Key Takeaways: Dallas Mavericks vs Los Angeles Lakers. In copertina: Russell Westbrook and Frank Vogel (LM Otero, AP Photo)

Prima di guardare il match contro i Mavericks, alle primissime luci dell’alba, avevo una speranza: palle sul tavolo da parte di tutti e una furiosa battaglia per una W troppo importante. Evidentemente sono un inguaribile ottimista, o proprio non ci capisco nulla di pallacanestro.

✅ Mavericks vs Lakers: i Plus

Vedere il bicchiere mezzo pieno dovrebbe essere la filosofia giusta anche in un momento pessimo come questo, e pure viene difficile.

⚡️ Attack Russ

La partita di Russell Westbrook è stata quantomeno sufficiente per il contributo offensivo ed in generale la pressione al ferro che ha provato a mettere.

Nei primi momenti del match ci siamo aggrappati alle sue accelerazioni e, per quanto il risultato finale sia stato comunque negativo, i primi due quarti di Brodie sono stati offensivamente positivi.

Si potrebbe poi raccontare di almeno 4/5 possessi difensivi al limite del ridicolo e di alcune letture fantozziane ma sarebbe ingiusto, nello schifo che abbiamo visto, metterli sul tavolo ora.

Westbrook chiuderà con 25 punti, 8 rimbalzi e sei assist che almeno in termini statistici lo rendono il miglior Lakers, a mio modo di vedere, del match.

Russ ha giocato la partita che poteva fare, buona ma senza la forza di trascinare gli altri, e questa è la cartina tornasole di questo momento della sua carriera, che ci piaccia o meno.

🔋 Building Blocks

Con questa sconfitta i Lakers sono ufficialmente – al momento – fuori dal Play-In, il dramma che si sta consumando è solo l’inizio di una enorme sfida per il front office: costruire, con tutti i limiti dovuti ai contratti delle tre stelle, un roster che abbia un minimo di logica.

In questo senso il lavoro fatto in questa stagione con Monk, Reaves, Johnson, Gabriel e forse Augustin va portato avanti. Se occorre firmare dei contratti al minimo salariale, ha molto più senso avere dei giocatori che almeno abbiano forza atletica e possano in qualche modo metterla in campo piuttosto che pensare di portare dentro veterani sul viale del tramonto che oramai poco hanno da dire in campo.

🦍 Summer of Stanley

Stanley Johnson è un giocatore molto – molto – limitato, ad oggi in una squadra NBA vera sarebbe ai margini o forse neanche nelle rotazioni.

Eppure, il talento potenziale c’è. Il pedigree dell’ex Arizona parla chiaro, probabilmente quello che manca al californiano è fiducia e una guida ferma che lo inquadri in un meccanismo consistente.

Oggi Stanley sta tirando il 34% da 3 su due tentativi a partita, i numeri sono ancora troppo bassi sia in volume che in percentuale ma oggi non è questa la cosa più importante. Se Stanimal riuscirà a salire in volume ed un minimo in percentuale, potrebbe essere uno dei punti da cui partite la prossima stagione.

❌ Mavericks vs Lakers: i Minus

Quando nulla funziona è difficile individuare la “root cause” dell’anomalia che questi Lakers sono al momento. Sarà la disfunzionalità di Westbrook o l’assenza mentale di Vogel, ma il risultato è che anche quello che fino ad oggi un minimo aveva funzionato, adesso non va più.

🇸🇮 Luka, lo sapevamo no?

In un match cosi importante e contro una squadra con una struttura offensiva chiara c’era una sola cosa da fare: fermare Luka Doncic.

Facile a dirsi, mi direte, ed è ovvio che questa non vuole essere una critica al risultato ma alla scelta di farsi inizialmente massacrare dal talento sloveno.

La scelta di Vogel di mettere Johnson in single coverage mi trova d’accordo, ma dal primissimo possesso si è capito come avere in campo Dwight Howard, anche solo per 5 minuti, sarebbe stato fatale.

Prima di iniziare il bombardamento da tre punti Doncic ha sostanzialmente stuprato il drop di Howard, creando per sé e per Powell. Luka ha portato i Mavericks avanti, risucchiando le poche energie che i Lakers avevano in corpo per provare a stare in partita.

Vogel poi ha provato a switchare, passare a zona, blitzare ed altre strade ma oramai Doncic era on fire ed i Mavericks distanti. Mi spiace Frank, ma tenere Dwight in campo nei primi minuti è stato un suicidio e, per quanto forse la si sarebbe persa uguale, concedere questo tipo di vantaggio a Luka è da principianti.

🧱 Rookie Wall

Dopo aver giocato probabilmente la sua miglior partita della stagione, Austin Reaves sta probabilmente avendo il primo grosso momento di difficoltà in maglia Lakers.

Che sia chiaro: il campione è piccolo e le aspettative su un rookie undrafted non dovrebbero mai essere cosi alte, ma quello che abbiamo visto mettere in campo da Austin per 70 partite era probabilmente più di quello che era lecito chiedere. Ma qui si commentano i fatti ed oggi Reaves non può stare in campo.

La speranza è che il ragazzo si riprenda e che possa nelle ultime partite, fosse solo per una mera soddisfazione personale, riprendere il percorso che a mio modo di vedere lo aveva portato ad essere quanto meno in discussione per un All-Rookie Team.

📉 Free falling

La caduta dei Lakers è fragorosa ed è anche peggio di quello che i pessimisti cronisti di LakeShow avevano indicato come caso peggiore nelle previsioni di inizio stagione. Forse, però, è bene che la squadra prenda questo cazzotto diretto sulla faccia e si prepari ad essere smembrata e ricostruita da zero senza dare una seconda possibilità che forse la falsa speranza di un Play-In vinto avrebbe potuto portare.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 4:00 italiane – tra Giovedì 31 Marzo e Venerdì 1 Aprile per affrontare gli Utah Jazz alla Vivint Arena.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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