In copertina: Anthony Davis (Barry Gossage, NBAE via Getty Images)

La span decisamente negativa dei Los Angeles Lakers (sconfitti da Phoenix nella notte, qui il recap) sta lasciando poche scuse al roster e all’organizzazione. Una di queste, però, è piuttosto rilevante: parliamo ovviamente dell’assenza di Anthony Davis, out da ormai quasi un mese dopo aver rimediato una brutta distorsione alla caviglia destra nel corso della gara contro Utah del 17 febbraio, poi comunque vinta dai gialloviola.

Nella notte, poco prima della gara con i Suns, Anthony Davis ha parlato ai microfoni proprio di questo e del relativo recupero, con una considerazione sulla serie di Playoffs della scorsa stagione contro Phoenix e sul futuro di LeBron James. Ecco i principali momenti della conferenza stampa.

Sul recupero dall’infortunio:

«Sto bene, il gonfiore è diminuito e sto tornando a lavorare meglio con il piede. Il primo scopo era questo, ci stiamo muovendo nella giusta direzione giorno dopo giorno.»

«Sono molto ottimista, cercherò di tornare il prima possibile. Vorrei poter essere certo di tornare al 100%, ma manca poco prima del Play-in, dunque non ne sono sicuro.»

Sulla concentrazione nel corso della riabilitazione:

«Sfortunatamente, mi sono trovato in questa situazione molte volte nella mia carriera. Negli anni ho imparato che, quando recupero, devo isolarmi e lavorare al meglio. Sono migliorato in questo, per ogni parte del corpo. Se non avessi lavorato sul corpo come sto facendo, questi ultimi due infortuni sarebbero stati molto più gravi.»

Sul possibile rematch contro i Suns, nel caso in cui L.A. si qualificasse ai Playoff come ottava testa di serie ad Ovest, e sul peso della sua assenza in una parte della serie dell’anno scorso:

«Ogni volta che qualcuno ti elimina speri di vendicarti, quest’anno sarebbe una sfida molto elettrizzante. Sarebbe divertente, ora l’importante sarà essere sicuri di un posto.»

«Sarebbe andata diversamente se fossi stato in forma, e penso che anche loro ne siano consapevoli. La mia pessima forma fisica ha deciso la serie, l’inguine mi aveva provocato un dolore atroce all’inizio di Gara 6, che è stata quella decisiva.»

Sulle ultime settimane e sul suo coinvolgimento:

«LeBron è un fenomeno. Per il resto, abbiamo alti e bassi da un po’, specialmente dal punto di vista difensivo, che è stato il nostro punto di forza negli ultimi anni. Lavorare male in difesa è frustrante, perché sappiamo ciò che dovremmo mettere in pratica.»

«Io stesso sbaglio, quando gioco comunichiamo male e questo è stato il motivo principale delle nostre sconfitte. Se penso a questo desidero ancor di più ritornare, perché so che potrei offrire un grande aiuto.»

Sulle recenti prestazioni di LeBron James e sul tempo ancora disponibile per competere insieme:

«Il tempo è molto poco, non sappiamo quanto gli rimane ancora in questa lega. James è un futuro Hall of Famer, giocare accanto a lui ti può dare tanti vantaggi e lo abbiamo visto nel 2020. L’anno scorso e quest’anno ci sono stati più problemi, in questa stagione più per me. Ogni giorno il tempo per competere diminuisce, e anche questo è brutto. Sfrutterò tutto il tempo in cui ciò sarà possibile: di certo ha ancora un anno buono, poi si vedrà…»



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Vent’anni, torinese, appassionato di sport dalla nascita e di pallacanestro NBA da qualche anno dopo. Nel tempo libero studio Economia Aziendale.

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