In copertina: Rui Hachimura e Santi Aldama durante Gara 4 tra Lakers e Grizzlies alla crypto.com Arena (Jae C. Hong, Associated Press)

Austin Reaves in quintetto e Rui Hachimura dalla panchina hanno avuto un impatto incredibile contro i Memphis Grizzlies sin da Gara 1, con giocate importanti nei momenti chiave della sfida. In particolare, il prodotto di Gonzaga ha ricoperto le vesti di top scorer dei Los Angeles Lakers con 29 punti e il 78% al tiro (5/6 dall’arco), a cui ha aggiunto 6 rimbalzi e 1 assist.

Le vittorie dei losangelini sono arrivate anche grazie al suo ottimo contributo, che è già un record nella storia della franchigia: Rui infatti è il primo Laker a realizzare almeno 25 punti con 5 triple ai Playoffs non partendo nello starting five.

LeBron James e Anthony Davis non si sono fatti pregare per dare una svolta immediata alla serie, ma fin dalle prime battute i tifosi gialloviola hanno potuto tirare un sospiro di sollievo sapendo che i due All Star non sono soli in questa battaglia.

🗡️ In attacco

Tiratore da 48,5% dal campo e 29,6% dall’arco (secondo dato più basso in carriera) durante la regular season, Hachimura ha mostrato grande freddezza e lucidità nello sfruttare le occasioni che gli sono capitate per le mani. Il clinic messo in mostra durante Gara 1 non è pura casualità, ma un lavoro studiato insieme a Phil Handy per capitalizzare al massimo gli spazi lasciati dai Grizzlies: impegnandosi in questo frangente, Rui ha realizzato cinque delle sei triple tentate per un sorprendente 83%.

Ma non è solo il primo atto della serie a consacrarlo come sesto uomo di lusso: i risultati dal campo nelle sfide successive, hanno mostrato un Hachimura assolutamente fiducioso nel cercare soluzioni dalla lunga distanza o in penetrazione. Altri 20 punti con il 58% dal campo in Gara 2 e 16 col 60% in Gara 3 (2/2 dall’arco) sono la riprova che la fiducia di Darvin Ham nei suoi confronti non sia mal riposta.

«(Handy) Mi ha sempre detto che quelli sarebbero stati i tiri da provare in allenamento, perché per il modo in cui difendono resteranno principalmente nel pitturato, perciò devo essere pronto a concretizzare queste chance… Tutti quei tiri mi sono venuti spontanei e ho avuto la certezza di poterli realizzare.»

I Grizzlies scelgono di abbassarsi molto rispetto a Hachimura quando i Lakers eseguono i pick-and-roll. Il suo difensore si posiziona all’altezza del tiro libero per chiudere l’area in caso di drive, lasciando comunque spazio per una tripla.

La difesa aggressiva intorno alla lunetta permette ai giocatori di Memphis, in teoria, di poter occupare il pitturato e al contempo essere sufficientemente vicini all’arco per marcare i tiratori: questo però apre per Rui e gli altri delle corsie di penetrazione.

Il suo difensore si trova a dover chiudere la distanza e a questo punto lui può tranquillamente attaccare il closeout. I Grizzlies hanno scelto anche di cambiare spesso la marcatura lasciandogli parecchi mismatch, in particolare contro Luke Kennard in Gara 2.

La scelta tattica però non ha pagato: Hachi ha punito sistematicamente la difesa dall’arco, in post o in entrata, lasciando poco spazio a repliche.

🔰 In difesa

Che Rui Hachimura non fosse materiale da DPOY era già chiaro dai suoi primi passi in NBA: non particolarmente mobile, tendente a saltare sulle finte, alle volte disattento nelle coperture. La presenza di Davis nel pitturato e lo sforzo collettivo della squadra riescono comunque a mettere una pezza alle sue lacune principali e anche qui, con un po’ di impegno extra e la catechizzazione di Ham sull’uso del fisico, ha fatto vedere cose interessanti.

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Un ottimo cambio per contestare Desmond Bane, una buona difesa in drop sulla penetrazione di Ja Morant (che copre anche velocemente in closeout sulla tripla) e i box out a rimbalzo su Tillman dimostrano che il suo lavoro difensivo, portato avanti con attenzione, è anche qui un altro fattore determinante.

Problematica rimane comunque la gestione dei giocatori più piccoli e veloci dei Grizzlies, che tendono a bersagliarlo di frequente sui pick-and-roll. Su questo ci sarà molto da lavorare e sarà imperativo farlo al più presto per dare ai Lakers un’opzione in più sui due lati del campo.

⁉️ Cosa lo aspetta

Ham ha molta fiducia nei suoi mezzi fisici e atletici e sta cercando di sfruttarli al massimo in fase offensiva: questo è apparso molto chiaro nelle prime quattro partite e a sprazzi anche nella disastrosa Gara 5 di ieri notte. Il lavoro costante sui suoi punti forti, dalla penetrazione ai tiri in spot up o il suo one-dribble shot, stanno dando parzialmente dei buoni frutti e una valida alternativa ai Lakers nella second unit.

La difesa, per quanto non sia il suo pane quotidiano, può essere implementata quel tanto che basta per non considerarlo uno svantaggio da 4 vs 5. I suoi 25 anni di età, la presenza di veterani come LBJ e AD e il palcoscenico prestigiose che offre Los Angeles sono tutti fattori potenzialmente positivi per la sua crescita e maturazione cestistica e non sarebbe una sorpresa vedergli attribuire più responsabilità la prossima stagione.

Per quanto riguarda l’immediato futuro, Gara 4 e 5 sono state “trascurabili” da un punto di vista offensivo anche per via degli aggiustamenti fatti da Memphis perciò sarà importante trovare le contromisure necessarie e andrà mantenuto il già menzionato focus difensivo con costanza nelle prossime (o preferibilmente prossima al singolare) sfide.

📅 Next Game

Inutile rimarcare quanto sia stata mal giocata Gara 5 sotto più di un aspetto. Adesso Rui Hachimura e i Lakers sono attesi a dare una risposta alla crypto.com Arena nella nottata tra venerdì 28 e sabato 29 per chiudere la serie in casa e pensare al secondo turno.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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