Key Takeaways: Denver Nuggets vs Los Angeles Lakers. In copertina: Mike Trudell, Malik Monk, Austin Reaves, Rob Pelinka and (Garrett Ellwood and Tyler Ross, NBAE via Getty Images)

La stagione dei South Bay… Los Angeles Lakers si chiude con il successo in casa dei Denver Nuggets. I gialloviola s’impongono per l’ottava volta nei dieci overtime disputati e chiudono la stagione con due vittorie consecutive. Non accadeva dal 7 Gennaio (…).

Il record nettamente inferiore anche alle previsioni più tiepide (33-49, solo in sette occasioni si è fatto peggio) e il mancato accesso al Play-In hanno causato il licenziamento di Frank Vogel.

✅ Nuggets vs Lakers: i Plus

La nota positiva è rappresentata per l’ennesima volta dalla voglia di competere e mettersi in mostra dei giovani Lakers. La vittoria non ha un significato particolare viste le numerose assenze tra le fila dei Nuggets, ma è comunque un giusto riconoscimento per l’ultima panchina coach Frank Vogel.

🎸 Austin Reaves

HBK non poteva chiudere la campagna da rookie in modo migliore. Prima diventa la quinta matricola nella storia dei Lakers a mettere a segno una tripla doppia e poi con una serie di giocate una più clutch dell’altra manda la partita all’overtime e di fatto domina l’extra frazione.

Più volte abbiamo sottolineato come Austin sia la nota lieta della pessima annata gialloviola, ed oggi ha mostrato tutto il suo repertorio. Oltre agli hustle plays e alla predisposizione a giocare “the right way”, anche i numeri sono strabilianti: 31 punti, 16 rimbalzi, 10 assist e 3 stocks.

Nella prima parte di gara gioca nella abituale spot di facilitatore off the ball e spiccano i 4 rimbalzi offensivi e i 5 assist, segno di come sappia leggere il gioco e impattare la gara pur con uno usage ridotto (meno del 20%).

Austin si trova a gestire l’attacco negli ultimi secondi dell’azione: la difesa è mossa e sfrutta l’accoppiamento con Cousins, attacca Boogie da palleggio e trova Johnson in angolo per la tripla wideopen. Poco male per l’errore di Stanley, usa il suo dinamismo e la pigrizia del centro dei Nuggets per consuistare il rimbalzo offensivo e convertirlo in due punti.

Nel secondo tempo, causa l’infortunio di Horton-Tucker e l’ingresso in quintetto di Ellington, Vogel assegna a Reaves il compito di ball handler principale. Austin non è perfettamente a suo agio nella parte e, complici sue alcune palle perse, nel terzo periodo i Lakers vanno sotto.

Ma nel quarto finale arriva il riscatto, prima arma la mano di Monk che domina la frazione e nel clutch time si mette in proprio portando i Lakers alla vittoria: mette a referto 9 punti negli ultimi 4 minuti tra cui spicca la tripla del -2 e la rubata per il pareggio. L’overtime a quel punto è di sua proprietà e segna i primi 7 punti gialloviola che da soli battono il fatturato dei Nuggets.

In questa azione c’è tutto Reaves: la voglia di fare le piccole cose, il fiuto per gli hustle plays, i fondamentali solidi, la capacità di fare giocate importanti nei momenti decisivi della partita.

🔥 La bellezza di Monk

La partita contro i Nuggets, vista l’imminente free agency e l’impossibilità da parte del front office gialloviola di offrire più della Mini MLE, potrebbe essere l’ultima di Malik Monk in maglia Lakers. E il ragazzo da Kentucky chiude la stagione con il career-high e una serie di giocate una più bella dell’altra.

Il tabellino recita 41 punti con 14/25 al tiro e il 50% dall’arco. L’ultimo periodo è uno show di altissimo livello e i suoi 18 punti di fatto permettono ai Lakers di restare in scia e apparecchiano la tavola per il finale di Reaves.

Anche contro i modesti Nuggets di ieri le lacune in difesa sono emerse e questo aspetto andrà a influire sul futuro contratto e ruolo. Il talento cristallino in ogni caso permetterà a questo ragazzo quantomeno di essere uno scorer in uscita dalla panchina per molti anni ad alto livello.

💪 Hustle Wenyen

In settimana il front office gialloviola si è assicurato la possibilità di poter firmare Wenyen Gabriel anche per il 2022/23 e tale mossa va applaudita. Il sudsudanese è il migliore dei Lakers nel Plus/Minus (+14) e mi ha colpito per un paio di aspetti.

In difesa ha mostrato di essere efficace nei closeout sui tiratori e sui cambi sui piccoli, questo grazie ad agilità, rapidità e lunghezza delle braccia. Il tabellino dei cosiddetti hustle plays recita 15 tiri contestati e di questi ben 11 triple. I numeri relativi alla difesa dicono che contro di lui i Nuggets hanno tirato 1/13 da tre punti: per quanto tale dato vada sempre preso con le pinze contestualizzato è comunque indicativo delle caratteristiche di Wenyen.

Sul cambio finisce contro Hyland, che si posiziona nell’angolo. Il suo atletismo gli permette di stazionare nel dunker spot e scoraggiare la conclusione al ferro e quindi di eseguire il closout sul tiratore.

Allo stesso modo, le sue peculiarità fisiche gli permettono di essere un ottimo rimbalzista offensivo. Non a caso per Cleaning the Glass recupera il 10.3% dei tiri sbagliati dai compagni, dato che corrisponde al 99%ile NBA.

THT e HBK costruiscono una buona azione, Gabriel attacca bene il closeout e nonostante l’errore la sua capacità di saltare più volte gli permette di recuperare l’errore e segnare due punti.

❌ Nuggets vs Lakers: i Minus

by Giovanni Rossi

L’ennesimo problema fisico e un cerbiatto da accudire possono essere tollerati. La gestione del licenziamento di Vogel assolutamente no.

🚑 T-ankle Horton-Tucker

Nel secondo quarto della gara di inizio Marzo contro Dallas, Talen Horton-Tucker si è procurato una distorsione alla caviglia sinistra. Dopo aver saltato tre delle successive otto partite, al termine della gara contro gli Wizards ha candidamente dichiarato di convivere con una distorsione di secondo grado.

Secondo il Dottor Rajpal Brar, analista medico per Silver Screen and Roll, un problema del genere avrebbe richiesto 3/4 settimane di riposo. Invece, THT ha stretto i denti continuando a giocare sull’infortunio e collezionando altre quattro assenze nel mese seguente. Contro i Nuggets, dopo un contatto a rimbalzo con Vlatko Cancar, ha dovuto nuovamente lasciare il terreno gioco.

Talen ha stretto i denti per un paio di minuti, poi ha lasciato il campo senza fare più ritorno.

Essendo al centro di tante critiche a causa dal rendimento poco consono al quarto atleta più pagato del roster dei Lakers, è comprensibile il perché Horton-Tucker abbia voluto scendere in campo. Il recente career-high (40 punti) contro gli Warriors ha confermato quanto il potenziale del nativo di Chicago sia lungi dall’essere sfruttato adeguatamente.

Tuttavia, è paradossale che lo staff medico di una franchigia martoriata dagli infortuni nell’ultimo biennio sportivo, abbia messo a repentaglio un asset già svalutato di suo.

😱 «Ehi, McClung!»

Per una sera Biff Tannen (aka Jeff Green) ha avuto la meglio su Marty McFly (aka Mac McClung). Il veterano ha fatto valere tutta la sue esperienza e la superiorità fisica contro il fresco Rookie of the Year della G League.

Ma non è il mismatch sfavorevole col veterano dei Nuggets a determinare l’inserimento di McClung nei Minus. Il buon Mac – comunque decisivo con il gioco da quattro punti nel finale della gara – ha confermato le impressioni della Summer League.

Schiacciate esaltanti come quella sulla sirena fanno il paio con un tiro ondivago, un fisico esile e la perenne sensazione dell’asino in mezzo ai suoni nella metà campo difensiva. Il numero 37 è sempre fuori posizione, viene battuto con facilità nell’uno-contro-uno dai pari ruolo e i presuntosi tentativi di stoppare si tramutano in sbracciate confuse e due liberi per gli avversari.

McClung è un benefattore, Reed ringrazia per l’easy and-one.

Il novello two-way player dei Lakers, se vuole provare a restare nella NBA deve necessariamente lavorare sui principi difensivi basilari. Altrimenti le giocate sopra il ferro rimarranno un piacere solo per gli occhi degli spettatori della G League.

🤬 «…e infine i quaquaraquà

Il destino di Frank Vogel era segnato. Non dai risultati sul campo e neppure dalle speculazioni sul suo licenziamento di metà gennaio. Il fato dell’allenatore della squadra campione NBA – …appena 18 mesi fa – è stato deciso nel momento in cui il suo credo cestistico, condivisibile o meno, è stato accartocciato e gettato nel cestino. Dalla scorsa free agency la spada di Damocle incombeva sul futuro di Vogel.

Pertanto, quando Adrian Wojnarowski ha riportato che Vogel sarebbe stato licenziato dopo la pesante sconfitta di Denver se Jason Kidd non si fosse trasferito a Dallas, nessuno è rimasto davvero sorpreso. Ma al ritorno in Colorado, le modalità con cui è arrivato il licenziamento sono francamente imbarazzanti e degne dei quaquaraquà di Sciascia.

Neppure il tempo di mettere a fuoco l’impresa compiuta da Austin Reaves e compagni ed ecco che arriva il tweet di Woj che anticipa le intenzioni dei Lakers. Un epilogo scontato, ma reso sconcertante dalle tempistiche e dal fatto che il coach non sapesse nulla. Come testimoniato dalla sua genuina reazione in sala stampa.

«Non mi hanno detto un caz*o.»

Frank Vogel

Vogel non è esente da colpe e su LakeShow lo abbiamo elogiato o criticato senza mezzi termini. Ma non meritava di essere licenziato così e di non essere neppure presente nelle exit interview di fine stagione in programma questa notte.

In bocca al lupo Frank!

«Ce l’abbiamo fatta!»

I retroscena della stagione usciti nelle scorsa settimana, adesso hanno un sapore ancora più amaro. Per chi non lo avesse ancora fatto, di seguito una corposa sintesi:

📅 Next Game

La stagione dei Los Angeles Lakers si chiuderà nella notte – alle 3:30 italiane – tra Domenica 10 e Lunedì 11 Aprile con la gara contro i Denver Nuggets alla Ball Arena.

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Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.



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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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