In copertina: Troy Brown Jr. and Lonnie Walker IV (David Sherman, NBAE via Getty Images)

Altro giro, altra sconfitta per i Los Angeles Lakers che cadono a Minnesota sotto i colpi di Rudy Gobert e Anthony Edwards. Adesso il record della franchigia californiana recita 0-5 e le ombre sul futuro della stagione diventano sempre più pressanti.

Leggi anche:

✅ Timberwolves vs Lakers: i Plus

I Lakers sono alla disperata ricerca di un’identità e di role player affidabili. La pessima serata in quel di Minneapolis potrebbe aver dato a Ham qualche indicazione per il prosieguo dell’annata.

💪 Wingzzz

Quando parliamo di questa versione dei Los Angeles Lakers abbiamo di fronte, numeri alla mano, il peggior shooting team della storia della lega. Allora oggi è obbligatorio inserire in questa sezione dei nostri Plus & Minus un giocatore che chiude una partita con un eccellente 4/6 dalla lunga distanza, evento che ha del miracoloso.

Il giocatore in questione è Troy Brown Jr. L’ex giocatore dei Bulls ripaga la fiducia di Ham, che lo fa partire per la prima volta in quintetto, con una prova solida al tiro e a rimbalzo.

L’aspetto più incoraggiante della prestazione di Brown è la capacità, mostrata nella partita di ieri, di tirare non solo in posizione statica, ma anche in movimento, magari dopo un passaggio consegnato.

Da apprezzare il movimento di piedi che gli permette di essere nella giusta posizione di tiro.

La sensazione è che l’ala gialloviola abbia lavorato molto in estate sulla sua shooting form e sui movimenti preparatori al tiro. La speranza è che rispetto alla passata stagione possa sia migliorare le percentuali dalla lunga distanza (36.4%) che aumentare il volume delle triple (3.7).

Di sicuro i Lakers hanno bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche. Se nella partita contro Minnesota, ad esempio, i losangelini non hanno perso la battaglia a rimbalzo (55 a 49 per i Lakers) il merito è anche di Brown, che ha lottato sotto le plance contro atleti più possenti di lui e ha portato a casa ben 7 rimbalzi difensivi.

⚡️ Westbrook dal pino

Si è parlato tanto, anzi troppo di Russell Westbrook nell’ultimo anno e mezzo. Credo sia inutile ripetere quanto sia urgente archiviare la pratica Russ, per il bene suo e di tutti noi.

Fatta questa doverosa premessa, la scelta di Ham di fare partire il numero 0 dalla panchina è quanto mai benedetta. Al di là dei tantissimi layup sprecati malamente e delle solite scelte scellerate in transizione, il suo impatto è stato abbastanza positivo.

Per la prima volta da mesi a questa parte Brodie ha contagiato la squadra con la sua energia. Il mini parziale che ha riportato i Lakers a -4 sul finire del secondo quarto porta tutta la sua firma: 10 punti consecutivi, iniziati addirittura con una tripla dal palleggio.

Nel primo tempo Westbrook è stato bravo a cercare e sfruttare il mismatch contro Russell.

Mi è piaciuta anche la sua energia in difesa e soprattutto a rimbalzo, dove è volato un paio di volte sopra la testa di Gobert, mostrando sprazzi del vecchio atletico Russ.

It’s all about effort.

Siamo ancora lontani da qualcosa di vagamente funzionale, ma è stato fatto il primo passo nella giusta direzione.

5️⃣ Gabriel backup five

In pochi probabilmente avrebbero creduto, prima dell’inizio della stagione, che Wenyen Gabriel sarebbe stato il migliore lungo di riserva dei Lakers. In attesa di Bryant, possiamo dire che fin qui l’ex Pelicans ha dimostrato di meritare più minuti dello spaesato Jones.

Anche nel match contro i Timberwolves Gabriel si è reso protagonista di una prova solida, condita da quelle hustle plays che non sono mai mancate nella sua carriera NBA.

Qui sprinta indietro, si mette davanti a Prince e addirittura gli ruba il pallone. Un lavoro fondamentale per una squadra che è agli ultimi posti nella lega nella difesa in transizione.

Mi ha colpito in positivo però la sua verticalità della drop coverage gialloviola. Parlano per lui in merito le 3 rubate e le 2 stoppate in soli 21 minuti di gioco. Forse Ham avrebbe potuto dargli qualche minuto in più.

Non è facile tenere botta contro un atleta esplosivo come Edwards.

❌ Timberwolves vs Lakers: i Minus

L’assenza di Davis può essere un attenuante, soprattutto contro una squadra del tonnellaggio di Minnesota. Ma restano comunque tanta note dolenti in una serata che ha portato alla quinta sconfitta stagionale.

🧱 Brick Walker

Ci sono giocatori nel roster dei Lakers che non sono e non saranno mai dei buoni tiratori. Ma Lonnie Walker IV, nonostante l’ultima stagione negativa da dietro l’arco (31%), possiede tutte le carte in regola per diventare un volume shooter di buon livello.

Fin qui, però, è stato contagiato dal virus di El Segundo e ha iniziato a sparacchiare malamente come alcuni suoi illustri compagni. Lo 0/4 da tre fatto registrare nella gara contro i Timberwolves arriva dopo una serie di prestazioni deludenti nel fondamentale: basti pensare che in stagione l’ex Spurs sta tirando con un putrido 14.8% dalla lunga distanza.

A Minnesota esibisce ancora una volta le sue doti acrobatiche nei pressi del ferro, specie in transizione, ma i Lakers non possono permettersi un altro non tiratore in campo.

🤦‍♂️ Take care of the ball

Il motivo principale della sconfitta gialloviola contro i Timberwolves è da ricercare però nella quantità industriale di palle perse, 22 alla fine. Nella passata stagione Minnesota è stata una delle compagini migliori nel genere palle perse e trasformarle in punti in contropiede.

Nella notte tra venerdì e sabato Minnie ha confermato questa sua caratteristica, mettendo a segno ben 25 punti da palla persa degli avversari. La differenza tra le due squadre sta tutta lì.

Solamente i tre turnover di James sono costati ben sette punti ai Lakers.

Le palle perse gialloviola sono spesso il frutto di decisioni pigre e poco intelligenti, ma rappresentano anche la logica conseguenza della sfiducia nel tiro dalla lunga distanza. Non di rado, infatti, i ragazzi di coach Ham forzano una penetrazione o un passaggio interno quando la decisione più giusta sarebbe un’altra.

Non c’era fisicamente lo spazio per attaccare il closeout.

🧐 Il re è nudo sotto canestro

Per quanto i Lakers abbiano fatto un ottimo lavoro sotto le plance, l’assenza di Anthony Davis ha mostrato quanto sia grande il buco nel reparto lunghi. Damian Jones ha dimostrato ancora una volta di essere inadeguato e i quintetti con James da 5 sono semplicemente insostenibili difensivamente.

Non è un caso che Rudy Gobert abbia archiviato una partita da 20+20, portandosi a casa ben 8 rimbalzi offensivi e facendo respirare l’attacco di Minnesota con alcuni extra-possessi nei momenti decisivi della gara.

No contest

Al netto dei rientri Davis e Bryant che sicuramente daranno una grossa mano, è evidente come i Lakers siano gravemente sottodimensionati nel reparto lunghi. Urge un rinforzo del mercato, magari pescando dallo stato dell’Indiana…

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo – alle 2:30 italiane – nella notte tra Domenica 30 e Lunedì 31 Ottobre per affrontare i Denver Nuggets alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Categories:

Our Podcast
Most Recent