In copertina: Xavier Tillman Jr., Anthony Davis e Troy Brown Jr. nel corso di Gara 1 tra Grizzlies e Lakers al FedExForum. (Brandon Dill, AP Photo e Petre Thomas, USA TODAY Sports)

I Los Angeles Lakers ritornano dopo due stagioni ai Playoff NBA e sconfiggono i Memphis Grizzlies con il punteggio di 128-112. I gialloviola sono ora avanti 1-0 nella serie ed hanno ribaltato il fattore campo.

Series Coverage:

✅ Grizzlies vs Lakers: i Plus

La prima vittoria in una Gara 1 in trasferta dal 2004 arriva in seguito ad una partita a mio avviso molto intensa e bella, ben giocata da entrambe le squadre e portata a casa grazie ad alcune prestazioni individuali davvero notevoli.

Oltre ai protagonisti che andremo a citare, merita anche di essere sottolineato l’ottimo gameplan e la gestione della partita di coach Ham.

🇯🇵 C’era una volta un giapponese…

di Nello Fiengo

Sembra l’inizio di una barzelletta ma potrebbe essere invece il punto di svolta di una carriera, quella di Rui Hachimura.

Il giapponese è arrivato dagli Washington Wizards con tanti dubbi: la selezione di tiro, la difesa sul perimetro ed una mancanza di aggressività quasi congenita che lo accompagnava dal primo giorno nella lega.

A Los Angeles la vicinanza di LeBron James, il ruolo limitato ed una maggiore attenzione ai dettagli hanno completamente cambiato la percezione che si ha del ragazzo, portandolo ad essere un’arma strategica fondamentale per Darvin Ham.

Non è facile commentare come positivo il lavoro difensivo di Hachimura se valutiamo i singoli possessi, in particolare quelli contro Jarren Jackson Jr., ma il ragazzo ha in generale fatto quello che poteva contro un giocatore più forte ed serata positiva.

In attacco Rui è stato sicuramente l’x-factor specie nel terzo periodo.

Questa tripla contro JJJ è stata una sorta di dagger anticipato.

I Lakers non erano in vantaggio da metà secondo quarto e col canestro di Hachimura hanno dato una spallata importante, considerata anche l’ottima difesa in post su James e l’aiuto di Jackson Jr.

Queste prestazioni di Rui però non sono una completa sorpresa. Il ragazzo in stagione sta segnando 1.22 PPP in situazioni spotup, elemento che si va ad aggiungere al suo arsenale dove spicca il 55% da dribble jumper, che sappiamo essere la sua go-to-move.

Guardando i numeri difensivi sono rimasto stupito, nelle ultime settimane i suoi valori sono schizzati verso l’alto, in particolare da quella sciagurata sconfitta contro i Bulls.

Escluse le situazioni spotup – dobbiamo migliorare sui closeout – Hachi tiene tutti i suoi playtype difensivi sotto 1 PPP e risulta nel 90%ile in tre categorie difensive: P&R ball handler, isolation ed handoff. Non male per un giapponese svogliato.

🛡 La difesa di Anthony Davis

di Luca Novo

Il duello tra Jaren Jackson Jr. ed Anthony Davis è stato uno dei temi più discussi in sede di presentazione della serie tra Lakers e Grizzlies e l’unicorno gialloviola ha risposto alla grande alle attese dei tifosi. Se JJJ ha meritatamente vinto il premio di Defensive Player of the Year, AD ha mostrato ieri di essere il miglior difensore del pianeta.

In sede di preview ci si aspettava molto da Davis nella metà campo offensiva ed il centro non ha tradito le attese giocando una partita solida: ha prodotto 22 punti con 17 tiri, numeri discreti ma che non rendono giustizia al suo impatto.

The Brow è stato efficace come bloccante e la sua gravity nel pick-and-roll ha permesso ai compagni di avere spazio per crearsi un tiro aperto. Non a caso ha registrato 7 screen assist per 15 punti, dato ben al di sopra la sua media di 3.2 e che ritroveremo più avanti quando andremo a vedere i canestri della vittoria di Austin Reaves. Non bisogna dimenticare il lavoro a rimbalzo offensivo, grazie al quale ha catturato 4 palloni sfruttando il vantaggio fisico contro Tillman ed Aldama e permesso ai gialloviola di vincere la battaglia dei possessi.

Nell’azione in cui si infortuna al braccio AD va a recuperare il pallone in mezzo a quattro maglie avversarie.

Ma dove AD ha realmente dominato la partita è nella propria metà campo ed i suoi numeri sono testimoni di un prestazione storica: 7 stoppate, 3 palloni recuperati, uno sfondamento subito, 8 rimbalzi difensivi catturati, 3 deflection, 18 tiri contestati e avversari costretti a 5/21 quando lo hanno sfidato.

La prestazione di Davis si colloca ad un livello raggiunto solo da chi ha scritto la storia della pallacanestro NBA.

Il nostro Nello nella preview di LakeShow ci ha spiegato come il gameplan difensivo avrebbe dovuto avere come obiettivo principale quello di limitare Ja Morant e Davis in questo senso è stato perfetto. Come da lui stesso dichiarato nell’intervista post partita, sul pick-and-roll è stato più alto per non fargli prendere velocità e limitarne le opzioni, mentre in aiuto ha semplicemente oscurato la vallata.

AD è perfetto nello stare vicino a Morant, impedirgli di arrivare al ferro e contrastare al meglio il difficile floater.

Ben 5 dei 6 palloni persi da Ja vedono AD coinvolto nell’azione, a dimostrazione di quanto la point guard da Murray State abbia sofferto la presenza di Davis. Solo 4 delle 14 conclusioni di Morant sono arrivate al ferro, segno che il pitturato è stato off limits per gli avversari. Anche la sfortunata azione in cui Ja si fa male alla mano nasce da un perfetto aiuto a centro area di The Brow.

In questo caso Morant attacca in seguito all’handoff, ma la presenza e la corretta posizione di AD a centro area lo induce alla violazione di passi.

Il miglior attaccante tra i padroni di casa è senza dubbio stato Jackson Jr., autore di 31 punti. È indicativo per evidenziare la prova di Davis notare come JJJ abbia tirato 13/15 quando marcato da uno tra James, Vanderbilt e Hachimura, mentre solo 1/6 quando ha dovuto fronteggiare AD.

JJJ attacca frontalmente, ma AD resiste all’impatto fisico dell’avversario e contesta il tentativo dal mid-range inducendolo all’errore.

E se le due stelle sono state impotenti contro The Brow, stessa sorte è capitata ad ogni orsacchiotto che ha tentato di avventurarsi nell’area gialloviola. Avrete notato come nessuna delle clip riportata mostri un’azione finita nel boxscore della gara, proprio perché ho voluto sottolineare come il suo impatto sia andato oltre agli impressionanti numeri registrati.

Se Davis è questo, l’unica speranza per segnare contro i Lakers è batterli con il tiro dalla lunga distanza.

🔥 Clutch Austin

E per finire tocca parlare di chi è stato il protagonista del finale di gara. Pensavamo di non sorprenderci più di fronte alle prestazioni di Austin Reaves ed invece HBK continua a spostare l’asticella sempre più in alto.

Per due quarti e mezzo la sua prova è discreta ed in linea con cosa ci si aspetta da un buon esordiente alla prima partita dei Playoff: attacca con fortune alterne segnando qualche canestro ed in difesa cerca di limitare al meglio Desmond Bane. La svolta arriva appunto a metà terzo periodo, dopo che la guardia da TCU mette a segno 8 punti consecutivi, arrivando a 20 totali, tra cui un fallo su una tripla molto contestata da Austin.

Sul punteggio di 75-68 i Grizzlies sono al massimo vantaggio, ma da qui in avanti Reaves cambia marcia, prima segnando un bel floater a centro area, quindi contesta una tripla di Bane inducendolo all’errore, poi si ripete stoppandolo e nell’azione successiva segna la tripla del 75-75. Tale sequenza, oltre a riportare la gara in equilibrio, ha definitivamente spento la guardia avversaria che nei 18 minuti restanti segnerà soltanto 2 punti con 1/5 al tiro.

Il lavoro off the ball di Reaves è favoloso e la stoppata a mio avviso è il momento che a livello emozionale ha cambiato la gara. Pugna, this is for you!

Ma la sequenza precedente non è che l’antipasto al finale di gara. Dopo l’infortunio di Morant i Grizzlies tornano a -2 sfruttando un po’ di confusione nella lineup gialloviola grazie ai canestri di JJJ. Dopo il timeout di Ham, Reaves sale in cattedra con una sequenza impressionante: prima assiste Hachimura con un passaggio dietro la schiena per la tripla del +5, quindi per 3 azioni consecutive si mette in proprio giocando il pick-and-roll con Davis come ball handler principale. Seguono un tiro dalla media, un’entrata a canestro con layup e infine un pull da 3 punti, a dimostrazione della sua capacità di essere letale in ogni zona di campo.

Il risultato sono 10 punti in 4 azioni e partita chiusa sul 118-112. Da questo momento in avanti i Grizzlies non segneranno più, distrutti dai colpi di HBK. Merita rivedere in sequenza le 4 azioni.

Con il cronometro dei 24 che volge al termine, Reaves è freddo ad attaccare il closeout di Brooks e mostra tutta la sua creatività nel trovare Hachimura in punta con il passaggio dietro la schiena.
Pick-and-roll con Davis, JJJ è in drop, Austin legge la situazione alla perfezione e segna con il pull up dalla media.
Altro gioco a due con Davis, questa volta JJJ è più alto, ma grazie al ball handling HBK lo manda letteralmente per terra e va ad appoggiare a canestro. La stoppata arriva fuori tempo massimo.
Altro giro ed altro regalo: questa volta in marcatura c’è Bane e l’ordine è di cambiare sui blocchi. Austin è ancora perfetto a leggere, non attacca JJJ e si prende il tiro da 8 metri mandandolo a segno. Game, set and match Lakers.

Anche in questo caso ci troviamo davanti a una prestazione storica, ed andiamo addirittura a scomodare un duo che tante emozioni ha regalato a noi Lakers.

❌ Grizzlies vs Lakers: i Minus

Dopo una partita del genere è brutto cercare aspetti negativi, ma siamo solo ad inizio serie e per sperare di superare il turno ci sono aspetti che possono migliorare.

⁉️ Desaparecidos

di Nello Fiengo

In una serata dove c’è tanto da festeggiare vi sarete chiesti, dov’erano Troy Brown Jr. e Malik Beasley?

L’ex Minnesota sembra avere le polveri bagnate da quando è arrivato in casa Lakers e a poco a poco sta terminando fuori dalle rotazioni.

L’handoff con Davis potrebbe potenzialmente essere letale ed i Lakers stanno cercando di concedergli quanto più possibile questo tipo di giocata: nella clip Davis prima manda via Schröder e poi Brown per dare a Malik la possibilità di giocare una situazione in cui ha mostrato di poter fare la differenza. Anche in questo caso non fa canestro e la sensazione è che se non cambi qualcosa a breve i minuti scenderanno ancora fino a portarlo fuori dalle rotazioni.

Troy Brown Jr. ha “overperformato” per una buona parte di stagione risultando fondamentale specie all’inizio della “nuova” versione di questi Lakers.

Nell’ultimo mese le cose sono cambiate, tante volte Troy non è riuscito a trovare ritmo offensivamente e difensivamente sembra essere stanco e pare non stia riuscendo a muoversi lateralmente come faceva ad inizio stagione dando una discreta mano anche sul punto d’attacco.

La mia speranza per questa serie era che potesse fare qualche minuto su Bane dandoci la possibilità di schierarlo con le guardie, specie nei quintetti senza Davis, ma la prestazione contro Memphis confuta questa teoria.

Brown Jr. prima si stampa sul blocco di Tillman e poi non riesce a mettere “side pressure” a Bane che segna un pullup da centro area per il ritardo accumulato dall’ex Wizards su un blocco non propriamente irresistibile.

Recuperare almeno uno dei due sarebbe fondamentale per avere una gruppo definito di 8 giocatori e non dover sperare di pescare l’ultimo giocatore della rotazione a seconda delle prestazioni ogni sera.

🔜 Cosa deve migliorare

di Luca Novo

La prova dei Lakers è senza dubbio eccellente, ma un paio di indicatori preoccupanti a mio avviso ci sono.

In primo luogo la selezione di tiro. I gialloviola hanno terminato con una gran prova offensiva come testimoniano i 128 punti segnati, ma i Grizzlies sono riusciti a limitare le conclusioni al ferro e le triple dall’angolo. 20 tiri nella restricted area contro la media stagionale di 29.7 e sole 5 corner three contro 7.9.

Inevitabilmente non si può sperare che Hachimura chiuda con 5/6 dall’arco ogni gara, quindi coach Ham dovrà trovare il modo di far prendere ai propri ragazzi più tiri dalle zone più efficienti del campo ed è lecito aspettarsi che parte di questa miglior selezione nasca dal playmaking di LeBron James.

Il secondo dato preoccupante è il Plus/Minus quando Davis si è seduto, parziale che i padroni di casa hanno vinto di 11 in 10 minuti. Coach Ham, desideroso di giocare big il più possibile, per la prima volta in stagione ha provato a schierare insieme James, Hachimura e Vanderbilt, ma tale combinazione ha prodotto un negativo -7 in pochi possessi. Anche la combinazione di LBJ con le 4 riserve non ha del tutto convinto.

La difesa collassa a centro area contro James, il quale in automatico scarica in angolo, ma Vanderbilt invece di attendere il pallone per la corner three taglia a canestro. Una chiara incomprensione dovuta alla mancanza di familiarità della lineup a 3 ali.

Trovare un quintetto che riesca a tenere botta nei momenti in cui Davis riposa sarà a mio avviso una chiave per le speranze di cammino dei Lakers nei Playoff.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Mercoledì 19 e Giovedì 20 Aprile per affrontare i Memphis Grizzlies al FedExForum in Gara 2 del primo turno degli NBA Playoff.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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