In copertina: LeBron James, Anthony Davis and Frank Vogel (Mark J. Terrill, AP Photo)

8 Gennaio 2022. Con il successo contro Atlanta – quarta vittoria consecutiva – i Los Angeles Lakers salivano al sesto posto nella Western Conference, a mezza partita da Dallas. Con Davis vicino al rientro dopo lo sfortunato infortunio di Minnesota, i californiani parevano in rampa di lancio per scalare posizioni.

Invece, nelle 38 gare successive L.A. ha vinto appena 10 volte (come Oklahoma City e una in più di Portland) ed è precipitata fragorosamente, con la speranza di accedere al Play-In tenuta in vita solo dalla matematica. Incassata la sesta sconfitta consecutiva contro Denver, i losangelini si apprestano a chiudere la stagione al disotto del 40% di vittorie (ottava volta in 74 stagioni).

Il recap della partita:

💬 Le dichiarazioni di Frank Vogel

Nonostante a metà Gennaio sembrava prossimo al licenziamento, coach Frank Vogel è rimasto al timone dei Lakers. Ma tante scelte discutibili e diverse dichiarazioni a dir poco enigmatiche, fanno pensare che l’allenatore abbia da tempo gettato la spugna.

Parlando con i media dopo il match con i Nuggets, Vogel ha elogiato la grande prestazione di Nikola Jokic (38+18+6 con 24 punti e 10/12 dal campo nel secondo tempo).

«Dobbiamo dargli credito, Jokic ha giocato una partita incredibile, soprattutto nel secondo tempo. Qualche fischio diverso avrebbe potuto creargli problemi di falli, ma noi non siamo stati in grado di contenerlo nel finale di gara.»

La sconfitta spinge i californiani due partite piene dietro gli Spurs con appena quattro gare da giocare, pertanto è inutile studiare le combinazioni possibili.

«Non dobbiamo preoccuparci della matematica. Dobbiamo pensare solo alla prossima partita. Trarre insegnamento dalle lezioni di questa partita e provare a vincere contro Phoenix.»

Anche perché nonostante un effort apprezzabile, gli angeleni continuano a perdere.

«Abbiamo giocato male l’ultima parte della gara. Non siamo riusciti a finire al ferro e in difesa abbiamo commesso troppi errori in aiuto. Ma non ho nulla da rimproverare ai ragazzi che erano in campo, hanno dato tutto.»

«Il problema principale è che non siamo riusciti a fermare il loro attacco. Con le sue skill Jokic ci ha creato tanti problemi, abbiamo tentato diverse soluzioni ma non hanno funzionato.»

L’unico in grado di rivaleggiare con l’MVP in carica è stato Anthony Davis, autore di una partenza super, salvo poi rallentare a causa dell’ennesimo problema al piede destro.

«AD ha fatto tutto quello che poteva. Col passare dei minuti il dolore al piede aumentava, le smorfie erano eloquenti, ma ha tenuto duro. Abbiamo provato ad utilizzarlo al massimo senza strafare.»

🥴 Una stagione irreale e confusionaria

Il filotto di sconfitte – con LeBron James in dubbio per la gara contro i Suns – rende difficile analizzare e commentare le prove dei Lakers, anche perché gli aggettivi sono esauriti da tempo. Per cui Frank Vogel non usa mezzi termini.

«Fa schifo. Fa schifo dire ai ragazzi dopo ogni partita “Sono orgoglioso, abbiamo lottato. Ma abbiamo perso.” Quindi non è divertente, ma potrebbe essere peggio, per un motivo semplice: il gruppo è rimasto unito. Stanno lottando con l’attitudine giusta, ed è una cosa buona in termini di coesione. Ma è scoraggiante continuare a dire che non siamo stati all’altezza.»

L’allenatore dei californiani poi elogia l’impegno di Russell Westrbook, con delle parole al miele che stridono con i precedenti stagionali. Ed in effetti, Brodie nel post partita ha commentato in modo criptico l’operato del coaching staff (si veda il recap).

«Sono orgoglioso di Russ, ci ha guidato in tutte le occasioni in cui LeBron e AD sono stati fuori. È sempre coinvolto nella preparazione delle partite e sta facendo il possibile per aiutare la franchigia e il nostro gruppo a superare l’ostacolo. Sono davvero orgoglioso di lui.»

Vogel chiude commentando l’esclusione di Austin Reaves, uscito dalle rotazioni in favore di uno dei pretoriani del coach: Avery Bradley.

«Reaves non è sceso in campo per una serie di motivi. Credo che Austin abbia giocato bene tutto l’anno, ma quando perdi così tanto come stiamo facendo, occorre cercare soluzioni differenti. Ultimamente non sta tirando bene e in alcune occasioni è sembrato affaticato. Non è una mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma abbiamo considerato Avery una possibile soluzione. L’altra sera ha giocato davvero bene, per questo gli abbiamo dato questi minuti.»

Really, Frank?

Per fortuna mancano solo quattro gare al termine della stagione regolare, preparate i pop corn.

Ascolta le parole di Frank Vogel:

NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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