In copertina: Darvin Ham parla con la stampa al termine della gara tra Lakers e Timberwolves (NBA.com)

I Los Angeles Lakers, ancora orfani di LeBron James e D’Angelo Russell, vengono sconfitti dai Minnesota Timberwolves a domicilio. I gialloviola continuano così a rimanere fuori dalla zona Play-In, e sono ormai troppo distanti dall’accesso diretto alla post-season. A nulla servono i 38 punti di Anthony Davis, mentre le percentuali di squadra dall’arco rimangono insufficienti (10/31).

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😡 Darvin Ham: «Sembra che non abbiamo alcuna urgenza»

È un Darvin Ham visibilmente contrariato quello che si presenta davanti ai microfoni nella sala stampa della crypto.com Arena. Alla domanda riguardo le difficoltà nell’affrontare una difesa così aggressiva come quella dei T-Wolves, il coach risponde così:

«Gli abbiamo permesso di darci fastidio, avremmo dovuto rispondere all’aggressività degli avversari con altrettanta aggressività. Avremmo dovuto far circolare di più la palla anziché attaccare il ferro a testa bassa e andare nel pitturato. Quando le altre squadre sono aggressive in questa maniera, si tende a collassare a centro area. Bisognerebbe invece essere bravi ad adattarsi, a trovare passaggi semplici. Abbiamo palleggiato tanto e tenuto la palla per troppo tempo in modo nervoso, senza trovare ritmo. Rivedremo tutto domani nei video.»

Ham continua in modo molto duro:

«In un momento della partita abbiamo giocato nel fango, troppo velocemente e senza fermarci. Per tenerci in partita ci siamo affidati alla difesa, e questo ci ha permesso di rientrare, causando per gli avversari brutti tiri e palle perse. Quindi abbiamo preso rimbalzi e accelerato in attacco. Dobbiamo sempre giocare così, non è possibile farlo solo quando siamo sotto pressione. Questo deve essere il nostro modo di giocare, ma troppe volte ho percepito che le nostre energie e il nostro impegno fossero finiti.»

«Sembra che non abbiamo alcuna urgenza, mentre pare che gli avversari lottino per la loro stessa vita pur di entrare in post-season. Loro avevano questa urgenza e noi no. Questo è un tema che dovremo affrontare, ne abbiamo parlato dopo la partita ma domani guarderemo i filmati e cercheremo di offrire una prestazione migliore domenica.»

Alla specifica domanda riguardante la ricorsa al Play-In, il coach risponde in maniera spiazzante, ritornando a criticare l’atteggiamento della squadra:

«Siamo consapevoli della situazione e ogni giorno ricordo alla squadra che dobbiamo fare il nostro dovere. Dobbiamo giocare con impegno, energia e senso d’urgenza: queste sono le parole chiave. Sfortunatamente questi aspetti non si possono allenare. Possiamo solo incoraggiare e provare a fare in modo che si verifichino. Si possono trovare i ragazzi giusti che spingono gli altri a giocare in questo modo. Noi possiamo metterli in campo e fargli finire le partite, ma ripeto: servono energia, impegno e senso d’urgenza, lo abbiamo anche scritto sulla lavagna.»

«Dovremmo sapere quali solo le circostanze e non ci sono scuse per andare in campo senza di esse, soprattutto contro squadre con le quali siamo in diretta competizione per uno slot in post-season.»

Infine, il coach continua ad essere molto duro con i suoi, ripetendo un ragionamento che aveva già espresso in passato:

«Non capisco come possa essere stressante cercare di essere la miglior versione di sé stessi, sia quando si gioca che quando ci sono giorni di riposo. Perché non si riesce ad essere concentrati per due ore e mezza o tre, all’interno di una giornata di 24 ore?»

«Vivo queste situazioni da 26 anni, sono stato in squadre che hanno vinto titolo sia da giocatore che da allenatore. Non ci dovrebbe nemmeno essere qualcuno che ti ricordi di dover essere concentrato. Giochiamo a basket e lo facciamo per vivere, e per questo veniamo pagati milioni di dollari. Giocare a basket significa dover affrontare allenamenti, shootaround, partite, per un tempo che va complessivamente dall’ora alle tre ore. Non scaviamo buche, non costruiamo case o edifici rischiando la vita. Pratichiamo sport, viviamo per giocare a basket.»

«In più, giochiamo per una delle franchigie più storiche e riconoscibili sulla faccia della Terra. Anzi, per la migliore. Se tutto ciò non riesce a motivare ad essere la miglior versione di sé stessi, non so cosa possa farlo. Ne abbiamo parlato, abbiamo cercato di migliorare i giocatori sia individualmente che collettivamente. Stiamo facendo il massimo per migliorare ogni giorno, credetemi.»

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〰️ Davis: «Dobbiamo fare la nostra parte e vincere le partite»

Anche ad Anthony Davis viene chiesto un commento sulla difesa dei Timberwolves. AD risponde così:

«Quando siamo pressati così, dobbiamo cercare di scrollarci la difesa di dosso. Servono blocchi per il backcourt, in modo da liberare le guardie. Purtroppo abbiamo commesso qualche fallo aggressivo cercando di fare questo. Dennis e Austin avrebbero dovuto avere più libertà per creare gioco.»

The Brow commenta così la propria prestazione:

«Sento di aver giocato bene, mi sono fidato anche dei brutti tiri qualche volta, anche se ho commesso qualche errore. Fa schifo perché sappiamo che la strada è in salita e ogni possesso è importante, loro sono stati un po’ più fisici rispetto a noi una volta rientrati in campo nel secondo tempo.»

Alla domanda riguardante la classifica e al fatto che i Lakers non sono nelle prime 10 posizioni della Conference, Davis risponde che:

«Dobbiamo essere bravi a fare quello che sappiamo e controllare ciò che possiamo controllare. Fortunatamente altre squadre hanno perso, ma noi dobbiamo fare la nostra parte vincendo le partite e prenderci cura di noi stessi.»

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❌ Walker: «Siamo rientrati male nel terzo quarto»

Intervistato nello spogliatoio, Lonnie Walker IV analizza così la partita:

«Siamo rientrati male nel terzo quarto, abbiamo subito un parziale di 11-2 perché loro sono tornati pronti per giocare fin da subito. Non possiamo fare questi errori, ci restano 18 partite e dobbiamo migliorare. Possiamo rimediare, dobbiamo essere mentalmente preparati. Domani guarderemo i video per cercare di capire cosa possiamo fare nella prossima partita.»

Anche a SkyWalker viene chiesto un commento sulla classifica dei gialloviola. Questa la risposta (evasiva) del numero 4:

«Non abbiamo D-Lo e LeBron, quindi come squadra dobbiamo dare tutti di più. Dobbiamo fare le cose giuste, fare gli extra pass e credere nei compagni, ma più di tutto dobbiamo divertirci.»

Alla domanda riguardo la difesa dei Timberwolves, Walker risponde che:

«Ci hanno rallentati un po’, ma in un paio di momenti chiave abbiamo perso dei palloni che ci sono costati caro. Dobbiamo continuare ad essere aggressivi e rispondere all’aggressività degli altri. Dobbiamo provocare falli e renderci il gioco più facile. Loro hanno del grande talento, sono atletici e tirano bene. Noi dobbiamo capire come fare meglio e ripartire da lì.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo (21:30 🇮🇹) Domenica 5 Marzo per affrontare i Golden State Warriors alla crypto.com Arena.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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