Per passare da ottimo colpo degli scout dei Los Angeles Lakers a – ennesimo – asset mail gestito dal front office, Thomas Bryant ci ha impiegato meno di un anno. All’epoca – estate 2018 – al centro non bastarano 19.7 punti (36.4% dall’arco) e 7.4 rimbalzi con i South Bay Lakers per strappare il rinnovo contrattuale.

🔙 Ritorno al Passato

A quattro anni di distanza, il prodotto dell’Università dell’Indiana torna in California e si presenta ai media:

«È un po’ strano tornare a percorrere questi corridoi. È un po’ surreale, mi ricorda la stesse sensazioni che ho provato la prima volta che sono stato qua. È semplicemente fantastico essere qui.»

Bryant, con la canotta dei Washington Wizards, ha potuto dimostrare il suo valore: 11.6 punti (36.8% da tre), 6.7 rimbalzi e 1 stoppata nelle prime due stagioni; 14.3 punti con 42.9% dalla lunga distanza nel 2020/21 prima dell’infortunio al legamento crociato anteriore che l’ha fermato per oltre un anno.

«Mi sento benissimo, ho recuperato al cento per cento. Non bene, benissimo. Sono pronto a ricominciare.»

Come è cambiato Thomas negli anni lontano da Los Angeles?

«In questi quattro anni ho evoluto il mio gioco e prestato maggiore attenzione ai dettagli. Ho lavorato sul mio tiro e sulla capacità di correre sul campo, sono migliorato nel leggere l’attacco e nella comprensione del gioco in difesa.»

L’ex Hoosiers dovrà competere con l’altro lungo tornato ai Lakers, Damian Jones.

«Quale sarà il mio ruolo? Non ho aspettative sul partire titolare o meno. Credo che il mio modo di giocare possa essere d’aiuto a squadre come i Lakers.»

«Sono davvero felice di poter giocare al fianco di Russell Westbrook, LeBron James ed Anthony Davis. Quando giochi con tre futuri Hall of Famer devi metterti al loro fianco, lavorare e imparare da loro. Sarà fantastico.»

💪 La determinazione di Thomas Bryant

Il nativo di Rochester, New York poi torna ancora sull’estate del 2018.

«Ne fui sorpreso. Però non ho fatto altro che considerarlo uno dei tanti ostacoli che ho incontrato nel mio percorso. Quel momento mi ha rafforzato.»

«Ad essere onesto, non credevo che la porta per tornare fosse ancora aperta. Sapere che un’organizzazione come i Lakers mi ha cercato è un’ottima cosa, è un’iniezione di fiducia anche per il futuro della mia carriera.»

Thomas Bryant parla anche delle motivazioni che lo hanno portato a preferire l’offerta dei Lakers:

«Ho scelto Los Angeles perché sentivo ci fosse un vuoto da colmare e per le cose che ho sentito dai compagni e dagli allenatori. Questi sono stati i punti determinanti.»

«Sono molto amico di Lonnie Walker, ho giocato con Troy Brown e Russell Westbrook. Sono contento di ritrovare Russ ed avere la possibilità di giocare con quelli che, secondo me, sono due dei migliori giocatori della NBA.»

Di norma, dall’infortunio patito da Bryant si recupera in 12/18 mesi e gli atleti iniziano a tornare a buoni livelli nella stagione successiva a quella del rientro.

«Sapevo di aver recuperato al cento per cento quando ho smesso di pensarci. Ho iniziato a pensare solo al gioco, ho schiacciato un paio di volte, ho subito dei contatti. Queste sensazioni le ho provate durante la scorsa stagione, probabilmente un mese dopo il rientro in campo.»

Thomas poi conferma che la possibilità di avere un ruolo prominente abbia influito nella scelta di tornare a Los Angeles:

«È stato determinante, perché sento di aver giocato davvero poco nell’ultimo anno. Quindi, anche in ottica futura, ho cercato una squadra dove avrei avuto l’opportunità di giocare.»

«Non importa se in quintetto o dalla panchina, voglio solo avere la possibilità di scendere in campo e dimostrare quello che valgo.»

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