Key Takeaways: Phoenix Suns vs Los Angeles Lakers. In copertina: Austin Reaves, Devin Booker and Stanley Johnson (Barry Gossage, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers vengono sconfitti per 121 – 110 dai Phoenix Suns e perdono la settima partita consecutiva. Tale risultato, combinato con la vittoria dei San Antonio Spurs contro i Denver Nuggets, esclude matematicamente i gialloviola dal torneo Play In e certifica il totale fallimento della stagione 2021-22.

✅ Suns vs Lakers: i Plus

Sono entrato virtualmente a far parte del progetto Lakeshow nel Giugno 2019, il giorno in cui ho conosciuto il nostro grande Boss Odino al concerto dei Tool. E voglio dedicare il testo di una delle canzoni più iconiche della band angelena alla stagione dei Lakers:

Some say the end is near
Some say we’ll see Armageddon soon
I certainly hope we will
I sure could use a vacation from this
Bullshit three ring circus sideshow of Freaks
Here in this hopeless fucking hole we call LA
The only way to fix it is to flush it all away
Any fucking time, any fucking day
Learn to swim, see you down in Arizona Bay

Ænema

Più che un plus una speranza. Per citare il testo di Ænema, la fine (della stagione) è vicina e senza dubbio mi auguro vedremo l’Armageddon dei Lakers così come li conosciamo oggi. L’unico modo per sistemare le cose è spazzare via tutto. Via i giocatori, via il coaching staff, via la dirigenza e volesse il cielo via la proprietà.

Il lato positivo, almeno per qualche settimana, è che noi tifosi potremo goderci i Playoff Nba senza pensare al circo di pagliacci che ha caratterizzato l’annata gialloviola.

Patrick Beverley

Ora torniamo al campo e per la precisione tocca un ringraziamento al grande nemico Patrick Beverley.

La stagione di Westbrook è segnata da due gare contro i Minnesota Timberwolves. La prima a Gennaio, quando perde 9 palloni e per la prima volta viene criticato pubblicamente. Da quel momento il rendimento peggiora e Russ appare un ex giocatore, solo 15.9 punti a gara con 5.5 assist, ma soprattutto appare svuotato e senza energia. Le statistiche avanzate non mentono: solo il 55% di realizzazione al ferro e 94.3 punti su 100 tiri tentati (11mo %ile), dati ben al di sotto dei suoi standard.

La svolta arriva a Minneapolis a metà Marzo, quando il sopracitato Beverley si prende gioco di Russ in seguito ai suoi errori nell’ennesima sconfitta gialloviola. Brodie minimizza l’accaduto in sala stampa, ma da quella partita ritorna ad essere un giocatore di basket: 22.2 punti con oltre il 50% dal campo, 7.1 assist e soprattutto il 71% di realizzazione al ferro evidenziano che la voglia di competere è tornata.

La gara di Phoenix, nonostante le palle perse e le omissioni difensive, conferma il trend: Russell segna 28 punti, 18 dei quali nel primo tempo quando riesce a mantenere i suoi a contatto. La speranza è che queste buone prestazioni servano a rilanciarlo e inducano qualche gm a provare a dargli una chance per la stagione 2022-23. Come si dice spesso, magari qualcuno ce casca…

Una bella soluzione al ferro sfruttando la gravity di Davis

Austin Reaves

Il giovane undrafted ritrova posto all’interno delle rotazioni dopo l’esclusione da parte di Vogel nelle partite in cui i Lakers si giocavano le ultime chance di accesso al Play In e mostra sul campo al proprio coach come meritasse minuti e fiducia.

Il suo fatturato registra 18 punti, 6 assist, 4 rimbalzi e il miglior plus minus di squadra con +9 in 31 minuti sul parquet. Tali numeri rappresentano un’inversione di tendenza dopo alcune gare complesse nella metà campo offensiva, infatti aveva messo a segno solo 10 punti totali nelle ultime 4 apparizioni in campo. Nella metà campo difensiva invece è il gialloviola che fa meglio contro Devin Booker, solo 2-7 dal campo per la guardia dei Suns quando marcata da Reaves. Per la disastrata situazione del roster, in vista della prossima stagione è imperativo investire al meglio su di lui.

Il prodotto University of Oklahoma nel secondo quarto ci ha regalato una delle giocate più spettacolari dell’anno

❌ Suns vs Lakers: i Minus

I Phoenix Suns hanno gestito a piacimento la gara e la sensazione era che potessero vincere non appena avessero deciso di accelerare e così è stato.

Il parziale decisivo

Coach Phil Jackson sosteneva che un modo per valutare l’abilità di un coaching staff è il risultato dei primi 5 minuti del terzo periodo, ovvero il momento in cui si vedono gli aggiustamenti dell’intervallo.

I gialloviola sono rimasti a contatto dopo l’allungo a fine secondo quarto e hanno chiuso sul -5 il primo tempo. Ma i Phoenix Suns al rientro dagli spogliatoi hanno cambiato ritmo e in pochi minuti chiuso la gara. Negli 8 minuti in cui lo starting five è rimasto in campo i padroni di casa hanno fatto un parziale di 31-12 che ha condannato i Lakers, evidenziando l’enorme differenza sotto ogni aspetto del gioco tra una contender reale e il disastro gialloviola.

L’attacco dei Suns quando alza i ritmi è incontenibile per la difesa gialloviola

Anthony Davis

Mettiamo le cose in chiaro, Davis non finisce nell’elenco dei cattivi per aver giocato male. La sua prestazione non è eccezionale, ma il bottino dice comunque un discreto 21 punti e 13 rimbalzi con 10-18 dal campo. Quello che non mi va giù è proprio il fatto che sia sceso sul parquet.

Dopo appena un minuto di gioco, al secondo possesso offensivo dei Lakers, AD attacca Ayton e segna un bel canestro in gancio dopo l’uno contro uno fronte a canestro contro il centro bahamense. Non appena atterra, è però subito sofferente al piede e inizia a zoppicare. Mi chiedo che senso abbia mettere a rischio in questo modo il più importante asset della franchigia.

AD, come dichiarato ai media, è infastidito dalla sua reputazione di giocatore soft e vuole mostrare al mondo intero di essere un duro. A mio avviso è un esercizio inutile, i critici soprattutto quando si perde ci saranno sempre. Ma un suo infortunio ora potrebbe essere disastroso per la prossima stagione e per il suo futuro.

Vuole dimostrare qualcosa ai tifosi? Lavori sul suo jumper perduto. Nella notte 3-10 per i tiri fuori dalla restricted area e 1-2 dalla lunetta. In due stagioni è peggiorato ai liberi dal 85% al 71% e al tiro dall’arco dal 34% al 19%. Se vuole tornare a essere considerato un top 10 Nba deve invertire la tendenza.

L’azione incriminata in cui Davis inizia a zoppicare

Monk e Johnson

I giovani Lakers rappresentano il principale interesse del finale di stagione e meritano un focus particolare in ogni gara. Oggi si registra un passo indietro per Malik Monk e Stanley Johnson.

La guardia commette 3 falli nei primi minuti di gara e di fatto si autoesclude dal primo tempo. A parte alcuni buoni giochi a due conditi da pregevoli assist con Davis il suo contributo è marginale e limitato a soli 18 minuti.

Il tempo sul parquet è pure minore per l’ex Pistons, il quale appare decisamente appannato e ai margini del gioco. Solo un canestro dal campo nelle ultime 4 partite e soli 10 punti complessivi per Stanley, un risultato deludente dopo i progressi mostrati anche come ball handler secondario un paio di settimane fa.

Partita da dimenticare per Stanley Johnson

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 4:00 italiane – tra Giovedì 7 e Venerdì 8 Aprile per affrontare i Golden State Warriors al Chase Center.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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