Key Takeaways: Los Angeles Lakers vs LA Clippers. In copertina: Dwight Howard and LeBron James (Andrew D. Bernstein and Katelyn Mulcahy, NBAE via Getty Images)

Il derby di Los Angeles “regala” una nuova sconfitta ai Los Angeles Lakers, che alla crypto.com Arena vanno sotto con un primo tempo horror, rimontano per poi venire nuovamente superati negli istanti finali dagli LA Clippers.

✅ Lakers vs Clippers: i Plus

C’è ben poco da salvare o da sottolineare in questa partita, che potremmo semplicemente definita brutta, usando, peraltro, un eufemismo.

💪 Memorie di Superman

Il primo quarto di Dwight Howard è racchiuso nei numeri (8 punti, 9 rimbalzi e 2 stoppate), ai quali si aggiungono varie giocate difensive che limitano l’attacco, di per sé molto approssimativo, dei Clippers.

La sua attività sotto il ferro avversario, sono ben 5 i rimbalzi offensivi catturati, causa l’uscita precoce dal campo di Ivica Zubacfoul trouble – e mette in difficoltà Hartenstein.

Alla distanza il suo apporto cala, sia perché gli anni si fanno sentire, sia perché i Clippers si adeguano alla sua presenza, inserendolo in tanti pick-and-roll e allontanandolo dall’area pitturata.

Forse Frank Vogel avrebbe potuto provare ad utilizzarlo maggiormente nel quarto periodo, limitando il tempo senza lunghi, vista la partita anonima di Johnson e quella orrenda di Anthony, almeno difensivamente.

🎸 Start Reaves

La prima partenza in quintetto di Austin Reavs è finalmente arrivata, in concomitanza con l’assenza di Avery Bradley ancora ai box con un problema al ginocchio.

Il ragazzo dell’Arkanas non delude le aspettative e gioca una partita solida, sbagliando raramente le scelte offensive; l’unico errore evidente arriva all’inizio del primo quarto, quando dopo un rimbalzo offensivo raccolto di puro hustle regala la palla alla difesa avversaria con un brutto passaggio.

In difesa è ovunque, ma non è solo l’impegno da ammirare e sottolineare.

All’inizio dell’incontro è in marcatura su Terance Mann, nel secondo periodo invece è sulle tracce di Luke Kennard, che nel secondo quarto con i suoi movimenti e le sue conclusioni da dietro l’arco era divenuto un rebus per la difesa gialloviola, tanto da produrre il gap tra le due formazioni.

Il prodotto dell’Università dell’Oklahoma è preciso nelle rotazioni difensive, pronto ad aiutare i compagni dal lato debole e non ha timore nel utilizzare anche il corpo quando finisce sotto il ferro accoppiato con un lungo.

In sintesi una delle poche note positive di quest’anno amaro, con la speranza che Vogel gli conceda sempre più spazio.

🔥 Scoring Run

A dieci minuti dalla fine del terzo quarto il tabellino vede i Clippers in vantaggio di otto punti, con il punteggio di 59-51. Al termine dello stesso, con un parziale di 27 a 13, i Lakers si portano avanti di sei lunghezze (78-72).

In questo lasso di tempo, mentre l’attacco avversario si inceppa, i padroni di casa con paio di and-one di Malik Monk e Talen Horton-Tucker e all’apporto di James ed Anthony, trovano l’unico momento della contesa in cui viene espresso un “livello di basket” sufficiente.

La partita poteva essere chiusa con un’ulteriore spallata ad inizio dell’ultimo periodo. Invece i Lakers rientrano in campo molli e permettono ai “cugini” di chiudere il mini gap e trasformare gli ultimi 10 minuti in un match punto a punto, tipologia di finale che non riusciamo più a gestire e vincere.

❌ Lakers vs Clippers: i Minus

Tante le situazioni negative, che hanno portato ad un’altra prestazione insufficiente, sfociata in una sconfitta ampiamente evitabile.

🐦 Tiro al piccione

La prima conclusione da tre punti realizzata dai Lakers arriva dopo un minuto e venti dall’inizio del secondo quarto, dopo che Melo e compagni avevano fallito 11 conclusioni dall’arco, ammaccando i ferri della crypto.com Arena.

Le brutte serate al tiro di Malik, LeBron e Ariza affossano l’attacco dei padroni di casa, che chiudono con un non lusinghiero 8/31, ovvero il 25% dall’arco. Monk non riesce mai ad entrare in partita, James forza conclusioni da dietro l’arco senza muovere la difesa.

Nella notte non è solo il tiro dalla lunga distanza che non funziona, infatti è tutto l’attacco gialloviola a non girare, mostrandosi prevedibile, statico e privo di prestazioni individuali sopra le righe. Il risultato è un desolante 39/93 complessivo per il 42% dal campo.

😕 Not so King

La prestazione di LeBron non è casuale o isolata. Nelle ultime sconfitte patite abbiamo spesso affermato come sarebbe bastata una prestazione buona di James per aggiungere vittorie alla stagione gialloviola.

L’atteggiamento del nativo di Akron nel derby andato in scena nella notte è irritante. Nella metà campo difensiva omette qualsiasi tipo d’impegno, ignorando i cambi difensivi e spesso marcando il proprio diretto avversario solo con lo sguardo.

C’è poco da dire. Westbrook perde di vista Mann e sbatte sul blocco di Covington. James si limita a guardare.
LeBron chiama il cambio a THT, che si rende conto in ritardo della richiesta. Il ragazzo di Chicago cerca di recuperare su Hartenstein, con Johnson pronto ad occupare l’area sul lob. James si trova nella terra di mezzo e guarda Coffey alzarsi da tre.

Invece, in attacco la serata storta al tiro, le palle perse e la sufficienza con cui spesso ha condotto le scelte offensive hanno portato alla conclusione della striscia di partite con più di 25 punti realizzati.

Ma oltre al dato statistico, che è meramente folkloristico, lascia increduli la gestione del quarto periodo (0/3 dal campo per due punti), poiché i Clippers avevano raggiunto il bonus a dieci minuti dalla fine. In nessun modo il Re ha approfittato di questa situazione per lucrare liberi, accontentandosi di soluzioni statiche e delegando ai compagni il compito di mettere punti a referto.

Per concludere in bellezza l’orrenda serata, James non si è lasciato sfuggire l’occasione ed ha scagliato un attacco diretto a Bill Oram, reo di aver mal interpretato le sue parole della conferenza stampa durante l’All-Star Weekend.

Un consiglio LeBron, lo so che sei 5-0 da quando sei capitano nella domenica dell’All-Star Game, ma se quest’anno non vuoi saltare i playoff è il momento di mettere da parte gli atteggiamenti passivo-aggressivi e le faide a livello dirigenziale.

🤢 La gestione degli ultimi possessi

Se nell’anno dell’anello nei finali punto a punto c’era una giocata “safe”, ovvero il pick-and-roll tra James e Davis, nelle ultime due stagioni non siamo stati in grado di trovare un alternativa a questa situazione, aggrappandoci solo a momenti di “hero ball” di LeBron.

L’ultimo possesso dei Lakers ne è il lampante esempio, tant’è che in quattro delle ultime cinque sconfitte patite lo scarto è di un singolo possesso.

Un possesso disgraziato.

18 secondi sul cronometro, palla a James isolato in un quarto di campo contro Covington, Reaves taglia il campo e porta il blocco. I Clippers scelgono di raddoppiare LeBron, con il difensore di Carmelo, che rimane libero.

Qui avviene il grande errore di tutta l’azione offensiva.

Anthony avrebbe dovuto tagliare verso l’area, costringendo Coffey a scegliere se seguire il movimento del prodotto di Syracuse o lasciare libero Horton-Tucker sul perimetro. Ciò avrebbe costretto Jackson a scegliere se rimanere su Westbrook appostato nel dunker spot o ruotare su THT in maniera preventiva.

La palla arriva a Melo, che tira da nove metri dopo una ricezione non fortunata e scheggia il primo ferro. Rimbalzo Clippers e fallo, con i due liberi successivi che portano gli ospiti in vantaggio di tre punti.

Il successivo tiro della disperazione di LeBron per il pareggio con 0.7 sul cronometro è corto.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 4:00 italiane – tra Domenica 27 e Lunedì 28 Febbraio per affrontare i New Orleans Pelicans alla crypto.com Arena.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Universitario e calciatore cresciuto nelle nebbie ferraresi. Appassionato di qualsiasi sport che non necessiti un motore. Tifoso Lakers da quando a sette anni mi regalarono la canotta di Kobe.

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