In copertina: LeBron James e Troy Brown (Adam Pantozzi/NBAE via Getty Images)

Poteva andare meglio, ma poteva andare anche decisamente peggio.

I Lakers escono da un trio di partite all’apparenza facile ma che includeva due squadre che abbiamo sempre fatto fatica a battere come Suns e Clippers. Le vittorie contro Utah e Phoenix non sono state molto convincenti per tanti motivi, ma spostano e non poco nella corsa ai playoff.

Leggi anche:

✅ Jazz vs Lakers: i Plus

La squadra ha avuto qualche momento di down, ma anche questa volta scopriamo qualcosa in più su questi Lakers. E non sono necessariamente scoperte negative.

Clutch Austin

by Giuseppe Critelli

Si è parlato tanto, e lo faremo a breve anche noi, della prestazione di LeBron James contro Utah. I canestri decisivi del Prescelto hanno però oscurato l’ennesima prova solida e glaciale di Austin Reaves. Il prodotto di Oklahoma è diventato ormai una delle più grande certezze dei Lakers nel clutch.

Ice in his veins.

Tutti quanti, compresi James e Davis, sanno che possono fidarsi di Hillbilly Kobe nei finali di gara, che sia per costruire qualcosa dal pick-and-roll o per punire le difese sugli scarichi. In stagione Reaves sta tirando con un sensazionale 69% dal campo, il 50% da tre e l’81% ai liberi nel crunch time. Il volume di tiri è piuttosto basso (quello dei viaggi in lunetta, invece, è cospicuo), ma personalmente ogni volta che vedo Austin prendersi una conclusione nel clutch sono convinto che la manderà a bersaglio.

Uno dei canestri più importanti della stagione.

Tra tempi regolamentari e overtime contro i Jazz Austin ha segnato tre canestri pesanti: un facile layup in transizione, una tripla dall’angolo wide open e questo tiro in uscita dal pick-and-roll. Come abbiamo detto più volte nei nostri articoli di analisi e nei nostri podcast, Reaves è diventato molto abile a punire le difese drop con il classico palleggio, arresto e tiro dal mid-range, anche quando la palla scotta.

La giocata mostrata nella clip sopra arriva nel momento più difficile del match, con i Jazz in piena fiducia dopo una rimonta incredibile e una tripla di Olynyk che avrebbe potuto chiudere la pratica. Il canestro di Reaves, quindi, è a tutti gli effetti uno dei più importanti della stagione perché consente ai Lakers di uscire vittoriosi da una gara che si era complicata tremendamente e rischiava di compromettere il finale di regular dei gialloviola.

Anchor

by Aniello Fiengo

Qualche settimana fa discutevamo di quanto sarebbe potuto essere complesso il rientro di LeBron James e delle difficoltà che avrebbe potuto incontrare Darvin Ham nel trovare le giuste rotazioni per sfruttare al meglio il roster al completo.

Dopo una prima partita complessa contro i Bulls l’ex assistente dei Bucks ha trovato le lineup che potessero esaltare LeBron e mitigare le problematiche che molti temevano, come ad esempio l’assenza di spacing dei quintetti che includessero Vanderbilt e Davis.

L’altra incognita che ci portavamo dietro era quella legata alla condizione fisica di LeBron. Nelle due partita contro Jazz e Clippers abbiamo avuto le risposte che ci aspettavamo.

Nello Utah i Lakers sono sembrati stanchi e con poche idee e la rimonta subita nel minuto e mezzo finale aveva spaventato i tifosi gialloviola. Perdere quella partita sarebbe stato drammatico, in particolare considerato il match successivo contro i Clippers che aveva tutt’altro peso specifico per le implicazioni di classifica e per il livello dell’avversario.

In questi momenti vengono fuori i campioni e James è più di un campione: 9 degli 11 punti gialloviola nell’intervallo portano la firma del prescelto.

Dopo aver pareggiato la partita in seguito ad un mini break iniziale dei Jazz, LeBron ha letteralmente preso per mano i Lakers segnando il canestro della vittoria con la più classica delle bulldozer move.

Nel match della notte seguente i Lakers si giocano il quinto posto contro i cugini Clippers.

Dopo un primo tempo brutto dei gialloviola e del loro uomo più rappresentativo, nella seconda frazione la squadra non cambierà marcia ma James giocherà 20 minuti incredibili: 30 punti, 8 rimbalzi in 20 minuti.

Ho scelto di usare questa clip perchè una delle “macchie” della stagione di LBJ sono sicuramente le percentuali al tiro: 39% dal mid range e 32% da tre. Nel secondo tempo contro i Clippers la musica sarà diversa.

I Lakers perderanno il match, ma LeBron per la seconda sera consecutiva giocherà una partita importante sia al tiro che in difesa dandoci conferma che le settimane d’assenza sono state assorbite e che la condizione sta migliorando.

Piccola nota: non vogliamo commentare la partita di James contro i Suns, perchè probabilmente quanto di buono descritto verrebbe coperto dalla partita peggiore di James in maglia Lakers che io ricordi.

❌ Jazz vs Lakers: i Minus

La rimonta rocambolesca subita contro i Jazz e l’undicesima sconfitta consecutiva contro la nemesi “noviana”, ovvero gli LA Clippers, ci lasciano un po’ di amaro in bocca dopo un periodo convincente e vittorioso.

L’incubo Powell

by Giuseppe Critelli

Nell’ultima puntata del podcast abbiamo parlato di alcune criticità del roster dei Lakers in chiave play-off. Una delle più evidenti, oltre alla mancanza di spacing, è l’assenza di un difensore elite sul punto di attacco. La squadra di Ham ha alternato Reaves, Schröder, Brown e Vanderbilt contro le star avversarie, ma non sempre queste soluzioni sono risultate efficaci.

Nel match contro i Clippers è accaduto quanto temevamo. I Lakers hanno mostrato di avere poche armi contro giocatori veloci ed esplosivi del calibro di Dwight Powell. Non stiamo parlando di un top del ruolo (Ham lo ha definito come uno dei suoi giocatori preferiti), ma di un candidato serissimo per il premio di sesto uomo dell’anno e di un prototipo di giocatore ostico per il back-court gialloviola.

Dennis tutto sommato fa un lavoro discreto in scivolamento, ma Powell può tirargli tranquillamente in testa.

Complice la stanchezza per il back-to-back nessuno è riuscito a tenere le penetrazioni di Powell. Una situazione che ha permesso all’ex Raptors di fare il bello e il cattivo nel pitturato gialloviola. Emblematico in tal senso il dato dei dieci tiri liberi tentati dal numero 24 dei Clippers, un caso più unico per raro per una squadra, i Lakers, solitamente molto disciplinata e allenata a non commettere falli.

La metà dei canestri dal campo di Powell, poi, è arrivata in transizione (24 i punti dei Clippers in contropiede), un altro indicatore che fa capire come i Lakers non fossero pronti, fisicamente e mentalmente, ad affrontare una sfida così importante.

Discutibile la scelta di Hachimura di andare a rimbalzo offensivo, ma è comunque troppo semplice per Powell arrivare al ferro, complice anche la difesa allegra di Brown.

In generale le penetrazioni troppo facili di Powell, Westbrook e Kawhi hanno attivato il classico drive-and-kick game dei Clippers, consentendo alla squadra di Lue di trovare ritmo anche da dietro l’arco (alla fine i Clippers chiuderanno con il 44% da tre).

Timing

by Aniello Fiengo

Dopo le dichiarazioni di James sul calendario molti hanno sottolineato il fatto che i Lakers abbiano giocato il minor numero di back-to-back della lega.

Per quanto il dato sia corretto ed inconfutabile, in questo momento della stagione costringere una squadra in lotta per la postseason a giocare in 24h due partite con in mezzo un viaggio in aereo è sbagliato, che questi siano i Lakers o qualsiasi altra squadra.

In particolare, la percentuale di W nella lega delle squadre in back to back è intorno al 40% ed in questo momento dell’anno trovarsi ad affrontare un match importante con le gambe imballate dalla sera prima è difficile.

Potete vederla come un pianto, ma in realtà è solo voglia di vedere quante piu’ partite competitive possibili.

Minimum effort

Al momento del comunicato dei Suns che confermava l’assenza del loro big four non avevo una buona sensazione.

Per una squadra che ha giocato due mesi sui nervi avere una serata “rilassata” puo’ essere pericolosa ed in effetti i Lakers contro la squadra di Monty Williams hanno tirato fuori una prestazione da dimenticare almeno per i primi 2 quarti e mezzo.

I Suns hanno iniziato la partita con maggiore intensità, probabilmente dovuta al fatto che i giocatori in campo sono più personaggi in cerca di autore che affermati nella lega.

Nel primo quarto i Suns hanno tirato 10 volte in più dei Lakers, e questa stat è una delle chiavi. Questo numero deriva da altri numeri che descrivono i primi 24 minuti: 8 rimbalzi offensivi, 6 stoppate, 4 rubate e soli 4 turnover.

Si può parlare di arbitri poco vogliosi di fischiare, specie su Davis, ma la verità è che i Suns hanno giocato alla grande ed i Lakers hanno accusato il colpo.

Più e più volte i i Suns hanno attaccato il pitturato e ripreso il loro rimbalzo come Damion Lee in questo caso.

E’ ovvio che questa squadra abbia poca benzina e che il probabile accesso al playin dopo la sconfitta contro i Clippers complichi ulteriormente i piani. Nelle prossime 2 sarà importante vincere e portare a casa il settimo seed per provare a vincere subito ed avere 4 giorni per riposare e studiare l’avversario.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Mercoledì 5 e Giovedì 6 Aprile per affrontare gli LA Clippers alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Categories:

Our Podcast
Most Recent