Key Takeaways: New Orleans Pelicans vs Los Angeles Lakers. In copertina: LeBron James and Herbert Jones (Gerald Herbert, AP Photo)

Partita dai due volti in quel di New Orleans. I Los Angeles Lakers dominano il primo tempo e chiudono con un vantaggio di +20. I New Orleans Pelicans rispondono nella ripresa, ribaltano la gara e vincono con il punteggio di 116 a 108. Con questo risultato Ingram e compagni scavalcano in classifica i gialloviola e si portano al nono posto della Western Conference.

✅ Pelicans vs Lakers: i Plus

Una sconfitta arrivata in circostanze del genere fa molto male. A tutti, a chi la vive in prima persona e anche a noi tifosi e diventa difficile valutare aspetti positivi. Ma se la squadra ha saputo toccare i 23 punti di vantaggio vuol dire che qualcosa di buono si è visto.

👑 Il primo tempo di LeBron James

Senza dubbio i critici di LeBron non mancheranno al termine di questa gara, ma dei problemi relativi al finale senza energia in seguito all’infortunio ne farò menzione nei Minus.

Quello che a mio avviso deve restare negli occhi è la prova che LeBron James ha fornito nel primo tempo, in cui ha settato il tono della gara su due lati del campo. Lo sguardo è quello delle grandi occasioni fin dalla palla a due e la sensazione è quella di vivere l’ennesima pagina della splendida carriera del quattro volte MVP.

Purtroppo la stagione maledetta dei Lakers colpisce ancora e arriva l’ennesimo infortunio alla caviglia: per quel che resta della frazione si ribella al destino con una prova balistica ai limiti dell’incredibile. Ma nel secondo tempo regge solo per un quarto e cede nel finale. Spesso ho criticato la gestione dei suoi minuti, ma al netto di questo mi sento in dovere prima di tutto di ringraziare un campione che ha vinto tutto in carriera e che a 37 anni ha dato fondo ad ogni risorsa per provare ad arrivare al Play-In.

Tra le azioni spettacolari della gara del Re, voglio mostrare questo rientro difensivo contro un atleta come Jones in seguito a una palla persa dei compagni: lead by example.

L’approccio alla gara

Per la quinta partita in fila i gialloviola entrano in campo con il giusto atteggiamento. L’attacco (Minus spoiler) non brilla per fluidità ma ogni giocatore ha messo il massimo dell’effort e la difesa ha fornito una prestazione di ottimo livello fino a quando la caviglia di LeBron James e la condizione fisica di Howard han permesso ai veterani di giocare al meglio delle loro possibilità.

Oltre all’effort, l’altra ragione per il grande primo tempo risiede nella grande prova al tiro di James e compagni: 11/19 da oltre l’arco e 6/7 dalla lunetta. Un vero peccato non essere stati in grado di capitalizzare su una simile serata di grazia.

La difesa gialloviola si chiude bene e dal recupero di Augustin si scatena LeBron che serve il taglio di Horton-Tucker per il layup.

🔥 Malik Monk

Per i giovani Lakers la partita contro i Pelicans ha rappresentato una delle più importanti della carriera a livello NBa. Se Gabriel, Reaves e Johnson hanno sofferto la più alta posta in palio, così non è stato per Malik Monk.

La guardia da Kentucky, al netto degli arcinoti limiti difensivi, ha disputato un’ottima gara ed è stato l’ultimo gialloviola ad arrendersi. Il fatturato recita 23 punti e 6 assist: nel primo tempo agisce soprattutto come facilitatore mentre nella ripresa è il top scorer angeleno nel quarto periodo con 9 dei soli 14 punti messi a segno dai ragazzi di Vogel.

L’ultimo vantaggio Lakers nella gara arriva in seguito a questo elegante layup di Malik dopo il gioco a due con LeBron.

❌ Pelicans vs Lakers: i Minus

Non è semplice scrivere di una simile debacle. Il rischio è da un lato quello di farsi prendere dall’emotività, dall’altro di andare ad over analizzare la situazione e complicare la realtà. Realtà che semplicemente conferma i limiti emersi nelle precedenti 73 partite.

🤕 L’infortunio di LeBron

Dicevamo “non rendere troppo complicata la realtà”. E non si può giudicare la prova di LeBron e della squadra senza valutare l’infortunio subito dal numero 6 a metà del secondo periodo. Le quattro incredibili triple con cui ha chiuso la frazione non devono ingannare, da quel momento in avanti il Prescelto ha giocato di fatto da fermo.

Senza esplosività, la difesa ha sofferto la sua lentezza nei closeout sui tiratori e la scarsa attività a rimbalzo, mentre in attacco ha limitato al massimo il movimento senza palla rendendo ancora più statico l’asfittico attacco gialloviola. Questa non è una critica al giocatore, ma è la dimostrazione che senza il proprio leader al 100% questo roster non ha speranza. E in tale contesto le prossime partite non saranno di certo semplici.

La stagione maledetta continua.

👎 La Frontline

La partita di Dwight Howard ha seguito un’evoluzione simile a quella di James. Con la differenza che il calo delle sue prestazioni non è dovuto ad un infortunio, ma all’impossibilità per l’ex Superman di giocare oltre 30 minuti ad alto livello contro un avversario fisico come Jonas Valanciunas.

Nel primo tempo Dwight firma 6 punti, 8 rimbalzi e +20 di Plus/Minus in 17 minuti. Nel secondo tempo in 16 minuti il fatturato registra 2+2 e -22 di Plus/Minus. Anche in questo caso la colpa non è del giocatore, che ha ovvi limiti legati alla carta di identità di cui coaching staff e front office avrebbero dovuto essere a conoscenza. Con Davis in panchina e James acciaccato le alternative in frontline sono rimaste un Melo in condizioni precarie e il povero Gabriel, troppo poco per vincere a livello NBA.

Dwight in evidente debito di ossigeno non può nulla contro il pull up dal mid-range di Ingram in seguito al pick-and-roll con Valnaciunas.

🥴 Fluidità offensiva

Nelle ultime quattro partite i Lakers avevano mostrato oltre a un discreto effort una buona fluidità offensiva e non a caso i numeri dicono che sono stati in grado di segnare 125.7 punti su 100 possessi.

La speranza di una svolta è stata però smentita. Nel pre partita coach Vogel ha dichiarato come l’identità della squadra dovesse essere difensiva e in campo si è tornato a vedere un attacco a metà campo statico e fatto di isolamenti delle star. I gialloviola, senza transizione primaria, non hanno mai attaccato nei primi secondi dell’azione e di conseguenza alla difesa è bastato limitare la prima opzione di James e compagni. I 69 punti del primo tempo non devono ingannare, infatti tale dato è pompato dai punti creati dalla transizione, dalla giornata di grazia di LeBron e dalle buone percentuali dall’arco.

Nel secondo tempo i limiti dell’attacco di Vogel sono emersi in pieno: non si sono visti i drive-and-kick e i tagli off ball delle partite precedenti e a risentirne di più sono stati soprattutto i ball handler secondari mai coinvolti nel gioco. Reaves, Johnson e Horton-Tucker hanno infatti combinato per 0-1 e 0 assist nella seconda frazione. Senza dubbio ci sono delle colpe da attribuire ai tre giovani, ma la principale causa di questi dati risiede proprio nella sterilità della manovra. In questo contesto il quarto periodo è stato davvero difficile da guardare: 2 soli assist per 14 miseri punti totali.

Ultimi secondi dell’azione, area intasata, il solo LeBron a creare. Con James stanco e in condizioni precarie l’attacco dei Lakers non è una minaccia.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 01:30 italiane – tra Martedì 29 e Mercoledì 30 Marzo per affrontare i Dallas Mavericks all’American Airlines Center.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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