Key Takeaways: Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors. In copertina: Talen Horton-Tucker and Scottie Barnes (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

I Toronto Raptors sbancano la crypto.com Arena e battono i Los Angeles Lakers con il punteggio di 114-103. Seconda sconfitta consecutiva per i padroni di casa, il cui record dopo la pausa per l’All-Star Game peggiora a 2 vittorie e 8 sconfitte.

✅ Lakers vs Raptors: i Plus

Raramente nella pallacanestro si può parlare di risultato bugiardo, ma la partita di questa notte è uno di quei casi. Il +11 finale non rende per nulla l’idea del dominio di Barnes e compagni in una partita che dopo soli 6 minuti di gioco non aveva più nulla da dire.

👋 42 minuti di garbage time

Coach Frank Vogel chiama il secondo timeout a 6:53 dalla fine del primo quarto sul punteggio di 19-2 in favore dei Raptors. Al rientro in campo la musica non cambia e dopo una manciata di minuti il vantaggio aumenta a +22 e la gara è di fatto terminata per KO tecnico.

In questo desolante scenario la consolazione è che la squadra, complice il fisiologico rilassamento degli avversari, è almeno riuscita a salvare la faccia contenendo il passivo ed arrivando nel finale anche a dare l’illusoria speranza di poter riaprire i giochi. È poco, troppo poco, ma per lo meno ha reso meno amara la serata di chi ha pagato profumatamente il biglietto.

👦🏾 Lampi di THT

Nei giorni attorno alla trade deadline della stagione passata si è vociferato molto di un possibile scambio che avrebbe portato Kyle Lowry ai Lakers. Secondo i rumors, non se ne fece nulla in quanto il GM Rob Pelinka non volle privarsi di Talen Horton-Tucker, la pedina desiderata dai Raptors.

Il ragazzo da Chicago nella notte ha potuto mettersi in mostra di fronte ai propri estimatori e all’interno dell’infinito garbage time ha mostrato perché una mente come Masai Ujiri fosse interessata a lui.

THT è entrato sul -20, quindi i suoi numeri vanno contestualizzati, ma sono numerose le giocate di alto livello e soprattutto ha mostrato di essere uno dei pochi Laker in grado perlomeno di reggere l’atletismo degli avversari. I pregi sono i soliti, ovvero la creatività al ferro in attacco e le mani rapide in difesa. Nella serata è stato anche assistito dall’ondivago tiro da fuori (3/5 per lui dall’arco), dimostrazione che se riesce a dare continuità al fondamentale può essere un giocatore di buon livello NBA come ball handler secondario.

Per Talen 20 punti e soprattutto 5/7 nelle conclusioni al ferro contro una squadra atletica come i Raptors.

🙌 La gravity di Ellington

Nella mediocrità generale merita un applauso per l’effort e la professionalità Wayne Ellington.

L’ex Pistons torna a giocare minuti significativi dopo molte gare ai margini della rotazione. Sebbene non sia nella miglior serata al tiro, la sua gravity aiuta notevolmente l’attacco gialloviola, ricordando una volta di più quanto sia importante avere dei tiratori naturali a roster. In difesa restano i limiti, ma per le meno non manca la voglia di lottare. Un peccato per la tripla del potenziale -7 a un minuto dal termine sputata dal ferro.

Una buona giocata per la squadra di Vogel a 70 secondi dal termine. LeBron attacca l’area, è buono il blocco di contenimento di Westbrook su Trent, lo scarico in angolo è puntuale ma Ellington non riesce a punire con il piazzato dopo il closeout di Siakam.

❌ Lakers vs Raptors: i Minus

Ennesima serata in cui c’è l’imbarazzo della scelta nello scegliere quali giocatori e quali aspetti inserire dietro la lavagna. Una partita di fatto finita dopo pochi minuti è testimone di una squadra vuota: zero talento, zero idee, zero effort.

🤏 Smaller, weaker, slower

Ascoltando il podcast di Lakers Film Room durante la stagione del titolo, mi ha sempre colpito molto il concetto di “bigger, faster, stronger” per descrivere l’identità di quella squadra e nel 2020 i gialloviola erano proprio così: più alti, più forti e più veloci degli avversari.

In due soli anni la gara contro i Raptors ha evidenziato tutti i passi indietro fatti dal roster a disposizione di Vogel e ad oggi gli aggettivi per descrivere i Lakers sono opposti. Il gap in termini di atletismo, lunghezza e velocità in favore dei giovani canadesi è stato incolmabile fin dalla palla a due. Nel parziale che di fatto ha chiuso la partita nei primi 5 minuti, ben 8 canestri di Barnes e compagni sono arrivati al ferro. Un altro dato che impressiona è il divario di 21 rimbalzi in favore dei ragazzi di coach Nurse.

In questo contesto, oltre ai più volte citati problemi di età ed effort di Westbrook e James, sono emersi i limiti di Monk, Reaves e Johnson, i quali sono stati sovrastati fisicamente dai pari ruolo. Per quanto a loro modo questi 3 ragazzi rappresentino la nota lieta di questa deprimente stagione, è bene valutare i loro limiti e capire che ad oggi, in un contesto vincente, non possono rappresentare 3/5 del quintetto titolare.

Pascal Siakam in campo aperto spazza via Stanley Johnson, ovvero il “miglior” atleta dello starting five angeleno.

🤢 No offense

Dominati a livello atletico, i Lakers dell’inizio partita non sono riusciti a fare canestro in nessun modo. Il solito attacco lento e alla ricerca del mismatch produce poco, non trova sbocchi verso il ferro avversario e deve così accontentarsi dei tiri da fuori concessi dalla difesa. Il risultato è disastroso, non a caso vengono sbagliate le prime 16 conclusioni da oltre l’arco.

In molte analisi le percentuali dall’arco sono definite variabili e spesso un insolito numero di errori è considerato sfortuna; ad esempio ho sentito più volte recriminare sui 27 tiri sbagliati in fila dai Rockets in gara 7 contro i Warriors nel 2018. Ma a mio avviso in certi casi la fortuna c’entra poco, in genere le percentuali sono sempre figlie di cosa un attacco ha prodotto e quindi lo 0/16 odierno testimonia la pochezza generale.

E anche qui merita di essere citata la brutta prova dei ragazzi dell’Arkansas. Monk e Reaves combinano per 1/8 da 3 punti, 5 palloni persi e sono titolari dei peggiori Plus/Minus della serata. Speriamo questo passo indietro sia parte del processo di crescita.

Brutta partita per Monk e Reaves. Contro gli atleti dei Raptors molte scelte offensive sono state rivedibili.

👴🏿 Il minutaggio di James

40 minuti in campo in un back-to-back per un giocatore di 37 anni che ha problemi ad un ginocchio in una partita chiusa dopo 5 minuti di gioco sono qualcosa che non riesco a comprendere.

Dopo pochi minuti LeBron atterra male dopo un errore su un layup e per alcuni le sue condizioni hanno destato molta preoccupazione.

Parliamoci chiaro: LeBron nelle ultime settimane sta risparmiando energie in ogni aspetto del gioco che non sia il segnare punti e la gara con i Raptors non fa eccezione. Possiamo dibattere sul perché e se questo atteggiamento sia più o meno comprensibile, ma sono in primis realista e penso che nell’ottica degli obiettivi di squadra (provare a superare il play-in) ed individuali (il record di Kareem e il titolo di miglior scorer) abbia senso ridurre il minutaggio di James in modo da averlo al massimo quando è sul parquet.

Meglio saltare qualche back-to-back e giocare solo 30-32 minuti a partita in cui concentrare al massimo lo sforzo: ne guadagnerebbe la squadra e non ne risentirebbero i numeri offensivi. Un James che cammina serve a poco, un James infortunato ancora meno.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 1:00 italiane – tra Mercoledì 16 e Giovedì 17 Marzo per affrontare i Minnesota Timberwolves al Target Center.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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