In copertina: Rui Hachimura e Troy Brown Jr. nel corso di Gara 3 tra Grizzlies e Lakers alla Crypto.com Arena. (Brandon Dill, AP Photo e Petre Thomas, USA TODAY Sports)

Cercavamo una risposta e ne abbiamo trovata una roboante. I Los Angeles Lakers dominano contro i Memphis Grizzlies in Gara 3 grazie ad un primo quarto sontuoso e ad un Anthony Davis in formato extralusso.

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La nostra analisi di gara-3 non può che partire da un primo quarto storico. Mai, infatti, nella storia dei playoff NBA c’è stato un divario così ampio dopo soli dodici minuti di gioco: 35-9. I nove punti segnati da Memphis sono inoltre lo score più basso in un singolo quarto in tutta la stagione NBA.

Breakdown di un dominio

di Giuseppe Critelli

L’energia della Crypto.com ha caricato persino il sottoscritto a migliaia di chilometri di distanza, non oso immaginare allora quale potesse essere il livello di adrenalina dei giocatori dei Lakers. L’impatto fisico sulla partita è stato clamoroso. I Grizzlies sono stati travolti dall’onda gialloviola, dando l’impressione di essere totalmente impreparati e incapaci di rispondere alle “spallate” dei Lakers.

Il blocco di Tillman affossa Reaves che riesce però a contestare comunque il tiro di Bane e a causare un air-ball abbastanza clamoroso.
Strepitoso effort di squadra contro Jaren Jackson che nei primi due episodi della serie era stato particolarmente efficace in post contro il front court gialloviola. Il raddoppio di Vanderbilt costringe JJJ ad andare contro l’aiuto di Davis, sul rimbalzo offensivo poi Vando piazza una stoppata parecchio rumorosa.

I primissimi possessi dell’attacco dei Grizzlies si concludono con due air ball, uno di Morant e un altro di Bane, e due palle perse di JJJ. Un pessimo inizio che assume poi i contorni del disastro quando Dillon Brooks, carico a molla dopo la vittoria e il trash talking di gara-2, inizia a prendersi l’attacco sulle spalle, affossandolo (autentica specialità della casa). Il risultato è appena quattro punti segnati nei primi sei minuti di gioco.

Difficile stabilire in che percentuale dividere i i meriti dei Lakers e i demeriti dei Grizzlies. Di sicuro, però, la squadra di Ham ha avuto il tipico approccio della squadra più forte e matura, facendo valere sia la propria fisicità che il proprio skillset offensivo.

In attacco è stato LeBron James a settare il tono della partita aggredendo senza troppe esitazioni tutti i giochi e due che coinvolgono lui e Davis.

Questo tiro dal mid range è fondamentale per le speranze future dei Lakers

Il merito principale dei gialloviola è stato quello di attaccare con decisione nei primi secondi dell’azione, non solo in transizione, non facendosi intimorire dagli switch che avevano messo in difficoltà James e soci in gara-2. Alla fine del primo quarto saranno 8 i punti in contropiede dei Lakers e 10 quelli scaturiti dai 6 turnover di Memphis.

Il vero cambio di passo poi è arrivato a metà del primo periodo, quando Ham ha massacrato Taylor Jenkins con una serie di Double Drag Screen, di cui vi parlerà Nello, che sono riusciti a liberare l’area per le penetrazioni di Russell e Reaves e il roll di Davis.

Quando è nella serata giusta DLO è capace di giocate altamente spettacolari.

Arriviamo adesso all’ultima parte del primo quarto, quella che solitamente vede LeBron in panchina. A differenza di altre versioni dei Lakers e delle squadre di James, questa non sembra soffrire nei minuti senza il Prescelto. Nei primi tre episodi della serie il Net Rating della squadra quando LBJ siede in panchina è addirittura di +39! Merito di un roster profondo nel reparto guardie, di un Anthony Davis strepitoso e soprattutto di un Rui Hachimura che sembra finalmente essere riuscito a mettere insieme tutti i pezzi del suo talento.

Proprio il giapponese ha sferrato il colpo di grazia a Memphis con 7 punti in meno di un minuto che hanno reso la crypto.com adorante di fronte al suo nuovo idolo esuberante.

Rui in transizione è ormai un treno difficile da contenere.
Il colpo del ko.

A play to remember

di Nello Fiengo

Discutendo della sconfitta dei Lakers in Game 2 avevo commentato con i miei compagni di redazione come fosse inspiegabile che non si fosse ritornati ad usare quel double drag che aveva permesso ad Austin Reaves di distruggere i Grizzlies.

Per capirci questo:

In gara tre siamo tornati ad utilizzare con efficacia questo elemento tecnici. Sono diversi aspetti che vanno analizzati per esaltarne l’efficacia e chiarire il motivo per il quale è un perfect fit per la nostra strategia offensiva.

Fin dall’inizio i Lakers si sono affidati a questa situazione dove D’Angelo Russell e Reaves possono scambiarsi i ruoli e fare la differenza:

Russell attacca il drag cercando di trarre vantaggio dai due blocchi per se e per i suoi compagni

Il primo vantaggio di questo play è la difficoltà degli avversari a leggere la chiamata.

I Lakers hanno sostanzialmente lo stesso setup quando la palla va sul lato sia per il double drag che per molti degli horn set, in particolare per uno viene chiamato rip punch:

Horn Rip punch 45

Nel caso in esame HBK non blocca in obliquo per Anthony Davis ma si gira per portare un blocco per DLO per preparare il doppio blocco orizzontale.

L’idea del double drag è creare uno stagger dinamico in cui il ball handler possa, passando sui due blocchi, generare abbastanza vantaggio sul proprio difensore principale per attaccare dal palleggio il mismatch con il difensore del blocco più interno, che di solito è un lungo.

Altra idea dei Lakers in questo caso è cercare di far cambiare Desmond Bane con Ja Morant di modo da avere un difensore meno forte nell’azione, in questo caso non capiterà.

Russell una volta girato l’angolo ha tre opzioni: LeBron James che spazia per il tiro da tre sull’aiuto di Dillon Brooks, AD che rolla verso il ferro ed un tiro per se stesso. Xavier Tillman rimane un secondo di troppo nella terra di mezzo per provare a fare credere a D’Angelo di volerlo chiudere ma allo stesso tempo cerca di stare quanto più possibile vicino a Davis.

Russell chiama il bluff e trova il corridoio che l’ex Ohio state userà per finire il lavoro.

L’azione in esame è stata eseguita 16 volte dai Lakers, non sempre ha portato un canestro diretto ma ha creato tanto vantaggio su cui l’attacco gialloviola ha potuto lavorare e bene.

Un’altra scelta importante fatta da Darvin Ham per rinfozare questa giocata è stata di liberare l’angolo forte per sfruttare eventuali “show/raddoppi” sul portatore di palla che crea il vantaggio, impedendo così che ci sia un aiuto contro il lob e creando spazio se il primo bloccante slippa.

Il successo di questa azione sta però anche nella lettura di chi gestisce il pallone.

Nella prima clip lo show di Brooks è abbastanza profondo ed angolato da togliere il lob per AD, ma rimane comunque in posizione per chiudere sul tiro di LeBron.

Cambiando i difensori dei Grizzlies l’effetto cambia:

Brooks è più aggressivo sul pallone di quanto lo sia stato Bane prima impedendo a Russell di vedere il ferro ma l’incertezza di Aldama è parte del piano. LeBron con il layup

Russel esita in punta e Santi Aldama, nonostante l’amato Dillon sia ben posizionato, decide di coprire l’area scatenando il trasferimento del vantaggio che avevo descritto prima per LeBron.

Il tentativo di chiusura della penetrazione apre al passaggio di DLO per LBJ che trova lo spagnolo in una posizione dove non può scivolare e quindi sono due facili per il Prescelto che lo buca ed appoggia al vetro.

L’idea di avere delle situazioni che coinvolgano 3 giocatori dei Grizzlies per leggere l’aiuto e trasferire il vantaggio deve essere l’obiettivo primario dell’attacco di Darvin Ham a metà campo.

In gara 2 si è visto come non si riesce sempre ad essere abbastanza bulli per imporre la proprio dimensione, specie nei quintetti in cui non ci sono né Morant né Luke Kennard da cercare per il mismatch. Diventa fondamentale quindi sfruttare il ball handling delle guardie mixato alla dinamica di AD per far sì che gli altri possano avere concretizzare il vantaggio ottenuto dai creatori dal palleggio.

Il riscatto di The Brow

di Luca Novo

A livello numerico, la principale differenza che salta all’occhio tra il box score di gara 2 e di gara 3 risiede nelle statistiche offensive di Anthony Davis. I 13 punti realizzati nel secondo episodio della serie rappresentano la terza peggior prestazione in carriera ai Playoff di AD, e le due peggiori sono le sfortunate gare contro i Suns in cui ha dovuto abbandonare la gara per infortunio.

Riuscire a mettere in ritmo il proprio principale terminale offensivo era dunque un obiettivo fondamentale per il coaching staff gialloviola e i risultati sono più che soddisfacenti.

The Brow ha infatti chiuso la contesa con 31 punti in seguito a 11-24 al tiro (di cui 8-16 nella restricted area), 8-10 ai liberi e 4 rimbalzi offensivi producendo la miglior performance offensiva nella serie.

Oltre all’ottimo approccio del lungo gialloviola, a livello tattico a mio avviso ci sono state principalmente due novità che sono servite a metterlo maggiormente in ritmo e dargli qualche soluzione semplice in più. Nello ha già descritto quanto positivo sia stato l’utilizzo del double drag per D’Angelo Russell, e di tale contesto ne ha anche beneficiato AD che ha potuto ricevere qualche pallone al ferro dalla propria point guard oppure ha avuto vita più semplice a farsi sentire a rimbalzo offensivo.

DLo grazie al vantaggio creato dai blocchi su Kennard può attaccare in velocità Tillman. Nonostante l’errore del numero 1, il centro dei Grizzlies non può tagliare fuori Davis che ha vita semplice a rimbalzo offensivo contro avversari più piccoli.

La seconda novità è stata vedere Davis attaccare in uno contro uno direttamente dopo aver recuperato il rimbalzo in difesa. In questo modo non ha dovuto fare a sportellate contro Tillman da spalle a canestro, ma ha potuto sfruttare la maggior agilità e la sua tecnica di base.

AD dopo il rimbalzo conquistato in difesa non scarica il pallone sulla point guarda ma va in palleggio nell’altra metà campo e attacca subito in uno contro uno.

In un contesto simile, è arrivato anche un maggior numero di possessi in situazione di early offense in cui ha attaccato dalla punta. Nel terzo periodo in questo modo sono arrivate a mio modo di vedere le due giocate decisive della gara nel giro di un paio di minuti. Marcato da Jaren Jackson Jr. e con Tillman in panchina, prima ha costretto l’avversario diretto al quarto fallo; ed un paio di possessi dopo ha prodotto una delle giocate più spettacolari ed emotivamente importanti della gara, schiacciando sulla testa del già citato Defensive Playere of the Year.

Con 19 secondi sul cronometro, AD riceve da Schroder a 10 metri dal canestro. La difesa di Memphis non è ancora schierata e JJJ si trova solo a difendere The Brow che lo prende in velocità e lo costringe al quarto fallo.
Situazione analoga alla clip precedente, AD punta JJJ e grazie alla virata riesce ad assorbire il contatto e va schiacciare a canestro.

Negli anni spesso su Lakeshow abbiamo sottolineato come servire in movimento Davis e farlo attaccare in modo dinamico fronte a canestro possa essere la soluzione per massimizzarne il talento. Se l’ex Kentucky riuscirà a riportare la medesima aggressività anche nei prossimi episodi della serie, Taylor Jenkins sarà costretto a giocare a due lunghi il più possibile, in quanto la difesa dei Grizzlies non potrebbe contenere l’unicorno gialloviola. Ed allo stesso tempo contro un Davis simile sarà complesso per Jaren Jackson limitare il numero di falli commessi.

❌ Lakers vs Grizzlies: i Minus

Non è facile trovare in una serata tanto positiva per i Lakers un minus ma qualche riflessione forse si può fare lo stesso.

Keep greedy

Abbiamo sentito usare spesso questa espressione a Darvin Ham per indicare la necessità del suo team di rimanere “avido” durante il periodo di “rincorsa” ai playoff iniziato alla trade deadline.

Questa attitudine mostrata è ancora più necessaria in un contesto dove ogni singolo possesso può fare la differenza. Tentare di mettere in fila due vittorie è fondamentale per dare una buona chance a questo team di giocarsi un secondo turno insperato.

In Gara due abbiamo visto poco di questo lodatissimo atteggiamento. In gara 4 non possiamo permettercelo.

KEEP GREEDY!

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Lunedì 24 e Martedì 25 Aprile per affrontare alla crypto.com Arena i Memphis Grizzlies nella Gara 4 del primo turno degli NBA Playoff.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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