In copertina: LeBron James tira il fiato nel corso dell’ultimo quarto della gara tra Lakers e Heat (Megan Briggs, Getty Images)

I Los Angeles Lakers escono sconfitti nella seconda gara del back-to-back in Florida, che li vedeva opposti ai Miami Heat dei rientranti Jimmy Butler e Bam Adebayo.

I gialloviola riescono a mantenere la gara in equilibrio per gran parte del primo tempo, ma a cavallo di secondo e terzo quarto affondano sotto i colpi di Herro, Martin e Adebayo. Non bastano i 27 punti con 9 rimbalzi e 6 assist di LeBron James, supportato dai soli Westbrook, Schröder e dall’ottimo Troy Brown Jr.

Leggi anche:

👑 LeBron James: «Non voglio finire la carriera a questo livello»

Un LeBron James deluso ed amareggiato analizza le ragioni della sconfitta e poi spiega le difficoltà che sta avendo la squadra nel trovare l’equilibrio senza Davis con poco tempo a disposizione per allenarsi:

«La differenza sono i 92 tiri tentati dagli Heat contro i nostri 77. Hanno segnato 31 punti dalle nostre palle perse e 19 punti da seconda opportunità, questa è stata la chiave della gara.»

«Servirà del tempo, penso che le sessioni video aiuteranno e anche gli shootaround. Abbiamo avuto molte gare in rapida successione, anche in back-to-back, e poco tempo per allenarci.»

«È stato importante recuperare Juan [Toscano-Anderson] stasera, è un altro giocatore con centimetri. È stato bello riaverlo in campo con la sua energia, ma servirà tempo.»

Il numero #6 dei Lakers ha poi espresso delusione per la classifica della squadra e ha dichiarato di non voler chiudere la carriera in questo modo, bensì giocando in un team che punti a vincere il titolo:

«Sono concentrato ogni giorno su come fare in modo che la squadra migliori nel corso della stagione. Allo stesso tempo penso anche a quanti anni giocherò ancora, e non voglio finire la carriera giocando a questo livello.»

«Voglio poter competere ancora per la vittoria del titolo, perché sono consapevole di cosa posso ancora dare ad una squadra con i giusti elementi.»

«Non so per quanti anni giocherò ancora. Fino a che la mia mente riuscirà a reggere anche solo per un minuto, giocherò. Dipende tutto dalla mia testa, se quella c’è farò in modo che il mio corpo sia in condizione di scendere in campo.»

«Sono un vincente e voglio vincere. Voglio mettermi in condizione di poter competere ancora per vincere titoli. È sempre stato il mio obbiettivo da quando sono entrato a 18 anni nella lega. È dura arrivare a quel livello, ma quando ci arrivi giocare a basket senza obbiettivi non basta più, non è nel mio DNA.»

King James si è poi lasciato andare a riflessioni sull’importanza che ha per lui essere un padre presente compatibilmente con gli innumerevoli impegni di una stagione NBA:

«Penso al fatto che mio figlio sta per finire il liceo ed andare al college mentre io sto giocando, mentre mio figlio più piccolo sarà junior il prossimo anno. Rifletto su quanti momenti perderò nei prossimi giorni, settimane e mesi. Penso un po’ a tutto, a cosa succederà quando smetterò di giocare.»

«Cerco di mantenere in ordine le priorità. Quando è tempo di lavorare mi concentro su quello, quando ho un giorno libero cerco di svagarmi guardando altre squadre, show televisivi e passando del tempo con la mia famiglia.»

💬 Ham: «Ci facciamo del male da soli»

Coach Darvin Ham si è presentato sconsolato ai microfoni nel post partita ed ha riflettuto ancora una volta sugli errori commessi dalla squadra che le hanno impedito di vincere:

«Lo sto dicendo da inizio stagione, questi danni che ci infliggiamo da soli sono deleteri. È un problema collettivo di tutte le lineup. Magari se non avessimo perso così tanti palloni…»

«Alla fine li abbiamo limitati a 17 punti nel quarto periodo, ma dobbiamo giocare così tutti i quarti. È così che dobbiamo iniziare le partite.»

«Miami ti costringe a giocare ad un livello che può risultare difficile per giocatori poco fisici o competitivi. L’identità che stiamo cercando di creare qui è avere giocatori disposti a sacrificarsi e molto fisici.»

L’allenatore si è congratulato con gli Heat per il livello di gioco espresso e per il modo in cui sono riusciti a capitalizzare gli errori dei suoi Lakers:

«Ho passato ad est gli ultimi 9 anni, tornare qua e giocare contro Miami è sempre complicato. Sono i soliti vecchi Heat.»

«Hanno fatto un ottimo lavoro nello sfruttare le opportunità quando abbiamo perso palla e si sono guadagnati tiri extra, soprattutto nel primo tempo. Penso abbiano avuto 6 rimbalzi offensivi solo nel primo quarto.»

Ham ha poi analizzato le difficoltà del supporting cast, che ha lasciato LeBron troppo solo in questa partita, in particolare nel primo tempo:

«I ragazzi devono rallentare e fidarsi gli uni degli altri. Devono giocare bene in difesa e sacrificare il proprio corpo per prendere il rimbalzo»

«In attacco dobbiamo aver fiducia nei nostri schemi. Miami fa un ottimo lavoro nel farti credere di aver preso vantaggio e poi mandare altri due giocatori a chiudere dietro il primo difensore sulla palla»

«Spesso abbiamo fatto dei palleggi di troppo e non abbiamo mosso la palla con sufficiente rapidità. Non abbiamo attaccato il ferro abbastanza, solo nel quarto periodo lo abbiamo fatto senza accontentarci [del tiro da tre punti].»

«Impareremo dai nostri errori. Ognuno prova a rimediare agli errori quando la partita non va per il verso giusto, ma il problema si può risolvere solo con l’aiuto dei compagni, nessuno può farlo da solo.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Venerdì 30 e Sabato 31 Dicembre per affrontare gli Atlanta Hawks alla State Farm Arena.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Categories:

Our Podcast
Most Recent