In copertina: LeBron James ed Anthony Davis nel corso di Gara 4 tra Lakers e Grizzlies alla crypto.com Arena (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Gara 4 tra Lakers e Grizzlies sarà ricordata come una delle partite più iconiche di LeBron James in maglia gialloviola. Il tiro del Prescelto che ha portato il match all’overtime consente alla squadra di Ham di compiere un passo (forse) decisivo per il passaggio del turno e di aumentare il proprio livello di consapevolezza e fiducia generale.

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I Lakers hanno sofferto e rischiato seriamente di perdere Gara 4 sotto i colpi di Bane e le stoppate di JJJ. Alla fine, però, sono riusciti a portare a casa una W preziosissima grazie alle magie del solito sospetto con il numero 6.

👑 King

by Giuseppe Critelli

La carriera di LeBron James è piena di momenti iconici ai playoff. Chiedere informazioni ai Toronto Raptors che ancora oggi, nei loro peggiori incubi, ricordano la serie del 2018, quando LBJ decise di prendersi gioco dei poveri Lowry e DeRozan con una serie di canestri da equilibrista onnipotente della pallacanestro.

Gara 4 tra Lakers e Grizzlies entra di diritto nell’album platino di James, a maggior ragione perché arriva in un momento della sua carriera (il ventesimo anno nella lega) che non dovrebbe consentirgli determinati gesti tecnici e atletici.

Il tiro di James accompagnato dalle note di una canzone di uno storico commercial della NBA.

Ma andiamo con ordine. La prestazione offensiva di LBJ non è stata sicuramente scintillante. La scelta sorprendente di Jenkins di mandare Xavier Tillman Sr. in single coverage contro di lui, al posto di Dillon Brooks, ha pagato i suoi dividendi.

Nel secondo tempo il Prescelto ha avuto molte difficoltà a battere dal palleggio un avversario che non brilla certamente per mobilità laterale. Secondo i dati di NBA.com LeBron ha tirato addirittura con un brutto 1/5 quando accoppiato contro il prodotto di Michigan State.

Anche in transizione James ha fatto fatica ad avere la meglio Tillman, beccandosi in questo caso una sonora stoppata. Un segnale allarmante.

Non a caso, prima del game-tying shot che manderà la partita all’overtime, James era a quota zero punti nel quarto periodo (0/5 dal campo). Ma ciò che, a mio avviso, rende LeBron veramente inimitabile tra le grandi star della storia del gioco è la conoscenza del proprio corpo e la consapevolezza di cosa serva alla propria squadra per vincere.

In una serata in cui era oggettivamente difficile per lui e per il resto della squadra segnare nel pitturato (12/38 per i Lakers nei tiri contestati da JJJ e Tillman), il quattro volte MVP ha iniziato a rendersi utile in altri aspetti del gioco, lasciando da parte le ultime insospettabili energie per il gran finale.

In Gara 4 LeBron ha svolto un ottimo lavoro in aiuto difensivo e in fase di rim protection. Nel quarto episodio della serie Memphis ha cercato di portare fuori dall’area AD (autentico spauracchio per Ja e compagni) per liberare il pitturato per le incursioni di Bane e Morant. In questo scenario diventa fondamentale la protezione secondaria del ferro dei vari James, Vando e Hachimura. LBJ sembra averlo capito.

Perfetti i tempi dell’aiuto dopo che Davis è uscito su Ja.

Tra gli highlights della sua serata ci sono poi i due sfondamenti presi contro Ja Morant, arrivati per altro in pieno clutch time e determinanti per l’esito dell’incontro.

Impossibile poi non citare il dato dei rimbalzi conquistati, 20 di cui addirittura 9 nel quarto periodo. Era dai tempi di Shaq (2004) che in casa Lakers non si vedeva una prova da 20+20 ai playoff.

Alcuni rimbalzi catturati dal Prescelto sono stati fondamentali per garantire ai Lakers extra possessi nei minuti finali dell’incontro. Su tutti per me spicca il rimbalzo offensivo preso all’overtime dopo una tripla sbagliata dallo stesso James.

Dopo quasi 45 minuti di gioco ad intensità playoff, a 38 anni, ha ancora la lucidità di raccogliere il rimbalzo e tirare la palla addosso a Bane per mantenere il possesso.

Arriviamo però adesso ai tre canestri che hanno deciso la partita. Come accennato in precedenza, guardando il match c’era la netta sensazione che James non avesse le energie necessarie per arrivare al ferro con successo. Lo testimoniano i tanti possessi, in pieno quarto periodo, in cui è stato spettatore laterale delle azioni offensive dei Lakers.

Solo negli ultimi due minuti LBJ ha iniziato il suo lavoro di mismatch hunting che ha generato diversi buoni tiri poi sbagliati dai suoi compagni, in particolare da Hachimura.

Una conclusione che Rui ha segnato con continuità nel resto della serie.

Nell’ultimo possesso della partita, però, non si può più delegare. E allora James decide di tirare fuori dal proprio repertorio quello che lui ha definito Tier-3 Layup Shot, ovvero un appoggio con una parabola talmente alta da rendere impossibile la stoppata al difensore. E per segnare contro il Jaren Jackson Jr. di ieri sera c’era proprio bisogno di una conclusione di questo tipo.

Iconic.

Dopo questo canestro meraviglioso credo che nessuno abbia pensato che i Lakers potessero perdere la partita. Neanche LeBron James. Nell’overtime, infatti, LBJ si rende protagonista di altre giocate decisive come la penetrazione contro JJJ e, ovviamente, il dagger con annesso urlo animalesco in faccia al villain del momento Dillon Brooks.

Anche se ha 38 anni non è una buona idea pressare James lasciandogli una linea di penetrazione. And-one e 3-1 Lakers.

🇩🇪 German D

by Nello Fiengo

Dennis Schröder è finalmente entrato nella serie.

Dopo le prime due gare a dir poco rivedibili ed una Gara 3 dove si è visto il motore di The Menace iniziare a salire di giri, è in Gara 4 che Dennis è stato quello che siamo abituati a vedere, e di cui abbiamo bisogno.

Il merito principale di Schröder è stato quello di dare a Darvin Ham una alternativa nella marcatura su Ja Morant e di conseguenza di poter panchinare Jarred Vanderbilt, che in attacco stava diventando un minus insostenibile.

Blocco, passo dietro. Ri-blocco, passo sopra. Lettura super di Dennis.

Schröder ha lottato su ogni blocco, con e senza palla, rallentando Ja e costringendolo ad un brutto 1/5 al tiro quando lo ha preso in consegna.

Visto questo, Ham ha deciso di tenere il tedesco in campo per gli ultimi 17 minuti filati tra quarto periodo ed overtime. Si potrebbe discutere della bontà della scelta, ma il risultato dà ragione al coach.

In attacco non siamo ancora al Dennis spacca difese, cosa anche normale dato il contesto playoff ed il ritmo più basso, ma qualcosa si è cominciato a vedere:

Mettersi Morant alle spalle qui è il colpo vincente. La size similare dei due giocatori impedisce al numero 12 di Memphis di fare la pressione giusta per evitare che quel tiro vada a segno.

Con Memphis che tende ad oscurare il ferro quando ci si avvicina troppo è importante che il tedesco trovi ritmo in questa situazione di pullup dove ha dimostrato di poter far male.

Wilkommen Dennis.

💪 The Vandolorian

by Mikhail Laurenza

Nelle prime tre gare l’impatto di Jarred Vanderbilt, soprattutto nella metà campo offensiva, è stato molto più che marginale, questo anche a causa dell’exploit di Rui Hachimura che gli ha rubato molti dei minuti che erano stati suoi durante la Regular Season.

In Gara 4, invece, Vando ha ricoperto un ruolo importante in particolare nel primo quarto, quando ha impedito a Memphis di scappare: certo, il -18 di Plus/Minus può trarre in inganno, ma il numero 2 ieri notte ha saputo sfruttare al meglio la difesa pesantemente “flottata” dei Grizzlies in area, trovando due triple che possono scombinare, in parte, il game plan di Jenkins.

Tillman segue l’evoluzione dell’azione, Vando coglie l’attimo giusto per conquistare una posizione migliore a rimbalzo.

La clip mostra come il primo pensiero di Xavier Tillman Sr. sia quello di aiutare in caso di penetrazione di James e nonostante si trovi sul lato forte si disinteressa quasi di Vanderbilt in angolo. Nel frattempo sul lato debole Russell, che ha notato il buco centrale in area, finta un flare screen per Reaves che trae in inganno Bane e taglia verso la lunetta: è quello il momento in cui l’ex Wolves capisce di poter tagliare dietro le spalle del suo marcatore; il risultato è un tap in facile facile dopo l’errore del suo compagno di squadra.

Nelle clip seguenti, invece, vediamo come il mancino gialloviola sfrutti due situazioni sulle quali il piano difensivo di Memphis ha scommesso per tutte le prime 4 partite, ovvero il suo tiro da fuori:

Nei primi tre episodi della serie, Vando aveva tentato appena tre triple, tutte sbagliate.
Azione fotocopia alla precedente, con James sostituito da Reaves.

Nel primo caso il pick-and-roll laterale DLo-AD non è sfruttato direttamente, ma viene coinvolto James come terzo che riceve e monitora la situazione: Tillman dopo l’aiuto su Russell torna nel pitturato per un possibile rimbalzo, Jaren Jackson Jr. è completamente “flottato2, quasi a creare una situazione di zona 2-3 ed è bravo Davis a giocare un blocco di contenimento proprio su di lui che permette il passaggio skip a LeBron per la prima delle due triple apertissime di Vanderbilt.

La seconda bomba è invece frutto di un set che Ham cavalca spessissimo, ovvero uno stagger con Reaves da palleggiatore per sfidare e stancare Morant in difesa: Ja rimane indietro già sul primo blocco di Dlo, Davis allora gioca un ghost screen e taglia immediatamente in mezzo all’area attirando l’aiuto di Santi Aldama. Austin è bravo ad accorgersi dello sviluppo della situazione e ribalta con un bellissimo skip dal palleggio che viene premiato dal suo compagno di squadra.

L’ultima situazione mostra invece una giocata molto rara dei Lakers in Gara 4, ma che ha fatto male ai Grizzlies: lo short roll di Davis.

Nella clip vediamo come Tillman anticipi l’aiuto su D’Angelo Russell senza un motivo reale, AD rolla all’altezza della lunetta e costringe all’aiuto JJJ: a quel punto il backdoor di Jarred è automatico e i due punti una semplice formalità.

Per sfruttare la versatilità e le doti difensive di cui Jarred Vanderbilt dispone è fondamentale che diventi quantomeno non perennemente battezzabile.

❌ Lakers vs Grizzlies: i Minus

by Nello Fiengo

Nel commentare una vittoria spesso si tende a minimizzare quanto di negativo si è potuto vedere, credo sia un bias normale. Nel caso di Gara 4 contro i Memphis Grizzlies va fatta però una valutazione su quanto accaduto in uno specifico momento della partita e su alcune prestazioni individuali che hanno secondo me messo a serio rischio il successo gialloviola.

😵‍ Slippery slope

Tre minuti e ventinove secondi dalla fine del secondo quarto, +15 per i padroni di casa.

I Los Angeles Lakers sembrano totalmente in controllo.

Tre minuti e ventinove secondi dopo, a metà gara, il vantaggio sarà solo di due punti.

Tre minuti e ventinove secondi di follia che potevano costare caro a LeBron e soci. Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato.

Il primo problema in questo lasso di tempo per la squadra di Darvin Ham è stato sicuramente Desmond Bane, che ha dominato la fine del secondo quarto.

I gialloviola hanno lavorato bene sul pupillo di Filippo in prima istanza. Poi dal giocatore da cui meno te l’aspetti arriva l’apertura giusta per svegliare il can che dorme.

Austin Reaves ha giocato una fine di secondo quarto pessimo.

Forse ingolosito dalla possibilità di farsi colpire da Morant per il fallo in attacco Reaves rallenta e Bane colpisce.

In questa clip Austin ha un atteggiamento pigro sul blocco di Ja Morant e si trova a dover inseguire senza la minima possibilità di portare quella back pressure che i Lakers cercano sempre quando inseguono sui blocchi.

L’ex Oklahoma State ha giocato una stagione difensiva accettabile ma ha mostrato – secondo i numeri – un declino nella difesa quando è coinvolto nel pick-and-roll importante: passa dagli 0.8PPP a 0.9PPP, un inezia direte ma se la guardiamo in termini di percentile ci sono una ventina di punti in ballo. Non proprio un’inezia.

La performance difensiva di Austin è stata l’emblema del parziale preso dai Lakers a fine seconda frazione, una run da 14-1 per Memphis dove la lettura degli spazi in queste situazioni di handoff e/o pick-and-roll sono stati completamente sbagliati, permettendo inoltre a Memphis di prendere i gialloviola alle spalle a rimbalzo e mettere a segno 5 punti di questi 14 punti a rimbalzo offensivo (and one incluso).

In attacco i Lakers non saprei dire se per stanchezza o poca presenza mentale hanno giocato pochi dei set che avevano funzionato fino ad allora e hanno cercato forzatamente di dare la palla ad Anthony Davis in post mentre Memphis approfittava del poco e poco convinto movimento degli altri attaccanti gialloviola per fronteggiare, raddoppiare e riempire l’area.

11 secondi di nulla? 24 secondi di nulla. Lakers su tela.

La clip del possesso che ho preso da NBA.com mostra solo gli ultimi 13 secondi in questo caso, e ho volutamente lasciato questo video e non ho chiesto un taglio al sapiente odino perché nei primi 11 secondi non è successo nulla.

Questa è stata una costante dei Lakers nella fine del secondo quarto e per buona parte del terzo: entrando tardi nell’azione ogni ricezione interna per Davis è risultata più complessa e la mediocre serata al tiro ha permesso ai Grizzlies di arroccarsi intorno a JJJ e togliere quelle linee al ferro che restano fondamentali per attivare l’attacco gialloviola.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Mercoledì 26 e Giovedì 27 Aprile per affrontare al FedExForum i Memphis Grizzlies nella Gara 5 del primo turno degli NBA Playoff.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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