In copertina: Austin Reaves and LeBron James (Harry How, Getty Images)

Ultimo quarto della gara tra Los Angeles Lakers e Brooklyn Nets. James serve Anthony Davis, che fallisce un step back dal post. Tiro corto e dopo la lotta a rimbalzo tra Johnson e Claxton, il più lesto è Austin Reaves: morbido putback per il +15 e timeout chiesto da Nash.

Al rientro in campo il rookie dall’Università dell’Oklahoma viene raggiunto da LeBron James, che gli spiega qualcosa. La divertente reazione di Hillbilly Kobe diventa immediatamente virale.

🎸 La spiegazione di Austin Reaves

A contribuire alla diffusione del meme è un post su Instagram dello stesso James, in cui commenta il video con una citazione dal film “Spider-Man: Homecoming” «Non fare cose che io farei. E soprattutto non fare cose che io non farei. C’è una piccola zona d’ombra in mezzo, ed è lì che tu operi!».

Prima della gara di Charlotte, Reaves ha parlato dell’accaduto con Mike Trudell di Lakers.com e Spectrum SportsNet.

«Il coach aveva disegnato uno schema e io ho fatto una domanda a LeBron, anche se conoscevo già la risposta volevo solo una conferma. Io dovevo posizionarmi sul lato debole mentre lui avrebbe eseguito con AD e Russ su quello forte. Quando mi ha dato una spiegazione differente, per un attimo sono rimasto interdetto.»

Austin spiega nel dettaglio l’azione in questione:

«Avevo appena fatto quella giocata, ovvero cercare Davis e poi tagliare sul lato opposto per liberare spazio per un gioco tra loro due. Poi ‘Bron mi ha detto che avrebbe giocato un dribble handoff con me, cosa che mi sembrava alquanto strana perché c’era già qualcun altro sul lato forte. Ho pensato che l’esecuzione fosse un po’ incasinata, ma alla fine abbiamo costruito un buon tiro.»

Una differenza di visioni che fatto nascere l’espressione di HBK:

«Sono stato colto alla sprovvista da quello che mi stava dicendo, che ho fatto un’espressione di cui non mi sono reso neppure conto in quel momento.»

Al termine della gara i due non hanno parlato dell’accaduto,

«Ero a cena con uno dei miei agenti e i nostri telefoni sono impazziti e ci siamo chiesti cosa stesse succedendo. Ho preso il mio, ho visto il post di LeBron e ho capito. Era davvero divertente.»

«È stata la prima volta che sono diventato virale per qualcosa del genere. È una scenetta divertente ed è giusto farsi due risate. Io e James non ne abbiamo parlato, perché era una semplice conversazione e non ci eravamo resi conto della mia espressione.»

E dalle parole Il numero 15 gialloviola è passato ai fatti: prima ha cambiato la foto del suo profilo Instagram, poi ha indetto un concorso invitando i suoi fan a postare foto e didascalie divertenti. Per i vincitori una fornitura di Owyn oltre a una felpa della Active Dreamers ispirata a Kobe Bryant e promossa da Reaves.

🏀 La prestazione contro gli Hornets

Nella sconfitta in volata di Charlotte – complici le assenze di Davis, James e Monk – Reaves è stato il terzo Laker per minutaggio con quasi 28 minuti in campo. Al termine della gara, parlando con i media Austin ha attribuito alle scelte di Frank Vogel la buona prova dei Lakers nel secondo tempo.

«Energia. Abbiamo lottato con più energia, ad un ritmo elevato e con uno schieramento positionless. Non aveva importanza chi portasse palla o occupasse gli angoli. L’obiettivo era creare spazio al ball-handler. anche con dei blocchi lontano dalla palla.»

L’ex Sooners ha elogiato in particolare la prova di Stanley Johnson.

«Stanley ha fatto un ottimo lavoro portando dei blocchi sul lato debole e tante altre piccole cose per allontanare il lungo dal pitturato e lasciare l’area libera per Russ. È stato un fattore positivo con tante giocate come queste.»

Per il nativo dell’Arkansas i californiani hanno reagito dopo la scialba prova di Philadelphia.

«C’era un’energia diversa, si poteva percepire. Non penso si possa dire quando e perché ci sia stato questo cambiamento, ma come ha detto anche Vogel abbiamo percepito un’aura positiva per tutta la sera. Il primo tempo non era andato come volevamo, ma nel secondo siamo riusciti a giocare come volevamo.»

Contro gli Hornets è stata la second unit dei Lakers a riaprire una gara che sembrava compromessa. Ancora una volta Reaves si è distinto per intensità e giocate intelligenti su entrambi i lati del campo.

«Non giocavo toccando così poco il pallone da quando ero un freshman al college, ma ho la fortuna di giocare con alcuni dei giocatori più forti di tutti i tempi. Cerco di fare quello che serve per vincere: giocare duro in difesa, prendere sfondamenti, lottare a rimbalzo.»

«Non bisogna pensare che mettere punti o assist a referto sia l’unica cosa che conta. Ci sono tante cose che si possono fare durante una gara per aiutare la squadra a vincere.»

Guarda gli highlight di Austin Reaves contro gli Hornets:

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