In copertina: DeAndre Jordan and LeBron James (David Zalubowski, AP Photo)

I Denver Nuggets hanno la meglio sui Los Angeles Lakers per 110-99; arriva così la quarta sconfitta in altrettante gare per la franchigia più titolata della NBA.

I gialloviola, dopo aver chiuso il primo tempo in parità, rientrano male dagli spogliatoi e per Jokic e compagni la vittoria è ancora più semplice di quanto non dica il punteggio finale.

L’assenza di Russel Westbrook, principale capro espiatorio del disastroso avvio di campionato, non migliora le cose ed espone ulteriormente le lacune del roster.

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😔 Zero tiro, zero effort

Il tiro da fuori è il principale tallone d’Achille dei ragazzi di Darvin Ham e la trasferta in Colorado ne da ulteriore conferma: 8-30 dall’arco e solo 5-16 nelle triple wide open.

La mancanza di mira al tiro non è una novità, ma la sorpresa negativa per i tifosi losangelini è rappresentata dallo scarso effort della squadra. Seppur sconfitti, contro Clippers e Blazers, i Lakers hanno lottato e giocato ad alta intensità. Vista la situazione di classifica era lecito aspettarsi un simile approccio anche in quel di Denver, ma così non è stato.

Questo rimbalzo di Jeff Green in mezzo a 3 maglie gialle ferme non è accettabile, a maggior ragione perché l’azione avviene dopo una tripla a segno di Reaves che avrebbe potuto ridare una minima speranza di rimonta.

Personalmente mi ha sorpreso come nessun role-player sia stato in grado di spiccare e o di dare qualcosa in più approfittando dei minuti liberati da Westbrook e questo non mi pare un buon segno per un gruppo che dovrebbe rifiutarsi di accettare una situazione di classifica così pesante. Non sono esenti da critiche neppure le stelle e in particolare LeBron James, autore della peggior gara stagionale.

⛹🏾‍♂️ La difesa in transizione

A livello statistico il dato che ha fatto la differenza sono stati i punti in transizione, 35 a 18 in favore dei padroni di casa.

Un simile passivo è spiegabile in parte con problemi strutturali: banalmente se si sbagliano molte triple in uno schieramento che prevede spesso due giocatori in angolo, ci si espone fisiologicamente al contropiede avversario.

Oltre al discorso tecnico è totalmente mancata la voglia di sprintare all’indietro e la lucidità per accoppiarsi correttamente agli avversari. Le due stelle sono spesso state passive, Davis perché rallentato dai problemi alla schiena e James per un’abitudine consolidata da alcuni anni, mentre i role player non sono stati in grado di capire come rientrare e su chi andare a chiudere.

Sul -7 e con la partita in bilico il rientro in difesa non può essere così passivo.

Entrando nel dettaglio dei numeri, la difesa a metà campo dei gialloviola, complici le brutte percenutali al tiro dei Nuggets (5-16 nelle triple wide open) è stata più che sufficiente, infatti ha concesso solo 83.8 punti su 100 possessi (per contestualizzare solo i Bucks in stagione hanno una media migliore).

Il disastro è avvenuto proprio in transizione, infatti Jokic e compagni hanno corso nel 24% dei possessi e prodotto in tali situazioni 133 punti su 100 possessi. A far la differenza è soprattutto la frequenza, soprattutto se si pensa che in stagione i Nuggets corrono solo nel 14% dei possessi.

Al momento per Cleaning the Glass I Lakers sono 28mi per frequenza di contropiedi subiti (18.6%) e 24mi per punti subiti su 100 possessi (137). Tali numeri sono peggiori rispetto alla passata stagione, a mio modo di vedere la transizione difensiva è il primo aspetto su cui deve lavorare Ham visto che non mancano atleti e gambe fresche nel roster.

👑 La partita di LeBron

Come già accennato bisogna scrivere della serata negativa di King James e non solo nei rientri sui contropiedi avversari. Dopo un primo tempo a servizio dei compagni, mi aspettavo una grande ripresa per LeBron ma così non è stato.

La partita era a portata di mano e soprattutto una vittoria con Westbrook in borghese sarebbe stato un messaggio forte verso la dirigenza e avrebbe messo pressione per effettuare la famosa trade il prima possibile.

LBJ invece è stato poco efficiente al tiro e ha collezionato ben 8 palloni persi. Inoltre è stato protagonista in negativo nei momenti di svolta della gara. A inizio ripresa, con i gialloviola in vantaggio 56-54 e l’inerzia dalla loro parte dopo la rimonta sul finale del primo tempo, è incappato in una sequenza di 3 turnover e un layup sbagliato, con i Nuggets che han ripreso il controllo della gara e fatto partire il parziale per l’allungo decisivo.

Il pallone perso che da il via alla sequenza horror di LeBron.

La storia si ripete nel quarto periodo dopo che i Lakers sono rientrati sul punteggio di 82-89 anche grazie a una sua tripla. Da quel momento in meno di due minuti ha collezionato 4 errori al tiro ed una persa. Il conseguente timeout di Ham sul -15 è arrivato di fatto a gara conclusa.

LBJ perde la palla nel traffico, si ferma a protestare e i Nugget scappano in contropiede per il +11,

Una serata storta può capitare e l’avvio di stagione è senza dubbio positivo per James, ma quando gioca male è giusto sottolinearlo.

🔝 I Plus

Per quanto ci sia poco da stare allegri, il basket resta uno sport meraviglioso e bisogna pur cercare di vedere qualcosa di buono anche in serate come questa.

🐘 Il duello Jones vs Jordan

Nel podcast di lunedì avevo ironizzato su come un motivo di interesse della partita fosse il duello tra back-up center e lo scontro non ha deluso le attese: DeAndre Jordan è riuscito a far sembrare il Damian Jones di inizio stagione un giocatore competente.

È bello tornare a commentare una non difesa di DeAndre vedendolo indossare una maglia diversa.

Per l’ex Warrior 4 punti e 4 rimbalzi e il miglior plus minus dei suoi con +11. Ci auguriamo la cura Jordan serva a dare un minimo di fiducia a Damian, ma non c’è da farsi illusioni, è presumibile dalla prossima partita tornerà tra le delusioni.

🦄 Anthony Davis al ferro

Come già accennato Anthony Davis ha sofferto per tutta la gara di mal di schiena ed è stato molto passivo nei rientri in transizione, concedendo troppe soluzioni semplici a Jokic, ma se i Lakers nel primo tempo sono rimasti in partita è grazie al suo dominio offensivo. La sua voglia di attaccare il ferro rappresenta l’unica versa luce nella serata al Ball Center.

Una delle tante conclusioni al ferro di AD, in questo caso nata da un buon pick and roll con Walker.

In stagione il 54% delle conclusioni di The Brow avvengono nella restricted area, dato più alto dall’anno da rookie. Di queste ne converte l’81%, dato che corrisponde al career high. Inoltre rispetto al recente passato sono diminuiti i possessi statici in post basso (4.3 contro i 6.3 del 2021-22). I punti per tocchi nel pitturato sono ben 12 a gara, secondo nella lega di un soffio dietro al solo Rudy Gobert.

Il Davis visto fino ad ora è quello sfruttato meglio dal punto di vista offensivo da quando veste la casacca gialloviola. Lo step successivo per coach Ham è riuscire a coinvolgerlo nei secondi tempi e nei finali di partita quanto nelle prime parti di gara.

Il 25/118 da tre collezionato dai gialloviola nelle prime tre partite rappresenta la peggiore partenza in questo fondamentale nella storia della NBA. Sarebbe superfluo aggiungere altro. Ormai queste percentuali sono entrate nella testa dei giocatori, ma non c’è altra soluzione: bisogna semplicemente tirare e segnare.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo – alle 2:30 italiane – nella notte tra Domenica 30 e Lunedì 31 Ottobre per affrontare i Denver Nuggets alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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