In copertina: Thomas Bryant, Josh Hart, Drew Eubanks e Russell Westbrook nel corso della gara tra Portland Trail Blazers e Los Angeles Lakers al Moda Center. (Craig Mitchelldyer, AP Photo)

Il match al Moda Center tra Trail Blazers e Lakers aveva tantissimi spunti importanti: la crescita dei role player dei Lakers, Damian Lillard in quanto tale e soprattutto la classifica ed il tie brekaer tra le due squadre.

W importante e che da fiducia per il futuro e ci avvicina, forse, definitvamente all gruppone in lotta per il sesto seed.

Leggi anche:

✅ Trail Blazers vs Lakers: i Plus

Bryant e James sono sicuramente gli elementi di spicco per una W fondamentale per la rincorsa ad un posto al playin ma la prestazione di squadra e del coaching staff contro Portland è stata superlativa.

Beast mode

Giusto pochi giorni fa descrivevo nei plus minus relativi alla partita contro i Memphis Grizzlies il “problema” dei nostri big.

Il rischio di overusage di giocatori che hanno dei chiari limiti è evidente e resta, ma la partita di Thomas Bryant contro i Blazers non può che essere esaltata.

La statline è mostruosa: 31 punti e 14 rimbalzi ma quello che ha fatto maggiormente impressione, almeno a me, è stato l’approccio di TB.

Il primo quarto dei Lakers è stato positivo, ma focalizzandoci su Thomas ha mostrato una confindence al tiro che ha aiutato molto i Lakers nell’apertura del campo:

No esitation, catch, shoot. BANG

Dalla clip è evidente come la capacità di Bryant di stazionare sul perimetro in maniera efficace è la chiave per sbloccare situazioni a due di difficile lettura per gli avversari specie se il loro rim protector è lontano dal ferro.

Se il primo quarto dei gialloviola e di Bryant è stato ottimo lo stesso non si può dire della seconda frazione, ma il dettaglio di questo arriverà in seguito.

Ripercorrendo la partita di Bryant è nel quarto periodo che ha poi messo la ciliegina sulla torta: 9 punti e 6 rimbalzi hanno letteramente massacrato i Blazers costretti a tirare fuori un Jusuf Nurkic imbarazzante per un Eubanks sicuramente non adeguato, ma che almeno ha provato a lottare con il 31 gialloviola.

Prima la bomba del sorpasso Lakers:

Esattamente come prima, ma con un peso specifico diverso.

E poi due tap-in a chiudere la contesa, il secondo in clip:

Beast mode.

Il ritorno di Anthony Davis probabilmente riporterà Thomas nella second unit a fare da compagno di merende di Westbrook ed è probabilmente un bene. Le prestazioni monstre che ogni tanto ha sfoderato sono state di tanto in tanto accompagnate da passaggi a vuoto chiaramente causati dall’eccessivo uso.

Everything in its right place (cit.)

A come back for the ages

Ultimo possesso del secondo quarto, i Lakers -22 sono alle corde ed i Blazers sferranno un colpo da potenziale KO:

Un colpo assestato benissimo, che però non ha sortito gli effetti sperati.

La tripla di Anfernee Simons definisce il momento peggiore della partita gialloviola ed il maggior vantaggio della squadra dell’oregon: 71-46 all’intervallo.

Non sappiamo esattamente cosa sia stato detto all’intervallo da Darvin Ham o dai senatori, ma a prescindere dai discorsi motivazionali negli spogliatoi del Moda Center è stata presa la decisione fondamentale per la vittoria della partita: non lasciare schierare la zona dei Blazers che ci aveva inceppati nel secondo quarto.

Dal primissimo momento del terzo quarto i Lakers hanno cominciato a spingere il pallone con il signor LeBron James che andava dentro come una locomotiva:

Schröder levati dal ca**o.

Ci sono state anche giocate in cui si è eseguito con maggiore pazienza aspettando il rimorchio del lungo, Bryant in questo caso:

Patient, trailing and one.

Al netto della naturale attitudine di questa squadra ad alzare il pace, il terzo quarto contro i Balzers, considerato anche un LeBron ingiocabile, è il manifesto di come io vorrei che questa squadra corresse: puntare il ferro deve essere un must, ma leggere situazioni di contropiede “secondario” deve essere il prossimo step.

Dennis Schröder né Westbrook sono gestori di palla che hanno in canna questa lettura, ma capire quando andare per la conclusione o quando aspettare un drag screen o un rimorchio per costruire contro una difesa non completamente assestata è quello che fa la differenza per avere un pace alto che non sia solo un fumo negli occhi da regular season, ma anche una situazione di gioco efficiente per i playoff, eventuali.

Internal force

+24 per Points in the paint, +13 a rimbalzo sono questi i due numeri che hanno fatto la reale differenza in un match dalle due facce.

Se a Portland va dato il merito di un secondo quarto giocato bene, va anche considerato che in 12 minuti i rossoneri hanno tirato 9/12 da tre con un Simons incontenibile perdendo solo due palloni.

Un minimo di shooting luck c’entra. ma va considerato anche il fatto che i Lakers non hanno costretto quasi mai nella prima frazione i Blazers a proteggere il ferro.

Anche non considerando LeBron e Bryant che per motivi diversi hanno più abitudine a giocare vicino a canestro, non si può non notare che anche il resto dei giocatori dei Lakers ha messo pressione al ferro con costanza nel secondo tempo, costruendo poco alla volta il tesoretto di PITP che è stata la chiave della vittoria.

Nella prima frazione i gialloviola si erano affidati un poco troppo al mid range jump shot:

Shot chart Lakers@Blazers Q1+Q2

Nella seconda frazione invece la scelta di correre e di limitare il midrange ha aiutato i gialloviola a mettere pressione costante sulla difesa dei Blazers che ha mollato diversi colpi con l’andare dei minuti:

Shot chart Lakers@Blazers Q3+Q4

❌ Trail Blazers vs Lakers: i Minus

Se il comeback del terzo quarto è stato esaltante, il secondo periodo dei Lakers è senza mezzi termini una delle cose più brutte che io abbia mai visto in gialloviola.

Historically bad

Dare un’idea precisa di quanto abbiano fatto schifo i Lakers nel secondo quarto al Moda Center è veramente difficile.

Forse un video aiuta:

Devo aggiungere altro?

A prescindere dalle battute è stato un accorgimento di Billups ad impantanare completamente l’attacco dei Lakers.

I Blazers hanno cominciato nella seconda frazione ad alzare la pressione praticamente a tutto campo rendendo difficoltosa la ricezione dei portatori di palla gialloviola. Una volta che la palla era in campo la squadra del Oregon cercava senza manco troppo impegno di far arrivare i Lakers nella metà campo d’attacco dopo 5/6 secondi per poi passare a zona.

Questo accorgimento ha costretto i Lakers spesso ad entrare nei propri set con 14/15 secondi sul cronometro ed a finire per prendere tiri ignobili.

Ham poi, farà le giuste variazioni: come indicato da Stuani nel podcast praticamente tutti i tiri dei Lakers nel terzo periodo avverranno entro i primi 10 secondi. Resta pero’ il dubbio che non si potesse fare qualcosa in corsa per evitare una sculacciata cosi importante, fortunatamente poi recuperata.

Let Russ….

Nel’ultima W dei Lakers contro Memphis senza uno Schröder formato extralusso Russel Westbrook sarebbe stato l’MVP della gara per me.

Contro i Blazers siamo sostanzialmente all’estremo opposto.

I Blazers hanno difeso a tutto campo Westbrook impedendogli di puntare l’area avversaria accelerando alla sua maniera.

In più Payton II, Sharpe ed Hart, che sono stati gli uomini dell’oregon che hanno ruotato su di lui, lo hanno tenuto a 0 FGM nel tempo in cui lo hanno marcato, circa il 67% del tempo, limitandolo sia in transizione che a metà campo.

Quando ad un giocatore dalle letture a metà campo limitate come Russ si toglie la transizione, la decisione giusta è quella di tenerlo fuori quando la palla conta, e questo è quello che giustamente ha fatto Ham.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 24 e Mercoledì 25 Gennaio per affrontare gli LA Clippers alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Categories:

Our Podcast
Most Recent