterani losangelini Lakers – si sono rivisti anche Bazemore e Jordan – ha rianimato la sonnacchiosa crypto.com Arena e accresciuto ulteriormente l’amore dei tifosi nei confronti di Reaves, che ha chiuso la gara con 16 punti (career-high) con 6/8 dal campo, 1/2 dall’arco e 3/4 dalla lunetta.

Parlando con i media al termine della gara, Austin invita a mettersi subito alle spalle la brutta prestazione.

«Questa è la NBA. Ci sono delle gare in cui non riesci a giocare bene come vorresti. Ma dobbiamo guardare avanti, senza soffermarci troppo su questa sconfitta. Riguarderemo la partita, lavoreremo per migliorare ed andremo avanti.»

I Grizzlies hanno tirato bene (54%) ed hanno corso più dei Lakers, mettendo a referto 25 Fast Break Points contro i 10 dei padroni di casa, arrivati tutti nell’ultima frazione.

«Si assolutamente, loro hanno iniziato tirando bene e non siamo riusciti a contestarli come avremmo voluto. Ma ripeto, dobbiamo considerarla come una brutta sconfitta ed andare avanti.»

Una prestazione brutta che vanifica l’ennesima gara monstre di LeBron James, che nelle ultime settimane sta trascinando i californiani con un impatto che secondo HBK va oltre i numeri.

«I numeri di LeBron parlano da soli, ma lui contribuisce molto di più di quello che dicono le statistiche. In campo, nello spogliatoio o in panchina ci parla continuamente delle cose che accadono.»

«Per me è il più grande giocatore di sempre.»

Così come Reaves sposta l’attenzione sulla squadra e non sull’ottimo ultimo quarto disputato.

«Abbiamo iniziato a giocare meglio nel quarto periodo: ci siamo mossi meglio in attacco e in difesa e abbiamo parlato tra noi.»

«Credo di aver giocato bene, ma fa schifo perdere. Riguarderemo le cose buone che abbiamo fatto nell’ultimo quarto e ripartiremo.»

💬 Gli elogi di Vogel ed Ellington

Ascrivere la prova del prodotto dell’Università dell’Oklahoma a mero losing effort sarebbe un pelo eccessivo, poiché Reaves anche quando c’è stata partita vera ha provato ad incidere alla sua maniera.

Reaves cambia su Jaren Jackson Jr. e poi soccorre Horton-Tucker stoppando Bane. L’idolo delle teenager toscane cerca il riscatto provando a sfruttare velocità e forza fisica, ma Austin lo “pugnalina” con uno scivolamento laterale da manuale.

Di conseguenza, oltre agli elogi di tifosi e media arrivano anche quelli di Frank Vogel e Wayne Ellington. L’allenatore dei Lakers ha lasciato i cinque che hanno costruito la rimonta, incurante della scelta degli avversari di schierare nuovamente i titolari.

«Voglio dare credito a quei cinque ragazzi poiché sono entrati in un momento difficile. Austin e i veterani hanno dato il massimo in una situazione che spesso non sortisce effetti sulle gare. Invece loro hanno dimostrato di essere pronti, hanno dato il massimo e hanno reso la gara interessante. Hanno avuto un grande spirito competitivo, voglio assolutamente elogiare quei ragazzi.»

Frank Vogel

Il tiratore uscito da North Carolina è stato con Reaves l’assoluto protagonista del parziale, contribuendo con 16 punti e 4/5 dalla lunga distanza.

«Austin è un ragazzo sveglio e pronto, riesce a fare sempre la giocata giusta. È un tipo duro, abile in difesa e pronto a fare qualunque cosa gli si chieda. Riesce a stare in campo con chiunque. Ecco cos’è, sia come persona che come giocatore.»

Wayne Ellington

E dopo il secondo and-one in transizione consecutivo, anche la crypto.com Arena gli ha reso omaggio.

«M-V-P! M-V-P!»

Il coro intonato dai tifosi

🎸 La stagione di Austin Reaves

Dopo non essere stato scelto, l’ex Sooners è stato immediatamente firmato dai Lakers con un two-way contract. Nonostante una Summer League poco roboante dal punto di vista numerico – ma impreziosita dal game winner contro Phoenix – il front office angeleno ha convertito il contratto del nativo dell’Arkansas.

Un possesso alla volta, Reaves si è conquistato un posto stabile all’interno delle rotazioni dei californiani a suon di convincenti prestazioni. Chi scrive fin da subito ha focalizzato l’attenzione sull’intelligenza cestistica e la versatilità del numero 15 gialloviola, come nella gara di fine Ottobre contro Cleveland o in quella di metà Dicembre nella sua Oklahoma City.

Toccato l’apice con la tripla che ha deciso la gara di Dallas, Austin ha dovuto fare i conti con l’inserimento nei protocolli sanitari anti-covid della NBA, ma dopo qualche gara di assestamento ha ricominciato ad incidere. Naturale conseguenza è stata la conferma per tutta la stagione.

Reaves è sceso in campo in 22 occasioni (16-6 il record) mettendo a referto 5.9 punti con il 65.4% di true shooting, 2.3 rimbalzi e 1.1 assist in 20.3 minuti a partita. Inoltre, Austin detiene i migliori Plus/Minus (+5.1) e Defensive Rating (99.7) di squadra. Con lui in campo il Net Rating dei Lakers è pari a 12.0, con lui in panca è -4.4 per un differenziale di 16.4 punti per possesso.

Considerando gli atleti che hanno disputato almeno 10 gare con 15 minuti di media, il NetRtg di Hillbilly Kobe è il settimo della NBA. Per contestualizzare, il migliore è quello di Andre Iguodala con 16.7. Il differenziale calcolato da Cleaning the Glass – che non tiene conto del garbage time – è di +15.6 punti per possesso, che lo posiziona nel 97%ile della lega oltre ad essere il migliore dei Lakers.

Working Class Hero.

Guarda gli highlights di Austin Reaves:

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