In copertina: Rui Hachimura e LeBron James nel corso della gara tra Timberwolves e Lakers (David Sherman, NBAE via Getty Images)

La settimana on the road dei Los Angeles Lakers era iniziata con una vittoria a Chicago. Ma al netto della soddisfazione per la prestazione messa in campo da James e soci, tutti sapevamo che il match più difficile e più importante sarebbe stato quello di Minneapolis.

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✅ Timberwolves vs Lakers: i Plus

Il buon momento dei Minnesota Timberwolves (5-1 prima del match), il settimo seed e tanti altri temi hanno caratterizzato la gara di venerdì notte. I Lakers guidati da Anthony Davis hanno portato a casa una vittoria importante, che ci racconta anche di una gestione della gara quasi perfetta di Ham e di alcune sorprendenti scelte.

🆙 Bigger than the Bigs

Analizzando il potenziale matchup tra le due squadre, una delle osservazioni più ovvie è quella che sarebbe stata una di quelle gare in Anthony Davis avrebbe sofferto la moltitudine di big che la squadra del Minnesota potuto usare contro di lui.

Non è andata proprio così.

L’assenza di Nazr Reid e l’infortunio che ha tenuto Rudy Gobert fuori a cavallo tra terzo e quarto periodo hanno sicuramente aiutato la prestazione di The Brow, ma lui ci ha messo tanto del suo.

Buttando un occhio al box score viene salta all’occhio un numero che solitamente accompagna le grandi prestazioni di AD: 8 rimbalzi offensivi.

Il buongiorno si vede dal mattino, questo è il primo canestro segnato dal campo dell’ex-Kentucky.

Contro giocatori della stazza di Gobert, è la capacità di mettere palla a terra del numero 3 gialloviola che fa la differenza:

Per quando sia un difensore élite anche quando cambia su giocatori più piccoli, il francese non può stare insieme ad un giocatore che quando poi va in avvicinamento non gli conceda troppi chili o centimetri.

Un altro elemento importante per valutare il momento di Davis è quello di vedere su quanti possessi “molla” e contro i Wolves non mi pareva ne avesse voglia:

Il tentativo di lasciare la palla a D’Angelo Russell è goffo e nonostante i Lakers subiscano comunque canestro, è apprezzabile il tentativo di rimediare.

Situazioni come questa e l’atteggiamento avuto dopo la scavigliata, sono per me le cose più importanti messe in campo da Davis, al netto della – superficiale – narrazione “soft” che si porta dietro.

🧠 Read, and a great react

Altro giro, altro esame per Darvin Ham.

Le scelte scellerate della prima delle due partite contro i Bulls sono state coperte da due prestazioni convincenti dei Lakers e del loro allenatore. Ham, in particolare contro i Timberwolves, si è affidato a quella size che tanto abbiamo invocato e cercato anche in sede di mercato.

La scomparsa di Troy Brown Jr. e Malik Beasley dalle rotazioni per dare qualche minuto in più a Dennis Schröder e Rui Hachimura nel secondo tempo è stata sensata e corretta, con i due che hanno risposto alla grande.

Tenendo sempre in testa che un rookie è un rookie, che sia esso un giocatore o un coach, nelle ultime partite Ham sta mostrando di avere chiari i principi che vuole mettere in campo in attacco ed in difesa e che il fine tuning delle lineup è a buon punto.

Well done Darvin.

🎌 Fitting In

Se vi dicessi che Rui Hachimura è il mio MVP della gara?

Provo ad argomentare.

Dal solo box score non si riesce a capire quanto il giapponese sia stato fondamentale per “aiutare” Ham a scegliere di andare big, contro una delle squadre più “grosse” della NBA.

Hachimura ha il passo per contenere la penetrazione di Towns ed una taglia che gli consente di subire meno il mismatch. La differenza di centimetri è evidente, ma Rui prova comunque a contestare la conclusione di KAT.

La marcatura di Karl-Anthony Towns nei minuti con Gobert in campo era uno dei dubbi che molti si portavano dietro nell’avvicinamento alla partita.

Se Davis era obbligatoriamente dirottato sul francese, sapevamo forse un po’ tutti che per quanto Brown Jr. ed Austin Reaves avrebbero fatto del loro meglio sarebbe stato necessario impiegare Jarred Vanderbilt su Anthony Edwards nella seconda parte di gara.

Hachimura è stata la soluzione adottata da Ham per poter chiudere con Vando sulle tracce di Ant-Man.

La compresenza di Hachimura, Vanderbilt e Davis ha garantito un mix adeguato di mobilità e centimetri.

The Big Kat ha tirato 0/4 contro il samurai gialloviola, che ha giocato una partita di estrema attenzione in difesa – on & off the ball – e a rimbalzo, giocando in attacco quei pochi tocchi che rimanevano dalle principali bocche da fuoco.

Insomma, Rui ha giocato quello che si chiama winning basketball.

📍 Pressure, at the right end

Da qualche settimana complottisti, hater e capiscers dell’internet si stanno scatenando intorno ad un numero che i Lakers stanno portando avanti dall’inizio della stagione: i gialloviola sono primi nella lega per tiri liberi tentati: 26.7 a partita.

Scandalo!

Per curiosità, sono andato a guardare cosa succedeva prima della deadline: i californiani erano terzi nella NBA con 25.9 liberi tentati, uno scandaloso e vergognoso aumento di 0.8 liberi a partita.

Che vergogna. Adam Silver ladro si può dire?

Ho utilizzato la fine del mercato come spartiacque temporale perchè coincide con due elementi importanti di questa analisi: la rivoluzione del roster dei Lakers e l’inizio di uno stretch in cui i Lakers hanno fatto 14 W ed 8 L, riportandosi in corsa per Play-In et similia.

Ovviamente con il rientro nel gruppo di quelli che si giocano qualcosa, qualche fine statista si è accorto di qualche numero buono per il complotto senza considerare una caratteristica intrinseca di questa squadra.

I Lakers hanno come obiettivo numero 1 il ferro sempre e comunque, si può dire lo stesso del resto della NBA? Nì.

Ho considerato le prime cinque squadre per tiri liberi tentati in questo momento ed ho messo accanto la loro percentuale di tiri al ferro ed il loro rank, ecco cosa viene fuori:

TEAMFTA%RIMRANK
Lakers26.737.81
Pistons25.832.119
Knicks25.73317
76ers25.533.816
Rockets25.537.53

È evidente, a meno di non essere in malafede, che è la maggiore frequenza dei Lakers nell’attaccare il ferro a creare l’altissimo numero di liberi che tanto viene criticato in questo momento. Cosa che, volendo fare a nostra volta i complottisti, non si potrebbe dire delle inseguitrici in questa speciale classifica.

Ovvio, LeBron James ed AD avranno sempre chiamate “dubbie” ma è anche vero che questo è valido, a vari livelli, per moltissime stelle nella lega.

Ad aggiungere pepe e vigore alle voci dei complottisti ci ha pensato il broadcast dei Bulls, che ha durante il match nella Windy City ha mostrato un’eloquente grafica.

Scandalo Bis!

Il differenziale dei Lakers rispetto alla seconda, i Sacramento Kings, tra tiri liberi tentati e concessi in stagione è allucinante, come ha commentato la voce dei Bulls: INSANE!

Sarà realmente uno scandalo?

I principi difensivi di Ham sono ormai abbastanza chiari, almeno a noi: difesa drop quasi in ogni situazione, blitz solo nei quarti finali, difesa del tiro da tre fuori dal fuoco principale ed a sorpresa un elemento che magari aiuta i più a capire questi numeri: i Lakers non fanno fallo per ordine di scuderia.

Di fatti, i Lakers sono nella top 2 di quelli che commettono meno falli nella lega con 18.5 a partita. Devo veramente dirvi chi è quella che commette meno falli? I Milwuakee Bucks commettono 18.4 falli a partita.

Saranno i nostri intrepidi paladini della giustizia cestistica capaci a vedere perché fa senso confrontare questi due numeri tra i Bucks ed i Lakers? Immagino di si.

Per i comuni mortali non armati di complessi modelli stocastici che giustifichino le loro ciance faccio notare come l’allievo Darvin spesso ripercorre, nel bene e nel male, la strada tracciata da Mike Budenholzer, un po’ come qualsiasi coach rookie fa alle prime esperienze.

Questo vuol dire che le chiamate siano giuste? No.

Ma spiega che alle volte prendere i numeri e metterli a paragone con altri è un non-sense, anzi forse è più scandaloso dei tiri liberi che i Lakers stanno tirando, poi segnarli magari non sarebbe cosi male.

Se non credete al mio umile tentativo di chiarire la cosa vi consiglio di ascoltare l’ultima puntata di The Lowe Post dove due più bravi di me – forse anche degli statisti del webbe – come Zach Lowe e Kirk Goldsberry spiegano lo stesso concetto e del perché certi numeri sono “baked in” quello che fanno i Lakers quotidianamente.

❌ Timberwolves vs Lakers: i Minus

Il primo tempo dei Lakers non è stato il migliore in stagione, con un approccio quanto meno rivedibile. Ad un primo quarto equilibrato è seguito un secondo dove parecchie cose non sono andate ed in particolare la prestazione di James è stata decisamente inferiore a quanto ha poi fatto nel secondo tempo.

🫠 Rusty

L’assignment difensivo principale di LeBron James era teoricamente tra i meno complessi: Jaden McDaniels.

L’ala dei Timberwolves sta avendo una stagione difensiva élite ed in attacco sta tirando con un ottimo 39% da tre, ma ha cominciato a vedere il ferro attaccando i closeout sfruttando atletismo e lunghezza che non mancano.

Dunque, un matchup facile solo in teoria, ma che ci si aspetta che LeBron possa tenere a bada se si vuole puntare alla postseason.

Pur concedendo l’attenuante del lungo stop, in alcuni possessi James ha commesso degli errori piuttosto evidenti.

Il primo possesso è decisamente poco incoraggiante, ma è anche la conferma di un trend stagionale: LBJ sta concedendo 1.14 PPP nelle situazioni di isolamento in stagione contro gli 0.98 dell’anno scorso.

Durante la prima frazione di possessi di questo tipo ce ne sono stati diversi, anche Slo Mo Kyle Anderson si è preso lo sfizio di affrontare LeBron al ferro tirandogli un floater in faccia:

Dimmi che sei passivo senza dirmi che sei passivo.

Nella seconda frazione James ha cambiato marcia ed i Lakers hanno cominciato a muovere gli interni verso di lui quando usciva a chiudere sul perimetro.

L’IQ cestistico del Prescelto ovviamente viene fuori con il tempo ed in più possessi ha indirizzato gli attaccanti che non era riuscito a chiudere nell’intervallo contro i propri compagni in aiuto:

L’aiuto dopo un closeout poco convinto testimonia il cambio di passo fatto da LeBron James nel secondo tempo.

Oltre a leggere meglio le situazioni il nativo di Akron è stato anche più vivo nel cercare di continuare a contestare anche quando battuto portando quella back pressure che è di fondamentale importanza in difese in cui il potenziale aiuto è spesso schiacciato verso il ferro.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:00 🇮🇹) tra Domenica 2 e Lunedì 3 Aprile per affrontare gli Houston Rockets al Toyota Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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