In copertina: LeBron James nel corso della gara tra Los Angeles Lakers e New Orleans Pelicans allo Smoothie King Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers hanno chiuso il Grammy Road Trip con una sconfitta contro i New Orleans Pelicans. Risultato che rischia di compromettere la rincorsa al Play-In dei californiani. Nel post partita, i protagonisti hanno parlato del crollo della squadra nell’ultimo quarto e delle pressioni derivanti dall’imminente trade deadline.

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😵‍ Ham: «Abbiamo smesso di difendere»

Nell’ultimo possesso del terzo quarto, dopo il floater di CJ McCollum, con una maldestra rimessa Wenyen Gabriel ha regalato a Jose Alvarado la tripla del -3. Cinque punti che hanno dato il via al parziale (2-16) con cui i Pelicans hanno completato il sorpasso.

Per provare a reggere l’urto dei padroni di casa Darvin Ham ha inserito Schröder e Brown Jr., che hanno giocato tutta l’ultima frazione insieme a James, Davis e Beverley (in campo tutti e dodici i minuti). Mentre Russell Westbrook non è più sceso in campo.

L’allenatore dei Lakers commenta così il momento che ha cambiato la gara e la sua scelta:

«Fare un errore del genere in quel momento della gara è sconfortante, è deludente. Voglio dire, devi prestare attenzione e drizzare le antenne. Devi provare a migliorare possesso dopo possesso su entrambi i lati del campo. Abbiamo commesso un errore, un errore mentale.»

«Nel terzo quarto, praticamente abbiamo smesso di difendere.»

«Abbiamo trovato cinque giocatori che hanno giocato bene insieme, ho puntato su di loro. Come ho già detto, in stagione ci sono state tante occasioni in cui Russ ha fatto parte della lineup che ha chiuso la partita, stasera semplicemente non era il caso.»

Per la terza volta nelle ultime quattro partite, LeBron ha giocato almeno 40 minuti:

«Beh i ragazzi devono giocare meglio in quegli stretch in cui non possiamo contare su di lui. Naturalmente vogliamo che sia un campo perché sta giocando ad un livello altissimo e facendo giocate importanti. Dobbiamo solo gestire meglio alcune situazioni.»

Mental Lapse.

💬 Il commento di Davis e Westbrook

I Pelicans sono tornati al successo dopo dieci sconfitte consecutive, con i Lakers in grado di sprecare 12 punti di vantaggio e subire 70 nel secondo tempo. Inoltre, i losangelini hanno sciupato l’occasione di piazzare il sorpasso nel seed della Western Conference proprio ai danni di NOLA.

Come altre volte ad inizio stagione, Anthony Davis (34+14+3) non ha inciso nell’ultima frazione: qualche tap-in fallito a metà quarto e una tripla sparacchiata dall’angolo le uniche occasioni in cui si è visto. A fine gara, The Brow ha chiarito che la squadra è consapevole che il tempo per rimontare è agli sgoccioli:

«il senso di urgenza è ai massimi livelli. Dobbiamo farlo succedere adesso, i ragazzi lo sanno.»

AD poi ha parlato anche dell’eventuale influenza della prossima trade deadline sul rendimento dei compagni:

«Non penso sia un pensiero nella mente di qualcuno. Nel caso non sia così, devi tirare lo scarico e mandarlo via.»

Analogo quesito è stato posto anche a Russell Westbrook, coinvolto in innumerevoli voci di mercato fin dal suo arrivo in California:

«Non sento alcuna pressione, non è una cosa che dipende da me. So che questo è un business da quando avevo 18/19 anni, da quando sono entrato nella NBA.»

«Me l’ha insegnato mio padre, questa lega è un business e le persone devono prendere delle decisioni. Io mi farò trovare pronto e resterò professionale, come ho sempre fatto e sempre farò.»

I reporter poi hanno chiesto a Brodie come mai non fosse in panchina con in compagni negli ultimi minuti della gara:

«Ero sulla bici, stavo cercando di restare caldo. Sono sempre sulla bici, fin dal mio primo giorno. Non avevo nulla. Sono solidale con i miei compagni, sostengo sempre la mia squadra. Provo a dare il massimo e fare il mio lavoro. Quando mi viene chiesto, scendo in campo e competo. Non mi lamento, faccio quello che deve essere fatto.»

«Sono grato quando mi viene data l’opportunità di scendere in campo, quando vengo chiamato sono sempre pronto e se non accade mi tengo riscaldato per essere certo di poter fare del mio meglio.»

👑 LeBron James: «Il record? Voglio solo vincere»

La conferenza stampa di LeBron James, invece, parte con l’inevitabile domanda sulla presunta richiesta di trade fatta da Kyrie Irving:

«Questa è una domanda per Rob [Pelinka]. Dovete rivolgerla a lui quando tutti voi tornerete a Los Angeles. Ve l’ho detto un paio di settimane fa, non faccio le veci del nostro front office. Il mio obiettivo è sempre lo stesso, qualunque sia il quintetto o il gruppo che abbiamo, ovvero fare il massimo per scendere in campo e provare a vincere.»

Ma dopo aver scansato la domanda, quando gli viene chiesto se l’arrivo del suo ex compagno aumenterebbe le chance di competere per il titolo dei Lakers, il quattro volte MVP è stato meno elusivo:

«Ovviamente questa è… Qual è la parola che usate? Duh! [ovvia] quando si parla di giocatori di questo calibro.»

James poi parla delle sue condizioni fisiche:

«Quante partite ci restano? Ventotto. Facciamo sempre le stesse cose… Sono stanco da morire, mi sto ancora riprendendo. Ma sarò pronto per giocare Martedì.»

Anche LeBron commenta le possibili ripercussioni dei rumori di mercato:

«Fa parte del gioco, in squadra abbiamo un solo rookie. Non dovrebbe essere un problema, succede ogni anno. La trade deadline arriva ogni singolo anno. È un business, devi pensare solo a giocare ed essere concentrato. Non importa quello che accade, devi restare professionale.»

Al Prescelto ora mancano 36 punti per superare il record di Kareem Abdul-Jabbar. Il sorpasso arriverà contro i Thunder?

«Io voglio solo vincere. Voglio giocare nel migliore dei modi e poi vedere cosa succede.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 7 e Mercoledì 8 Febbraio per affrontare gli Oklahoma City Thunder alla crypto.com Arena.


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NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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