Key Takeaways: Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets. In copertina: Anthony Davis and Frank Vogel (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Sesta sconfitta consecutiva per i Los Angeles Lakers che, privi di LeBron James, cadono in casa contro i Denver Nuggets e sono sempre più lontani dal torneo Play-In.

✅ Lakers vs Nuggets: i Plus

Come quelle farfalle che una volta schiuso il bozzolo, appaiono bellissime ma vivono poco tempo, così è stata l’apparizione di Davis sul parquet.

⁉️ What If…?

La partita senza problemi fisici di Anthony Davis termina dopo circa otto minuti, quando con un bellissimo euro-step aggira Jokic, subisce fallo e converte ugualmente il layup.

La fluidità del terzo tempo di questo albatros di 2.08 è accecante.

L’immagine successiva che ci viene mostrata dalla telecamera non è quella esultante del nativo di Chicago, ma bensì siamo costretti per l’ennesima volta a vedere AD dolorante mentre si tiene la caviglia destra.

Sino a quel momento avevamo assistito ad una breve ma intensa esposizione del talento del prodotto di Kentucky, che offensivamente aveva scorrazzato per il pitturato avversario, chiudendo anche al ferro due lob mentre in difesa aveva stampato Jokic al ferro con un perentorio aiuto dal lato debole.

Il tempo nell’aiuto dal lato debole è semplicemente perfetto.

Dopo una pausa in panchina, necessaria per valutare le condizioni del piede destro, Davis ritorna in campo per chiudere un primo tempo giocato ad alto livello in entrambe le metà campo (17 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate e 2 palle rubate).

Il tempo passa ed il giocatore che rientra nella ripresa è visibilmente sofferente, tant’è che l’apporto del numero 3 nella ripresa è nettamente inferiore. The Brow è limitato in maniera evidente dal problema fisico, poiché più volte lo si è visto trascinare il piede durante gli spostamenti in campo.

Da tifoso e grande estimatore del talento di Davis, i primi otto minuti hanno fatto più male che bene.

⚡️ Brodie

Mentre Davis era in panchina, Russell Westbrook ha tenuto a galla i Lakers ad inizio secondo quarto con una prestazione offensiva perfetta dal campo (5/5).

In tutta la partita è sembrato in controllo del ritmo dell’attacco, sapendo scegliere con accuratezza quando e come attaccare il ferro avversario, sfruttando mismatch ed in maniera efficace situazioni di transizione, come poche volte è riuscito a fare in questa stagione.

Isolamento in post e mismatch, due punti al ferro.

Come tutta la squadra cala alla distanza, in particolar modo nell’ultimo periodo, dove però è l’ultimo ad arrendersi.

È stato il primo capro espiatorio della stagione deludente, ci sono buone probabilità che l’anno prossimo non lo si vedrà più con la casacca gialloviola, ma le prestazioni di fine stagione sono, tutto sommato, positive.

🔢 Aggrappati alla matematica

Da un punto di vista teorico, possiamo ancora raggiungere il torneo Play-In ma sarebbe necessario vincere almeno tre degli ultimi quattro incontri, mentre gli Spurs dovrebbero uscire sconfitti da tutti i loro.

Non so se vi siano tra i tifosi, anche tra i più irriducibili, persone che ancora credano in questo traguardo visto che oramai il suo raggiungimento è divenuto un vero e proprio miracolo sportivo, visto che i Lakers non vincono due partite consecutive dal lontano 7 Gennaio.

Lascio questa flebile speranza tra i Plus proprio perché quasi sicuramente, dopo il prossimo incontro con i Suns, saremo già ufficialmente a Cabo a prendere il sole.

❌ Lakers vs Nuggets: i Minus

Ormai non suona nemmeno più come un déjà vu perché è l’amara realtà dei fatti, poiché se escludiamo i blowout, siamo sempre arrivati “corti”, trasformando il quarto periodo in una semplice gara a chi fa più canestri, che abbiamo perso sistematicamente.

🥴 Facile confusione

Dopo un buon inizio, che ha visto i gialloviola costruire buoni tiri e generare turnover in difesa – complice l’approccio alquanto morbido di Jokic alla partita – i Lakers sono andati allo sbaraglio di fronte ad un semplice aggiustamento di coach Malone, ovvero quello di passare a zona.

Questo schieramento difensivo ha ostruito l’area ai giocatori di casa, che per un paio di minuti sono andati letteralmente fuori giri offensivamente, limitandosi a prendere ciò che la zona ti concede, ovvero conclusioni da tre punti, mal costruite dalla squadra gialloviola.

Palla che viaggia lenta, senza sfruttare lo spot debole della zona, blocco abbozzato di Davis. Palla ad Anthony che non ci pensa due secondi per lasciar partire il tiro con ancora 16 secondi sul play clock.

Lo stesso allenatore di Denver, ai microfoni di Malika Andrews al termine del primo quarto, ha parlato della sua scelta come atipica e necessaria visto la bontà offensiva dell’inizio di gara dei Lakers, poiché solitamente i Nuggets non utilizzano la zona.

Queste parole forse elogiano eccessivamente l’inizio partita dei padroni di casa, ma sottolineano anche come situazioni poco utilizzate e magari non perfettamente eseguite da parte degli avversari possano mettere in difficoltà questa versione dei Lakers privi di James, deus ex machina totale dell’attacco gialloviola.

🥶 NO Microwave

Parametrata ai minuti passati sul parquet, probabilmente questa è stata una delle peggiori prestazioni di Monk in maglia gialloviola

Se l’inizio è sembrato incoraggiante (cinque dei suoi sei assist sono arrivati nei primi 7 minuti) ed alcune sue palle per Davis si sono trasformate in momenti da highlight, successivamente il prodotto di Kentucky esce dalla partita, compiendo diverse scelte offensive a dir poco infelici.

Più volte si è intestardito nel puntare l’area intasata di Denver, finendo per essere respinto con perdite.

Area intasata, con Cousins che fa drop profondo. Monk sceglie di andare ad infilarsi in un vespaio. Palla persa.

In una notte dove al di fuori delle due stelle e di Melo, che in realtà ha raccolto punti con molte conclusioni e non tutte ben costruite, lui in teoria sarebbe l’unico altro giocatore del roster in grado di prodursi un tiro in maniera efficace ed è per questo motivo che il suo passaggio a vuoto risulta più evidente, anche delle prove incolori dei compagni.

🧠 I macigni di Frank

Vogel sentendo la fine sempre più vicina non fa come gli elefanti, che si ritirano in luoghi appartati per andare incontro al grande oblio, ma si mette sotto la luce dei riflettori per togliersi le ultime soddisfazioni personali.

Se recentemente, più volte, abbiamo inserito le sue scelte di campo tra i Minus dell’incontro, in questo caso l’ex coach di Indiana ed Orlando ci finisce anche per le dichiarazioni pronunciate nel post-partita.

Sono enigmatiche le dolci parole rivolte a Westbrook, del quale Frank è orgoglioso per come ha guidato il gruppo nelle difficoltà (cioè fuori dalla postseason?), poi lo stesso Russell ha “elogiato” l’operato del coaching staff, glissando sulla domanda limitandosi a dire che il coaching staff ha fatto quello che riteneva giusto.

Ma ciò che stona maggiormente sono le motivazioni con cui ha giustificato il DNP di Reaves a favore del suo favorito Bradley, meritevole di fiducia dopo una buona (!?) partita contro New Orleans.

Se possiamo essere in parte concordi con il momento di flessione di Austin, questo non giustifica la sua totale esclusione dalle rotazioni, segno di una gestione ormai schizofrenica da parte del coach che sembra voler mostrare agli addetti ai lavori di provarci piuttosto che farlo veramente.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 4:30 italiane – tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Aprile per affrontare i Phoenix Suns al Footprint Center.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Universitario e calciatore cresciuto nelle nebbie ferraresi. Appassionato di qualsiasi sport che non necessiti un motore. Tifoso Lakers da quando a sette anni mi regalarono la canotta di Kobe.

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