In copertina: LeBron James (Lakers.com)

Reduce da un ultimo quarto poco brillante contro i Pacers, nel successo contro i Trail Blazers LeBron James ha disputato un’ottima prova. Il quattro volte MVP ha messo a referto 31 punti con 6/8 daIl’arco, 7 rimbalzi e 8 assist. Ma nel post partita, a far discutere sono i commenti del Prescelto su questioni extra-cestistiche.

Leggi anche:

💼 Il road trip e lo sviluppo del suo gioco

Il numero 6 dei gialloviola ha parlato delle differenze rispetto alla partita contro Indiana e del road trip che attende i californiani:

«In avvio abbiamo faticato per qualche minuti per riequilibrare la assegnazioni difensive, ad esempio io avevo Josh Hart, che non ha giocato. In attacco siamo riusciti ad entrare più rapidamente nei nostri schemi, avendo così maggiore tempo a disposizione. Abbiamo provato a muovere di più il pallone, ribaltando spesso il lato.»

«Affrontare il primo road trip quando hai formato un nuovo gruppo è sempre una sfida, ma è una cosa bella e penso che ci aiuterà a crescere. Abbiamo faticato in avvio di stagione, riscontrando dei problemi che non avremmo voluto avere. Lo affrontiamo con l’obiettivo di migliorare ancora.»

«I viaggi hanno sempre fatto parte della mia carriera, dobbiamo semplicemente non volare troppo in alto in caso di vittorie, né deprimerci in seguito alle sconfitte.»

Più avanti, James ha parlato di come avrebbe affrontato il lungo viaggio sulla East Coast:

«Curo sempre il mio corpo, anche se adesso non mi occorre un fisico super-mega atletico per essere incisivo. Nella prima parte della mia carriera era così, nei primi 11-12 anni nella NBA.»

«Credo di essere abbastanza smart d’aver capito come evolvere il mio gioco. Durante gli anni ho tratto sempre insegnamenti dai coach che mi hanno allenato e quelli che ho affrontato. Gregg Popovich è stato importante per il pick-and-roll, così come le difese che Dwane Casey ha preparato contro di me. Gli anni di Miami, Rick Carlisle… Per diventare uno dei migliori di questo gioco ho provato a ridurre tutte le mie debolezze.»

LeBron to Austin! Ormai è un classico.

💬 L’elogio del Re ai compagni

Il nativo dell’Ohio poi ha commentato l’ottima prestazione di Austin Reaves:

«Austin ha ricominciato a fare quello che faceva lo scorso anno. Sta cercando di costruirsi un ruolo all’interno della squadra e sta crescendo con essa. Abbiamo tanta fiducia in lui e ne é consapevole. Gioca la sua pallacanestro ed è molto bello da vedere, soprattutto per un ragazzo giovane che migliora anno dopo anno.»

In seguito, LeBron ha commentato “la rinascita” di Anthony Davis e del loro rapporto:

Nell’ultimo quarto AD è stato semplicemente sé stesso. Martedì è stata una giornata dura per noi, dopo la sconfitta che abbiamo subito. Abbiamo parlato tanto su come migliorare, specie nei possessi finali, e ho enfatizzato la necessità di coinvolgerlo di più. È troppo importante per la nostra squadra, non può stare senza il pallone tra le mani.»

«Abbiamo vinto un titolo insieme, non si tratta di me o di te. Un confronto diretto tra noi non è necessario, non abbiamo bisogno di parlare di queste cose. Stiamo affrontando i problemi affidandoci ad AD, mi sembra la scelta migliore.»

Non poteva mancare un commento sui buzzer-beater segnati da Russell Westbrook sulle sirene del secondo e terzo quarto:

«L’energia di Russ è contagiosa, galvanizza il pubblico e i compagni. Poi stasera ha segnato due volte sulle sirena e dopo di lui anche quel tifoso è andato a segno. Gioca con gioia ed è un bene per tutti.»

❓ LeBron James interroga i media su Jerry Jones

Toccati gli argomenti più importanti della gara contro Portland e sul prossimo futuro dei Lakers, l’ex Cavaliers ed Heat ha invertito i ruoli, rivolgendo le proprie considerazioni ai reporter presenti:

«Ho una domanda per voi, ragazzi. Ci stavo pensando mentre venivo qui, mi chiedevo come mai non mi avete rivolto nessuna domanda sulla foto di Jerry Jones, mentre per la questione Kyrie lo avete fatto immediatamente? In quel caso siete stati velocissimi.»

LeBron James si riferisce ad un articolo del Washington Post, in cui viene esaminata la scarsa propensione ad assumere coach di colore di Jerry Jones, proprietario dei Dallas Cowboys della NFL. A gettare benzina sul fuoco, la presenza di una foto del 1957 Jones – all’epoca 14enne – assisteva alla repressione di una protesta di studenti nei alla North Little Rock High School.

Un giornalista prova ad intervenire, ma il quattro volte MVP lo interrompe immediatamente:

«Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta. Non dite niente adesso.»

Per poi rilanciare confrontando l’approccio dei media nei giorni del caso Kyrie Irving:

«Quando ho sentito Kyrie incitare ad avere la stessa energia sulle questioni che riguardano la nostra gente, ho pensato che quella foto di Jerry Jones è uno dei momenti importanti della nostra storia. Come uomo nero, come atleta nero, come una persona influente e visibile ho la sensazione che quando siamo noi a commettere qualcosa di sbagliato o che la gente comune non condivide, in ogni singolo tabloid viene riportata la notizia e se ne parla per giorni.»

«A me sembra che tutta la situazione riguardante la foto di Jerry Jones – …e sono consapevole che è un episodio successo tanti anni fa e che tutti commettiamo errori – sia stata sepolta e considerata come qualcosa che può succedere. Sono davvero deluso dal fatto che voi ragazzi non mi abbiate fatta nessuna domanda in merito.»

«Lo apprezzo molto.»

Non è la prima volta che James esterna il suo malumore nei confronti di Jones. Lo scorso ottobre, durante una diretta con Maverick Carter, LeBron spiegò che non era più un tifoso dei Cowboys da quando la proprietà proibì ai propri atleti di inginocchiarsi per solidarietà a Colin Kaepernick.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 1:30 italiane – tra Venerdì 2 e Sabato 3 Dicembre per affrontare i Milwaukee Bucks al Fiserv Forum.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


C’è solo un Capitano, anzi due.

Categories:

Our Podcast
Most Recent