In copertina: Anthony Davis e Rui Hachimura durante la gara tra Los Angeles Lakers e Golden State Warriors alla crypto.com (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Nella conferenza stampa seguita alla sconfitta contro Minnesota, Darvin Ham aveva invitato il gruppo ad essere concentrato. Io speravo che in primis lo fosse lui, ed quello che è successo in questa pivotal win dei Los Angeles Lakers sui Golden state Warriors.

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Ho introdotto citando Ham, ma la differenza in campo l’ha fatta principalmente un mostruoso Davis, che ha trascinato i Lakers alla vittoria ed ha facilitato una prestazione di squadra convincente.

🦄 Dominance

Dal titolo del Plus, chi ha guardato la partita sa esattamente cosa sto per scrivere: la performance di Anthony Davis è stata dominante praticamente in ogni aspetto tecnico del gioco, ma anche nella modalità con la quale ha letto i diversi momenti della partita.

La gara di The Brow è iniziata come probabilmente dovrebbe sempre accadere: ricezione dinamica e possibilità di fronteggiare l’avversario, che nella maggior parte dei casi è più lento e meno mobile:

Dribble Hand Off che permette a Davis di attaccare in velocità gli avversari. Due punti facili.

A mio avviso, la stagione di Anthony Davis è stata sottovalutata da molti osservatori, più o meno vicini all’universo Lakers. A supporto della mia tesi ho analizzato i playtipe, dai quali emerge che AD segna almeno 1 punto per possesso in tutti quelli che raggiungono il 10% di frequenza.

Per contestualizzare, Giannis Antetoukumpo segna almeno un 1 PPP in transizione, da ball handler del pick-and-roll ed in isolamento. The Greek Freak non arriva a questa cifra nelle situazioni di post-up, dove produce 0.94 PPP.

0.06 direte, cosa sarà mai? Aspettate. Anthony Davis segna 1 punto per possesso in cinque diverse categorie di playtype, contro le tre di uno dei top 5 di questa lega.

Tra questi dati quello che balza all’occhio è quello dei putback: 1.24 PPP – valore elevato poiché nella maggior parte dei casi sono schiacciate – con una frequenza del 12.2%. Detto in maniera più esplicita, The Brow è il numero uno della NBA con 3.5 conversioni a partita.

Portata, il putback, servita anche contro gli Warriors:

Aggressivo e presente. Davis è il migliore della lega sopra al ferro.

Dicevo inizialmente che la partita di AD è stata perfetta anche in termini di lettura dei momenti. Dopo un terzo quarto al di sotto dei primi due, nell’ultimo periodo è stato un clinic. Fadeaway per il +3:

Double drag e step back.

A seguire un floater di livello di difficoltà 10 e per concludere il canestro che ha chiuso il match contro uno dei più forti difensori della lega (…e forse di tutti i tempi), Draymond Green:

Due palleggi con la mano debole e morbido tocco per trovare il fondo della retina.

🆙 Adjust

Più volte ho attaccato Darvin Ham da queste pagine ed invece stavolta il rookie coach è da applaudire: l’ex Bucks ha letto bene forse la più complessa delle partite e con due mosse prima è uscito dal baratro del secondo quarto, poi ha generato l’allungo finale.

La prima mossa corretta da parte è stata quella di togliere la palla dalle mani di Dennis Schröder. In assenza di LeBron James e D’Angelo Russell il tedesco deve gestire molto di più il pallone, ma per caratteristiche tecniche e mentali di tanto in tanto va fuori giri. Questo sembra uno di quei periodi.

Ham nel secondo quarto ha chiesto ad Austin Reaves di gestire il pallone ed il ritmo e la scelta è stata perfetta. Austin ha risposto presente con una prestazione solidissima, facendo anche giocate che da un adattato al ruolo non ti aspetti:

Pick-and-roll con AD seguito dal kick nell’angolo per la tripla di The Menace.

In una gara in cui ha avuto circa il 20% di usage (contro il 14% di media stagionale), Reaves ha servito 8 assist. Grande prestazione la sua ma anche ottima scelta di Ham.

L’altro aggiustamento da sottolineare è quello di tenere Jarred Vanderbilt in panchina praticamente per tutto il quarto periodo, per avere maggiore mobilità per rincorrere i tiratori di Steve Kerr.

Jarred ha giocato un’ottima partita, ma contro gli Warriors che si abbassavano sarebbe stato imprudente metterlo a navigare sui blocchi, quando Troy Brown Jr. poteva tenere tranquillamente Lamb e non andare sotto fisicamente oltre a poter rimpiazzare senza problemi i piccoli qualora fosse finito in qualche cambio.

Questa scelta avrà sicuramente fatto storcere il naso a qualche osservatore superficiale, ma anche in questo caso Ham ha avuto ragione perché a mio modo di vedere con questa decisione ha vinto la gara.

🏀 Care

Un dato sorprendente del match con gli Warriors è quello dei turnover: appena 7.

Considerato che due sono falli offensivi di Waynen Gabriel, in pratica solo 5 perse sono venute da letture di gioco sbagliate, sarà una coincidenza ma la scelta sopracitata di togliere la palla dalle mani di Schröder c’entra e non poco, ma questo lo abbiamo già discusso.

In stagione i Lakers perdono 14.4 palle a partita – 21simi nella lega – ed uno dei compartimenti dove mi aspetto miglioramenti post trade è questo: ridurre i turnover.

Nelle ultime nove gare i valori di PACE e palle perse sono rimasti invariati, ma l’idea è che alzando la qualità media della squadra e introducendo un ball handler meno frenetico come D’Angelo Russell dovremmo osservare una riduzione dei turnover cercando di mantenere inalterato il pace, condizione ideale per alzare la performance di squadra.

La decisione di affidare a Reaves il compito di gestire il gioco è probabilmente un assaggio di come questo indicatore di qualità della squadra possa migliorare.

❌ Lakers vs Warriors: i Minus

Mi sarebbe piaciuto lasciare questa sezione vuota ma una nota stonata in serata c’è stata e va dunque un minimo approfondita.

👎 Flat

Comincio a nutrire i miei dubbi sull’efficacia di Rui Hachimura in un contesto tecnico dove non arriva ad essere tra i 5/6 giocatori più importanti. Il giapponese è qui da più tempo rispetto a Malik Beasley e Vanderbilt, tuttavia pare non riuscire a trovare un ruolo nella squadra.

Con l’assenza di LeBron pensavo potesse dare all’attacco quella pressione al ferro addizionale che James ancora un minimo garantisce, ed invece mi sa che mi sbagliavo.

20 minuti di molto poco, una “piattezza” nei confronti della partita che mi lascia sensazione: Pelinka non rinnoverà questo ragazzo e non credo che lui veda questo come il suo team.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 7 e Mercoledì 8 Marzo per affrontare i Memphis Grizzlies alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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