In copertina: Frank Vogel and Russell Westbrook (Harry How, Getty Images)

Con la vittoria di Denver la disastrosa stagione dei Los Angeles Lakers è ufficialmente terminata, ma già prima dell’ultima sirena sono usciti diversi articoli che raccontano rumor di mercato, conferme del front office e potenziali nuovi volti sulla panchina angelena.

Facciamo, quindi, qualche passo indietro e riassumiamo tutte le indiscrezioni uscite nelle ultime settimane.

👋 Arrivederci

Secondo quanto riportato da Jake Fischer, penna di Bleacher Report, Kendrick Nunn dovrebbe esercitare la player option del suo contratto potrebbe così avere, forse, l’occasione di esordire finalmente in maglia Lakers. Perché forse? Stando a Fischer i losangelini, guidati da Rob Pelinka, saranno molto attivi sul mercato nella ricerca di uno scambio che veda coinvolto Russell Westbrook e non solo.

Arrivederci non solo a Nunn, ma anche a Malik Monk. Tra gli addetti ai lavori intervistati da B/R c’è la sensazione che l’ex Charlotte in estate possa ricevere un’offerta tra i 5 e i 10 milioni di dollari. Dal canto loro, i gialloviola possono offrire al massimo 6.339.000 dollari. Il figlio dell’Arkansas non ha mai nascosto la gratitudine che nutre nei confronti della franchigia che gli ha permesso di mettersi in mostra.

Arrivederci a… Rob Pelinka. Questa volta grazie alla ricostruzione di Ramona Shelburne di ESPN possiamo dire che non ci sarà nessun licenziamento nel front office e quindi Pelinka e i suoi GM ombra potranno continuare a lavorare in tranquillità.

Infine, un ultimo arrivederci… Ancora da Fischer arriva la smentita sull’eventuale intenzione dei Lakers di scambiare Anthony Davis. Nonostante le recenti uscite di Magic e Windhorst, i losangelini nutrono ancora fiducia nel fatto che con The Brow e LeBron James sani si possa competere per la vittoria del titolo.

💎 Un diamante è per sempre. Westbrook, a quanto pare, no.

Agosto, settantacinquesima stagione NBA. La lega più famosa al mondo si prepara a mettere in mostra tutto il suo meglio cambiando addirittura il logo, inserendolo in una cornice a forma di diamante. In tutto ciò, le uniche notizie che interessano i tifosi – soprattutto gialloviola – sono quelle su Russell Westbrook e il suo imminente passaggio ai Lakers.

Nove mesi dopo, tanti nodi sono venuti al pettine e adesso la franchigia guidata da Jeanie Buss si ritrova con meno asset e un Brodie da scambiare. Non è un segreto infatti che ormai da mesi il prodotto di UCLA sia al bordo della strada col cartello vendesi. Come una vecchia auto usata della quale non sai cosa fartene.

I Lakers erano riluttanti a scambiare Westbrook alla trade deadline aggiungendo la loro first pick del 2027, soprattutto perché gli asset disponibili sono pochissimi dopo le trade Davis (2019), Schröder (2020) e Westbrook (2021).

Diverse fonti hanno affermato che i Lakers sembrano poco inclini a stretchare il suo salario su più anni. Dal canto suo, Russell pare poco interessato a rinunciare alla sua player option da 47 milioni oppure ad avere un buyout dalla franchigia. Questione di Pride & Money.

A questo punto non resta che la trade. In attesa della conferma di Nunn, i Lakers possono creare un pacchetto composto da Westbrook, Talen Horton-Tucker, lo swap pick 2026 e 2028, le first pick 2027 e 2029.

Numero di asset limitato e di scarso valore, anche perché dopo questa difficile stagione il valore sul mercato di THT è notevolmente ridimensionato. E pensare che solo 13 mesi fa era il nativo di Chicago era l’ago della bilancia tra avere Kyle Lowry ad L.A. e no… Come passa il tempo.

L’ipotesi trade con Houston e in particolare John Wall è sempre in piedi. Nella scorsa trade deadline le due franchigie hanno trattato fino agli ultimi minuti ma senza risultati, dato che la squadra texana voleva almeno un pick swap.

Secondo Marc Stein invece, ci sarebbe anche un timido interesse da parte di Charlotte. La franchigia della Carolina del Nord, secondo Stein, è una di quelle squadre da tenere d’occhio come potenziali partner dei gialloviola. MJ e Mitch Kupchak hanno intuito che col potenziale di LaMelo Ball ci potrebbe essere la possibilità di attrarre più free agent e mantenere intatto il nucleo con Miles Bridges, così per non ingolfare il cap su più stagioni potrebbero cercare un contratto più breve.

Lo scenario ipotizzabile vedrebbe coinvolto il contratto di Gordon Hayward (altre due stagioni) oppure quello di Terry Rozier (quinquennale fresco fresco). Così facendo gli Hornets ne guadagnerebbero in flessibilità, in attesa del rinnovo al massimo salariale del più giovane dei fratelli Ball.

Un’altra squadra che potrebbe rivelarsi una possibile destinazione per RW0 sono i Pacers. Secondo l’insider di The Athletic Shams Charania, infatti, la squadra allenata da Carlisle potrebbe essere interessata al talento UCLA per lo stesso motivo citato per gli Hornets, ovvero liberare spazio salariale per i prossimi anni. I due canditati in caso di trade potrebbero essere Malcolm Brogdon e Buddy Hield.

🧠 AAA Allenatore Cercasi

«Ciao Frank, Come stai? Dovremmo parlarti, puoi raggiungerci?» Così i Lakers avrebbero dovuto comunicare a Frank Vogel il suo esonero e non tramite un tweet di Woj due minuti dopo la fine dell’ultima partita stagionale.

Ma cacciato un allenatore è subito il momento di cercarne un altro, per cui ecco i possibili candidati che sono stati rumoreggiati dai vari insider NBA.

Quin Snyder

Snyder, allenatore degli Utah Jazz, è forse quello menzionato più spesso in orbita Lakers. Per ora, Quin resta a Salt Lake City ed è lui stesso a confermarlo, come riportato da Andy Larsen del Salt Lake Tribune: «Mi concentro sui nostri ragazzi e sul nostro team. E come ho detto, affrontare ipotesi o questo tipo di domande, in qualsiasi forma, lo ritengo irrispettoso.»

Eppure ciò non ha lasciato cadere le voci secondo cui Quin Snyder, già assistente dei Lakers dal 2011/12, potrebbe essere incline ad allontanarsi dai Jazz dopo questa stagione. C’è, tuttavia, una buona dose di scetticismo nella NBA sul fatto che Snyder sarebbe veramente interessato a un ipotetico matrimonio con i californiani. Perché? L’allenatore dei Jazz potrebbe essere un candidato altrettanto importante per succedere un giorno a Gregg Popovich a San Antonio.

Doc Rivers

Quello di Rivers, allenatore dei Philadelphia 76ers, è un nome ricorrente tra gli insider della lega come potenziale candidato dei Lakers. Anche il contratto di Doc Rivers ai 76ers è stato messo in discussione di recente, spinto dall’acquisizione di James Harden da parte del presidente Daryl Morey e dalla crescente speculazione che ne è seguita su una potenziale riunificazione con l’ex allenatore dei Rockets di Harden, Mike D’Antoni.

Gli altri nomi

Kurt Rambis, nome che aleggia in orbita Lakers come la luna ruota intorno alla terra. L’ex giocatore gialloviola fa parte della franchigia ormai da decenni ma la sua candidatura non è forte, almeno come allenatore… Al contrario, come GM ombra ormai si dice che Rambis sia una figura predominante nel front office.

Poiché i californiani dovrebbero concentrarsi su candidati con precedenti esperienze, l’ex allenatore e attuale assistente di Golden State Mike Brown – colui che volle Snyder nel suo staff – è noto per avere interesse nel lasciare gli Warriors per un’altra opportunità da Head Coach. Lo stesso vale per Steve Clifford, più recentemente allenatore di Orlando 2018 a 2021, anche lui come Snyder vanta un’esperienza da assistente nei Lakers 2012/13.

Del resto è anche opinione diffusa che Los Angeles, come è consuetudine del franchise, darà la priorità ai candidati allenatori con legami passati con l’organizzazione.

🏀 Nick Nurse e Juwan Howard

Altri due nomi papabili che sono usciti negli ultimi giorni e confermati anche da Shams Charania sono: il primo un vero e proprio sogno proibito, mentre il secondo una giovane promessa.

Il sogno è Nick Nurse, che difficilmente accetterebbe la corte dei Lakers poiché a Toronto ha messo su un vero e proprio laboratorio di campo, dove poter fare tutti i suoi esperimenti tattici. Sembra che i Lakers abbiano proprio lui in cima alla lista dei desideri e sperano che la possibilità di allenare James e Davis possa convincerlo a trasferirsi dalla fredda Toronto alla calda Los Angeles. Ma non basterà convincere lui e il suo agente (Klutch Sports). Nel caso in cui Nurse dovesse accettare l’incarico, i gialloviola dovranno in quale modo convincere anche i Raptors a lasciarlo partire. Come? Ovviamente con una trade e qualche pick al draft.

L’altro nome è quello di Juwan Howard, ex compagno di squadra di LeBron e attuale allenatore di Michigan University. L’ex giocatore degli Heat era già stato intervistato nel 2019 quando gli venne preferito Frank Vogel.

L’allenatore non verrà scelto presto, anche perché secondo Woj i nomi che verranno scrutinati saranno tanti. Il dilemma Westbrook avrà bisogno anch’esso di tempo per essere svelato, quindi? Quindi non ci resta che aspettare e vedere cosa accadrà nella magica estate gialloviola.



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